Titolo:
Icebreaker
§ Autrice:
Hannah Grace
§ Pagine:
492
Casa editrice:
Mondadori
§ Genere:
Sporty Romance
Anastasia Allen si prepara da una vita per entrare nella nazionale americana di pattinaggio. E tutto sembra andare per il meglio: è riuscita a ottenere una borsa di studio per l’Università della California e un posto nella loro squadra di pattinaggio artistico. Si sente inarrestabile. Niente potrà fermarla: neanche il capitano della squadra di hockey, Nate Hawkins. Lei non lo può soffrire, e la cosa è reciproca, ma saranno costretti a condividere il palazzetto del ghiaccio in cui allenarsi
e molto di più.

Buongiorno lettori, oggi nuova recensione! Da poco mi sono avvicinata al mondo del romance, di solito leggevo uno o due romance all'anno e senza particolare entusiasmo, nell'ultimo annetto ho aumentato le letture di questo genere e ora ne leggo almeno uno al mese.
Addentrandomi sempre di più in questo mondo fatto di sotto generi e tropes ho scoperto che gli "sporty romance" e i "country romance" sono tra i miei preferiti ma, soprattutto negli Sporty, prediligo il bascket e l'hockey. Quindi eccoci alla recensione di oggi: "Icebreaker" di Hannah Grace, storia romantica e particolarmente audace ambientata nel mondo del pattinaggio artistico e dell'hockey.
Ho sentito molto parlare di questo libro, tanti dicono che è quasi pornografico e cringe, altri dicono che è una lettura elettrizzante, devo ammettere che non mi trovo d'accordo con nessuna delle due definizioni ma posso affermare che non mi ha entusiasmata e che ne sono rimasta parecchio delusa.
La storia ha un doppio POV: da un lato Anastasia, pattinatrice di coppia che sogna di entrare nella squadra olimpica, è una ragazza super controllata che gestisce la sua vita con agenda e tabella alimentare alla mano, non accetta distrazioni e non cerca l'amore; dall'altro abbiamo Nate, capitano della squadra di hockey, il classico bravo ragazzo, dolce, divertente e disposto a tutto per difendere gli amici.
I due si conoscono e scatta subito la scintilla ma tra pattinatori artistici e giocatori di hockey c'è un astio secolare e molti pregiudizi, la nostra Anastasia non vuole assolutamente cedere alla dolcezza e alla prestanza del nostro ragazzone! Purtroppo, il destino la pensa diversamente e i due si troveranno a dover condividere la pista di pattinaggio per molte settimane.
La prima metà del libro scorre velocemente tra corteggiamenti, battibecchi e qualche momento audace; la seconda parte è noiosa, lenta e eccessivamente lunga.
L'autrice allunga la storia senza motivo aggiungendo problemi che non esistono e rendendo i personaggi irritanti, Anastasia è costretta a fare scelte per il suo futuro che Nate non condivide, litigano, discutono e si fanno mille teghe mentali.
Per gran parte del libro ci viene detto che Anastasia è seguita da uno psicologo e che da anni sta facendo un percorso di consapevolezza, sta cercando di elaborare l'ansia da prestazione e il bisogno di controllare ogni aspetto della sua vita, lontanissima dall'aver raggiunto una risoluzione ai suoi problemi, si sente libera di giudicare o giustificare Nate continuamente.
Questa cosa mi ha irritato moltissimo perché viene traviato il senso di un buon percorso di consapevolezza e di cura personale facendo sembrare la protagonista come una persona superiore e mentalmente evoluta, cosa che non è!
D'altro canto Nate viene rovinato verso la fine perché non potevamo tenerci un ragazzo buono e intelligente fino alla fine, era necessario creare un po' di pathos!
Il cattivo è un ragazzo perfido e pieno di sé, un personaggio banale e stereotipato, inoltre il grande colpo di scena era palese fin dall'inizio e Anastasia si è bellamente lasciata manipolare per tutto il tempo.
Le scene d'amore sono parecchio spinte ma niente di così esagerato, invece mi ha dato molto fastidio il linguaggio utilizzato da tutti i protagonisti: eccessivo e cringe, troppo troppo volgare.
Purtroppo sono rimasta molto delusa e non penso di recuperare altro di questa autrice, non mi è piaciuto come ha gestito la questione della cura psicologica della protagonista e come ha allungato la storia rendendola noiosa e pesante.


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