Ciao ciao ciao, sono di nuovo qui a parlare
di Lance Rubin ma in questo caso vi terrò compagnia con la recensione di Deathdate
primo
capitolo di una dualogia spassosa e insolita.
Come vi avevo già accennato nella prima
tappa del Blog Tour di Birthdate
si
tratta di libri molto originali nel panorama Y/A, infatti, abbiamo davanti a
noi una dark comedy che diverte e
appassiona con le sue battute e le avventure rocambolesche che Denton deve
superare proprio a ridosso della sua morte.
Ringrazio di cuore la casa editrice
DeAgostini che mi ha donato una copia di entrambi i volumi della duologia, non
tarderò a leggere il secondo.
Non vi nascondo che in un primo momento mi
è parso come una parodia di tutti quei romanzi con i personaggi che hanno le
ore contate, tipo “Io prima di te” o “Colpa delle stelle” o ancora “I passi
dell’amore”. Eh già, sembrava di leggere uno di questi libri ma al contrario,
quando in realtà era il momento di piangere in DeathDate si rideva di gusto, una sorta di presa in giro, uno
stravolgimento delle emozioni.
DeathDate è stata una vera rivelazione, un romanzo che mi ha
colta di sorpresa nonostante conoscessi la trama e le tematiche trattate.
Nel panorama Y/A i libri sono spesso
ripetitivi, le storie vengono proposte in varie chiavi ma il contenuto rimane
molto simile, Deathdate
non ha nulla a che vedere con il resto, lontanissimo dai
comuni cliché cattura per la sua fortissima personalità.
