Titolo:
Nate dalla tempesta
§ Autrice:
Alessia Coppola
§ Pagine:
432
Casa editrice:
Fazi editore
§ Genere:
Romanzo famigliare, romanzo storico
Due famiglie legate al mare e alla terra. Tre donne unite da una maledizione. Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell'Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall'antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria.

Non è facile parlare di questo romanzo, "Nate dalla tempesta" di Alessia Coppola mi ha travolta e colpita profondamente. Non sono un'appassionata di romanzi familiari ma ogni volta che ne leggo uno ne rimango incantata e mi chiedo perché ne legga così pochi.
"Nate dalla tempesta" è un romanzo corale nel quale si intrecciano le vite di molte donne, ripercorrendo tutto il 900 fino ai giorni nostri, scopriamo i legami, i segreti e le ripercussioni che le scelte di ogni generazione ha su quella successiva.
Fulcro della narrazione è il legame che queste donne hanno con la magia, sono streghe, "masciare", creature libere e indomite, selvagge e tempestose che conservano il dono della magia e della chiaroveggenza. Questo ha radici antiche e profondo, risale alla loro antenata Almuneda che, giunta in Salento, porta con sé il potere conturbante dell'Andalusia.
Ma essere una "masciara" può essere un dono e una maledizione, in un paese estremamente superstizioso e con un ricco substrato magico e folkloristico, le "masciare" sono creature amate e odiate, possono vedere, sentire e ascoltare il mondo oltre il velo, possono benedire o maledire e possono decidere se incamminarsi verso una vita di amore e aiuto o verso una strada di guadagno e indifferenza.
La magia le allontana dal mondo che le circonda, le catapulta in uno spazio oltre i confini e le rende insensibili alle piccole cose di tutti giorni, sono selvagge, libere, crudeli e potenti!
Questa è la grande maledizione della famiglia, un'eredità che passa da una generazione all'altra portando con sé dolore e sofferenza.
"Nate dalla tempesta" è un romanzo potente, fatto di legami intensi e viscerali, donne impegnative, tempestose, inquiete, donne che sanno amare con un trasporto travolgente ma che sanno odiare con le stessa forza dirompente!
La prima parte del romanzo si focalizza su Nilde e Cosma, madre e figlia, un rapporto distrutto dal sospetto della figlia nei confronti della madre e della sua magia, un timore oscuro che attanaglia il cuore di Cosma al punto che, alla nascita della figlia più piccola Minerva rendendosi conto che ha ereditato il dono di "masciara", la ripudia!
Minerva, detta Mina, cresce sola, rifiutata e temuta.
Il suo potere cresce e tra premonizioni nefaste, tragedia famigliari, sortilegi e incubi, la bimba si estranea sempre più dalla casa per condurci nella selvaggia campagna pugliese.
Qui scopriamo tutto il fascino della scrittura di Alessia Coppola, una prosa maestosa ed evocativa, mentre leggevo sentivo la terra sotto i piedi, l'aria che profumava di sole, paglia, frutta matura, l'odore pungente del mare e il sapore salato dell'acqua, un incantesimo accompagna il lettore che percepisce suoni, odori e sapori di una Puglia antica.
La seconda parte racconta la vita di Mina, il suo riscatto, l'amore che la eleva e le permette di sbocciare come un fiore che brama acqua da molto tempo e che finalmente ne assapora le proprietà benefiche.
Ho amato Vincenzo Malerba, credo uno dei personaggi maschili più belli del romanzo, un uomo solare, gioioso, luminoso come il mare durante una giornata ventosa, una boccata di aria fresca.
Ma dopo la rinascita c'è la caduta e Minerva cade, cade precipitosamente e senza il minimo desiderio di risalire. In un cerchio senza fine la sua sofferenza si scaglia su Rosa, la figlia più piccola che, come lei, cresce senza l'amore della madre ma Rosa non è come tutte le altre, è destinata a spezzare la maledizione.
"Nate dalla tempesta" insegna che il retaggio della famiglia non deve per forza colpire ogni generazione, che c'è la possibilità di spezzare il ciclo!
Rosa attraverso l'amore di zia Eloisa e l'amicizia di Liliana, scopre di poter distruggere la maledizione.
Grazie alla cultura e allo studio riscopre se stessa, comprende i traumi passati, li elabora e permette al cerchio di chiudersi definitivamente.
Alessia Coppola ha scritto un romanzo che racconta la forza indomita delle donne, la loro potenza naturale, intrinseca nella loro capacità di dare la vita e di legarsi al mondo reale e soprannaturale, l'intuitività, la predizione, la saggezza che permeano le donne sono doni unici e potenti!
Ma insegna anche la resilienza e il coraggio nel decidere di prendere in mano il proprio destino e di non lasciarsi annientare dalla vita e dalle sue mareggiate! Un libro stupendo che consiglio a tutti!




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