12 agosto 2026

"Diavola" di Jennifer Thorne

 


Titolo: Diavola § Autrice: Jennifer Thorne § Pagine: 360
Casa editrice: La Bottega dell'Invisibile § Genere: Horror

Anna ha un solo obiettivo per la tradizionale vacanza di famiglia: sopravvivere. Ma non è così semplice uscirne indenni quando la tua famiglia ti fa sentire sempre fuori posto: quando il tuo gemello, schiavo di una relazione tossica, evita ogni tipo di scontro, quando tua sorella invece sembra voler solo provocare e discutere. Quando tua madre giudica continuamente il tuo stile di vita e quando tuo padre, in cerca di tranquillità, riesce solo a farti pesare il costo della vacanza. Un piccolo agriturismo in Toscana sembra il posto ideale per il ritrovare un po’ di pace insieme, ma Anna non sa che, oltre alla sua famiglia disfunzionale, c’è qualcosa di spaventoso tra le mura di quel paradisiaco luogo di villeggiatura. Strani rumori notturni, inquietanti avvertimenti degli abitanti del villaggio e il passato oscuro e violento della villa stessa. Un fantasma antico e maligno li attende dietro la porta della vecchia torre, deciso a manipolare ed esacerbare le tensioni della famiglia. Un fantasma che non le lascerà scampo, mettendola di fronte a tutto quello che l'ha sempre fatta sentire fuori posto. Benvenuti e buona permanenza a Villa Taccola.
Toscana, rustico tra i colli, vacanza estiva in famiglia, cosa potrebbe mai succedere? 
"Diavola" di Jennifer Thorne è tra i libri di case infestate più belli che abbia letto! 
Anna è da sempre la pecora nera della famiglia Pace, da anni subisce la cattiveria dei genitori che la accusano costantemente di essere inadeguata e indesiderata, della sorella maggiore che la schernisce e la rende il bersaglio di ogni tensione, del fratello gemello che la usa come para fulmine nelle difficoltà perché privo di qualsiasi personalità. 
Anna non sopporta la sua famiglia, l'idea di passare con loro un'intera settimana la devasta ma decide di prendere un aereo per l'Italia, accettare la vacanza offerta in un meraviglioso e costosissimo rustico toscano e cercare di sopravvivere. 
La splendida e isolata Villa diventa lo scenario da incubo di questa terribile riunione famigliare e, mentre i vari personaggi riempiono le stanze di un miasma soffocante, un concentrato di ipocrisia e tossicità, una presenza oscura pian piano di risveglia.

6 agosto 2026

"How to survive camping" di Bonnie Quinn

 


Titolo: How to survive camping § Autrice: Bonnie Quinn § Pagine: 200
Casa editrice: Mercurio Books § Genere: Folk horror

È nel bosco che affrontiamo i nostri mostri, ed è dal bosco che usciamo cambiati – oppure non ne usciamo affatto. Regole per sopravvivere al campeggio: 1. Quando allestite il campo, ricavate almeno un metro in più per ogni tenda. Vi servirà per picchetti e tiranti. 2. Se campeggiate in pendenza, attorno alle tende e all’area comune scavate un piccolo canale largo un paio di centimetri e profondo una decina per deviare l’acqua. Eviterete allagamenti. 3. Non seguite le luci. (Non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo). Non seguite le luci. 4. Dotatevi di un contenitore robusto e impermeabile con dentro un cambio di vestiti e una coperta. Se la tenda si allaga, avrete almeno qualcosa di asciutto e caldo. 5. Potete comprare il ghiaccio dai bambini che si avvicinano al campo solo se hanno un carretto. Quelli sono i figli degli altri campeggiatori e cercano di racimolare qualche soldo. Se invece vi si avvicina un gruppo di bambini senza carretto, non comprate niente. Fate finta che non esistano. Il ghiaccio non vale le conseguenze. 6. Posizionate delle luci solari vicino ai picchetti. Così eviterete che qualcuno ci inciampi di notte. 7. Tenete a mente l’ora in cui di solito si spengono le luci solari. Se si spengono prima del previsto – se si spengono tutte –, chiudete gli occhi. Tornate in tenda e restate lì fino all’alba. Qualunque cosa accada, non guardate fuori. 8. Portate coperte pesanti. Di notte può fare molto freddo. 9. Se vedete un gruppo di persone che danza in cerchio attorno a un fuoco, potete unirvi a loro. Se vi accolgono, danzate con loro finché la musica non finisce. Non guardate i musicisti. Se invece non vi accolgono e si fermano a fissarvi, indietreggiate lentamente e andatevene. Se vi vengono dietro, potete provare a correre, ma probabilmente è già troppo tardi. Pregate che sia una morte rapida. 10. Prestate attenzione a un uomo dal fare amichevole che potrebbe avvicinarvi nelle zone in ombra. Cercate di convincerlo a mettersi alla luce del sole. Se proietta un’ombra, potete presumere che sia un altro campeggiatore. In caso contrario, interrompete subito la conversazione e allontanatevi il più in fretta possibile.
Cosa potrebbe andare storto durante una felice e divertente vacanza in campeggio? 
Nulla! A meno che non decidiate di soggiornare al "Goat Valley Campground" e non seguiate scupolosamente il regolamento! 
"How to survive camping: l'uomo senza ombra" è un horror geniale e spassoso che mescola magistralmente folklore, mostri, un po' di gore e tanto black humor, una lettura esilarante che mi ha tenuta incollata alle pagine e mi ha divertita moltissimo. 
Immaginate di arrivare in campeggio, fare il check in e ricevere una brossura con un regolamento un po' strano, tra normali regole precauzionali come "pianta la tua tenda in luogo sopraelevato così rimarrà asciutta in caso di pioggia", si possono trovare anche "non seguire le luci nel bosco", "non comprare ghiaccio dai bambini senza carretto" e "se un uomo ti offre da bere in una coppa ricavata da un teschio accetta senza discutere". 
Sono regole assurde, potreste anche farvi una risata ma la conseguenza se non le rispettate è la morte!

29 luglio 2026

"Nate dalla Tempesta" di Sofia Coppola

 


Titolo: Nate dalla tempesta § Autrice: Alessia Coppola § Pagine: 432
Casa editrice: Fazi editore § Genere: Romanzo famigliare, romanzo storico

Due famiglie legate al mare e alla terra. Tre donne unite da una maledizione. Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell'Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall'antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria.
Non è facile parlare di questo romanzo, "Nate dalla tempesta" di Alessia Coppola mi ha travolta e colpita profondamente. Non sono un'appassionata di romanzi familiari ma ogni volta che ne leggo uno ne rimango incantata e mi chiedo perché ne legga così pochi. 
"Nate dalla tempesta" è un romanzo corale nel quale si intrecciano le vite di molte donne, ripercorrendo tutto il 900 fino ai giorni nostri, scopriamo i legami, i segreti e le ripercussioni che le scelte di ogni generazione ha su quella successiva. 
Fulcro della narrazione è il legame che queste donne hanno con la magia, sono streghe, "masciare", creature libere e indomite, selvagge e tempestose che conservano il dono della magia e della chiaroveggenza. Questo ha radici antiche e profondo, risale alla loro antenata Almuneda che, giunta in Salento, porta con sé il potere conturbante dell'Andalusia. 
Ma essere una "masciara" può essere un dono e una maledizione, in un paese estremamente superstizioso e con un ricco substrato magico e folkloristico, le "masciare" sono creature amate e odiate, possono vedere, sentire e ascoltare il mondo oltre il velo, possono benedire o maledire e possono decidere se incamminarsi verso una vita di amore e aiuto o verso una strada di guadagno e indifferenza. 
La magia le allontana dal mondo che le circonda, le catapulta in uno spazio oltre i confini e le rende insensibili alle piccole cose di tutti giorni, sono selvagge, libere, crudeli e potenti! 
Questa è la grande maledizione della famiglia, un'eredità che passa da una generazione all'altra portando con sé dolore e sofferenza.

28 luglio 2026

"The Book of Accidents" di Chuck Wendig

 

Titolo: The Book of Accidents § Autrice: Chuck Wendig § Pagine: 512
Casa editrice: Fanucci Editore § Genere: Horror

Tempo prima, Nate viveva in campagna con il padre violento. Con la sua famiglia non ha mai fatto parola di ciò che successe in quella casa. Tempo prima, Maddie era una bambina che costruiva bambole nella sua cameretta, quando vide qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Tempo prima, qualcosa di sinistro, di famelico, si aggirava per i boschi e le rocce della zona. Ora Nate e Maddie Graves sono sposati, e insieme al figlio Oliver sono tornati dove tutto ebbe inizio. E ciò che avvenne tanto tempo prima sta accadendo di nuovo… e sta accadendo a Oliver, il quale diventa il migliore amico di uno strano ragazzo custode di oscuri segreti e con un debole per la magia nera. Oliver però deve stare attento, perché la loro amicizia li trascinerà al centro di una battaglia tra il bene e il male. Solo che Nate e Maddie hanno un’arma segreta che nessuno potrà mai sottrargli: l’amore che li lega e li rende più forti. La famiglia di Nate torna nella sua casa d’infanzia – e all’oscuro passato che ancora la funesta – in questo capolavoro horror dell’autore di I vagabondi.
Buongiorno lettori, con questa recensione vorrei inaugurare un periodo di recuperi, in questi ultimi mesi ho letto parecchi libri ma non sono riuscita a parlarvene in modo approfondito qui sul blog. Tengo molto a questo angolino tutto mio, quindi cercherò di caricare le recensioni arretrate e mettermi in pari. 
Partirò con il botto parlandovi di "The book of Accidents", romanzo horror letto a maggio con grande piacere, è un libro che non lascia tregua, non riuscivo a staccarmi dalle pagine, i capitoli sono brevi così continuavo a ripetermi: "ancora uno", inoltre i continui colpi di scena mi lasciavano con il fiato sospeso e il desiderio di proseguire! 
"The book of Accidents" parte come un horror classico: Nathan e Maddie decidono di trasferirsi nella vecchia casa d'infanzia di Nathan insieme al figlio quindicenne Oliver, cercando una vita più serena lontano dal caos cittadino.

4 maggio 2026

"The Honey Witch" di Sydney J. Shields

 

Titolo: The Honey Witch § Autrice: Sydney J. Shields § Pagine: 398
Casa editrice: Castoro Off § Genere: Cozy Romantasy, Cottagecore

Marigold Claude ha ventun anni e da sempre preferisce la compagnia degli spiriti del prato a quella dei pretendenti che cercano di corteggiarla. Così, quando la nonna la porta nel cottage di famiglia sulla piccola isola di Innisfree e le offre di diventare la prossima strega del miele, lei accetta immediatamente. Ma la magia e l’indipendenza hanno un prezzo: nessuno può innamorarsi della strega del miele. Un giorno Lottie Burke, una giovane notoriamente scettica e scontrosa che non crede alla magia, si presenta alla porta di Marigold. La strega non riesce a resistere alla sfida di dimostrarle che la magia esiste ed è reale. Ma ben presto Marigold e Lottie iniziano a provare l’una per l’altra qualcosa che non si sarebbero mai aspettate. E quando una magia oscura si risveglia e minaccia di distruggere il cottage, la nuova strega del miele capisce di dover lottare per molto di più della sua nuova casa, anche a rischio di perdere la sua magia… e il suo cuore.
Devo ammettere che questo è stato un periodo di letture deludenti, avevo alte aspettative per questo romanzo che si sono miserabilmente infrante dopo poche pagine, è sempre brutto iniziare un libro pensando di trovare la storia giusta per poi capire che manca tutto: la trama, i personaggi e il giusto intrattenimento. 
"The Honey Witch" racconta la storia di Marigold una giovane donna che, come tutte le ragazze dell'alta società, è costretta ad optare per il matrimonio. A salvarla da un futuro già scritto, arriva la nonna materna, annunciando che la ragazza è una strega e che deve svolgere il suo compito di protettrice dell'isola di Innsfree. 
Questo romanzo ha più di un problema! 
Innanzitutto non è per nulla chiaro il background e il contesto storico, all'inizio del primo capitolo troviamo l'anno 1831 e, dalle varie descrizioni, sembra che le vicende siano ambientate tra la nobiltà della campagna inglese, viene fatto qualche accenno alla famiglia reale quindi siamo in una sorta di periodo regency. 
Inoltre, in questa società, è comune che le persone abbiano un talento per qualche forma artistica, sono tutti poeti, scrittori, pittori, scultori, musicisti e molto altro. Marigold appartiene alla prestigiosa e ricca famiglia Cloude, il padre è un famoso pittore, il fratello un violoncellista e la sorella una cantante, solo la nostra protagonista sembra non possedere nessun dono ed essere perennemente fuori posto.
Trovandoci in un contesto di questo tipo le regole societarie sono abbastanza rigide, infatti le ragazze sono costrette al matrimonio e hanno come unico obiettivo sposarsi e mettere su famiglia, è necessario mantenere un certo comportamento in pubblico, partecipare a feste e impegni mondani, siamo quindi in una società di tipo patriarcale e classista. 
In realtà Marigold fa tutto quello che vuole: rifiuta pretendenti, si sporca mentre mangia dolci, scappa dal ballo in piena notte per correre sotto la luna! Se questo non fosse abbastanza, la contraddizione più evidente è quando ci viene fatto capire che, in questa società così rigida, l'omosessualità è ben accetta, il matrimonio è possibile e sembra essere una cosa normalissima. Trovo che sia un enorme contraddizione e che l'autrice abbia adattato tutto alle sue esigenze narrative nonostante sia forzato.

30 aprile 2026

"Sette volte bosco" di Caterina Manfrini

 

Titolo: Sette volte bosco § Autrice: Caterina Manfrini § Pagine: 208
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Storico

Adalina è sola. Sta viaggiando su quel treno vecchio e cigolante da due giorni. Non ha nessuno accanto da stringere, consolare, sfamare. Ha soltanto una valigia stretta tra le gambe, fatta un po’ di legno e un po’ di cartone che si è quasi sciolto sotto il temporale. Sta tornando da Mitterndorf, il campo profughi per gli abitanti del Tirolo meridionale inglobato nel fronte della Grande Guerra, dove ha trascorso l’ultimo, terribile anno e ha perso i genitori, stroncati dalla fatica e dal dispiacere. Al campo, nei giorni durissimi spezzati solo dal lavoro alla fabbrica di scarpe, e nelle lunghe notti schiacciata tra i corpi degli altri disperati, solo due pensieri hanno tenuto in vita Adalina: il suo màs, il maso che la famiglia si tramanda da generazioni, ed Emiliano, il fratello partito soldato per un Impero che si è sbriciolato come un tozzo di pane, il fratello di cui non ha notizie da mesi e che è rimasto l’unico, ormai, a chiamarla con il nome che lei ama, Lina. Tornata a casa, Lina si rende conto che non solo la sua famiglia, i confini, la lingua sono cambiati: le montagne e i boschi non sono più gli stessi, dilaniati dai bombardamenti, depredati e spogli. E il maso è in parte crollato, in parte annerito dai fuochi degli occupanti abusivi. Ma è ancora in piedi. Adalina sa che la vita è fatta di tristi inverni così come di primavere rigogliose, e ora è giunto il tempo di ricominciare, di curare le ferite del corpo e dell’anima. Anche per Emiliano, che tornerà dalla guerra e non deve pensare che Lina si sia mai arresa. Finché un giorno qualcosa cambia nella sua quotidianità così faticosamente riconquistata. Nel màs si è intrufolato un ragazzo: è un soldato, come Emiliano; parla tedesco, quello vero. E, proprio come Emiliano, anche lui ora si trova dalla parte sbagliata del confine.
Ho scelto di leggere questo romanzo appena ho visto la copertina: una donna immersa nel verde selvaggio della natura montana, una donna che poteva essere libera ma anche perduta, tenace ma anche fragile rispetto all'immensità del mondo intorno a lei. 
La Grande Guerra è ormai finita e Adalina sta tornando a casa dopo un anno di dolore nel campo profughi di Mitterndorf, un campo di lavoro austriaco dopo furono sfollati migliaia di abitanti del Tirolo meridionale perchè la loro terra era diventata confine di guerra. 
Lina ha visto morire i suoi genitori a causa del lavoro sfiancante e del dispiacere per aver perso tutto, l'unica cosa che la tiene in piedi è la speranza di ritrovare il fratello Emiliano e il loro maso, un luogo unico sperduto tra i boschi e le montagne. 
Le prime pagine del romanzo ci raccontano la lenta e difficile rinascita di Adalina, il mondo che conosceva non esiste più, il villaggio è vuoto e triste, i boschi sono deturpati dai bombardamenti, la sua casa è diroccata e priva di vita, il suo cuore ammaccato dalla sofferenza e dalla paura. 
Ma Lina è forte, si rimbocca le maniche e cerca in tutti i modi di sopravvivere alla fame, al freddo e alla solitudine. Di pari passo seguiamo il ritorno di Emiliano, ferito nel corpo e nell'anima come le sue amate montagne, non è più il giovane baldanzoso che saltella come un folletto per le alture, è un uomo taciturno che ha perso il suo migliore amico e il suo grande amore.

24 aprile 2026

"Icebreaker" di Hannah Grace

 

Titolo: Icebreaker § Autrice: Hannah Grace § Pagine: 492
Casa editrice: Mondadori § Genere: Sporty Romance

Anastasia Allen si prepara da una vita per entrare nella nazionale americana di pattinaggio. E tutto sembra andare per il meglio: è riuscita a ottenere una borsa di studio per l’Università della California e un posto nella loro squadra di pattinaggio artistico. Si sente inarrestabile. Niente potrà fermarla: neanche il capitano della squadra di hockey, Nate Hawkins. Lei non lo può soffrire, e la cosa è reciproca, ma saranno costretti a condividere il palazzetto del ghiaccio in cui allenarsi… e molto di più.
Buongiorno lettori, oggi nuova recensione! Da poco mi sono avvicinata al mondo del romance, di solito leggevo uno o due romance all'anno e senza particolare entusiasmo, nell'ultimo annetto ho aumentato le letture di questo genere e ora ne leggo almeno uno al mese.  
Addentrandomi sempre di più in questo mondo fatto di sotto generi e tropes ho scoperto che gli "sporty romance" e i "country romance" sono tra i miei preferiti ma, soprattutto negli Sporty, prediligo il bascket e l'hockey. Quindi eccoci alla recensione di oggi: "Icebreaker" di Hannah Grace, storia romantica e particolarmente audace ambientata nel mondo del pattinaggio artistico e dell'hockey. Ho sentito molto parlare di questo libro, tanti dicono che è quasi pornografico e cringe, altri dicono che è una lettura elettrizzante, devo ammettere che non mi trovo d'accordo con nessuna delle due definizioni ma posso affermare che non mi ha entusiasmata e che ne sono rimasta parecchio delusa. 
La storia ha un doppio POV: da un lato Anastasia, pattinatrice di coppia che sogna di entrare nella squadra olimpica, è una ragazza super controllata che gestisce la sua vita con agenda e tabella alimentare alla mano, non accetta distrazioni e non cerca l'amore; dall'altro abbiamo Nate, capitano della squadra di hockey, il classico bravo ragazzo, dolce, divertente e disposto a tutto per difendere gli amici. I due si conoscono e scatta subito la scintilla ma tra pattinatori artistici e giocatori di hockey c'è un astio secolare e molti pregiudizi, la nostra Anastasia non vuole assolutamente cedere alla dolcezza e alla prestanza del nostro ragazzone! Purtroppo, il destino la pensa diversamente e i due si troveranno a dover condividere la pista di pattinaggio per molte settimane.

17 aprile 2026

"Lights Out" di Navessa Allen

 

Titolo: Lights Out § Autrice: Navessa Allen § Pagine: 444
Casa editrice: Mondadori § Genere: Dark Romance

Aly Cappellucci ha trovato il suo kink ideale: gli uomini mascherati online. Niente supera la fantasia di un maschio tatuato e col volto coperto che le dà la caccia. Ma non avrebbe mai immaginato che un messaggio inviato da ubriaca avrebbe trasformato quei sogni in realtà. Josh Hammond ha trascorso la sua vita evitando le luci della ribalta, ma il suo personaggio online è un’altra storia: ha milioni di follower, ma solo una gli interessa, Aly. Insieme, Aly e Josh vivono i loro desideri più oscuri. Non sanno che Aly ha attirato l’attenzione di qualcuno con intenzioni molto più sinistre. Mentre Josh si trasforma da predatore a protettore, deve chiedersi fino a che punto si spingerà per la donna da cui è ossessionato.
Quando pensi di leggere un dark romance da brivido e invece ti ritrovi per le mani un romance così banale da mettere i brividi!! "Light Out" di Navessa Allen doveva essere una lettura fuori dagli schemi, eccessiva, elettrizzante e veramente oscura, in realtà è stata una lettura che mi ha fatto ridere molto (per non piangere) e scuotere continuamente la testa! 
Aly fa l'infermiera nel Pronto Soccorso di una grande città americana, vede il volto brutto del mondo tutti i giorni al lavoro tra feriti di sparatorie, violenza e abusi, è una donna forte e determinata che non riesce a instaurare una relazione duratura ma sogna l'amore, ha anche un lato un po' perverso che nasconde a tutti: adora guardare video di uomini mascherati che minacciano le spettatrici di cose audaci e indicibili, il suo preferito è Faceless, il suo sogno proibito è tornare a casa e trovarlo sul letto che l'aspetta ma mai si sarebbe aspettata che potesse diventare realtà. 
Il nostro Faceless altri non è che il coinquilino dell'ex ragazzo di Aly, che coincidenza! Josh Hammond ha trascorso tutta la vita a cercare di passare inosservato, il suo passato l'ha messo spesso in situazioni spiacevoli e ora desidera rimanere anonimo, questo non vale per il suo personaggio online, il suo profilo ha milioni di follower adoranti ma, quando viene a sapere che una di loro è la dolce Aly, perde la testa. La vuole a tutti i costi! 
Josh sembra disposto a tutto per conquistarla e farle capire che hanno le stesse fantasie e lo stesso lato oscuro! Questo romanzo ha moltissimi trigger warning, alcuni sono solamente accennati, altri molto più espliciti ma, personalmente, non l'ho trovato oscuro e disturbante come mi aspettavo.

8 aprile 2026

"La mappa dell'altrove di Emily Wilde" di Heather Fawcett

 

Titolo: La mappa dell'altrove di Emily Wilde § Autrice: Heather Fawcett § Pagine: 372
Casa editrice: Mondadori § Genere: Cozy Fantasy

Emily Wilde è una geniale studiosa del Popolo fatato e nella sua enciclopedia ha catalogato leggende e segreti sulle creature magiche, anche grazie all’aiuto dell’affascinante – snervantemente affascinante – collega Wendell Bambleby. Ma Bambleby non è solo un erudito tanto brillante quanto intollerabilmente bello: in realtà è un re delle fate esiliato, in fuga dalla matrigna assassina e alla ricerca di una porta per tornare al suo regno. Per una fortunata circostanza, il nuovo progetto di ricerca di Emily, una mappa dei regni fatati, li porterà sulle Alpi austriache, dove Emily crede di poter trovare la porta per il regno di Bambleby e la chiave per liberarlo dai piani oscuri della sua famiglia. Tra la difficoltà di gestire questa nuova relazione e i pericoli in agguato a ogni angolo, la permalosa Emily dovrà svelare i misteriosi meccanismi che governano il funzionamento delle porte fatate… e quelli del suo stesso cuore.
Buongiorno lettori, oggi recensione coccolosa perchè sono qui per parlarvi di uno dei libri cozy fantasy più carini in circolazione: "La mappa dell'altrove di Emily Wilde" di Heather Fawcett. Purtroppo è molto difficile dirvi la mia opinione senza fare spoiler sul primo capitolo della serie quindi, se non l'avete ancora letto, vi consiglio di non proseguire con la lettura della recensione. Questo secondo volume, per me, è stato molto più avvincente rispetto al primo per molti aspetti ma andiamo con calma. La nostra amata studiosa e professoressa del Popolo Fatato, Emily Wilde, si trova a compiere una nuova avventura per poter salvare l'amato Wendell da un'oscura maledizione. 
Infatti, il professor Bambleby non è solo un brillante accademico ma è anche il principe di un regno fatato, minacciato di morte da parte della matrigna che ha usurpato il trono. 
Per liberarlo dal veleno che, a poco a poco, lo sta uccidendo Emily deve cercare lo "Snodo", ossia una porta magica che conduce in più regni fatati contemporaneamente, una specie di luogo sospeso tra i mondi che permette alle creature magiche di andare e venire a loro piacimento tra un mondo e l'altro. 
Le sue ricerca la conducono sulle Alpi austriache, in un piccolo paesino abbarbicato tra le montagne con laghi cristallini, vette inviolate e una natura potente che preme per farsi sentire. 

26 marzo 2026

"Stelle e Ottone" di Jude Archer

 

Titolo: Stelle e Ottone § Autrice: Jude Archer § Pagine: 468
Casa editrice: Castoro Off § Genere: Fantasy, Romance

Ambra Valmori pensa che i suoi unici problemi siano l’imminente esame di Archeologia Persiana e la competizione spietata con il suo odiato rivale accademico, Ismael Sagredo. Ma gli astri hanno altri piani per il suo destino. Nel giro di una notte scopre che la magia esiste ed è ovunque intorno a lei, che gli insegnanti dell’Academia delle arti magiche di Seledia la considerano una minaccia alla loro segretezza e, peggio ancora, che il brillante mago che sarà costretto a farle da maestro è proprio Ismael. In una Venezia affascinante e inedita, insieme faranno luce sul misterioso passato di Ambra, che capirà di se stessa molto più di quanto aveva mai immaginato. E scoprirà che le stelle possono essere crudeli.
Buongiorno lettori, eccomi qui con una nuova recensione: "Stelle e Ottone" di Jude Archer, primo volume della serie The Hidden Society, si tratta di una serie di quattro libri fantasy romance tutti auto conclusivi. 
Ambra Valmori è sparita per una settimana, non ha nessun ricordo di quello che è accaduto, sa solo che si è risvegliata in piena notte in una gondola, sconvolta, senza il mignolo della mano sinistra e un ciondolo attorno al collo. 
Dopo mesi di sconforto, paura e ansia, Ambra cerca di tornare alla vita di prima quando le sue uniche preoccupazioni erano studiare per gli esami dell'università di archeologia e competere con il suo rivale accademico Ismael Sagredo. Ma non è così semplice, le sue giornate sono intervallate da momenti di sconforto e da eventi inspiegabili, finché a una festa, una giovane e scaltra ragazza, le ruba il ciondolo che è stato la sua ancora di salvataggio in tanti giorni bui. 
Perché qualcuno dovrebbe essere interessato alla sua collana e a lei?

18 marzo 2026

"Il Mare senza Stelle" di Erin Morgensten


Titolo: Il mare senza stelle § Autrice: Erin Morgenstern § Pagine: 620
Casa editrice: Fazi Editore § Genere: Fantasy

Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.
Buongiorno lettori, oggi vorrei cercare di parlarvi di "Il mare senza stelle" di Erin Morgersten, un romanzo fantasy alquanto particolare che mi ha lasciato emozioni molto contrastanti. 
Zachary è uno studente universitario che ama la solitudine e i libri, la sua vita verrà completamente sconvolta quando, leggendo una raccolta di racconti, si troverà protagonista di uno di essi, non un racconto qualsiasi ma la narrazione di un episodio realmente accaduto durante la sua infanzia. Incuriosito, inizierà a indagare e si troverà catapultato in un mondo sotterraneo fatto di magia e pagine scritte: la Baia sul Mare senza Stelle. 
Parlare di questo romanzo non è affatto facile. "Il mare senza stelle" è, in primis, un racconto dentro un racconto: c'è un filone principale, ossia la storia di Zachary e uno secondario, fatto di tanti piccoli racconti tratti dai libri che Zachary legge.

13 marzo 2026

[Stregoneria] La Caccia alle Streghe

LA SANTA INQUISIZIONE 

Il fenomeno della stregoneria si diffuse massicciamente in Europa tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, quindi, fra la metà del ‘400 e la fine del ’600, si parla di una vera e propria “Caccia alle Streghe”, una sorta di ossessione che portò a una persecuzione accanita, con un numero elevatissimo di processi e condanne, anche capitali. Non si possiedono cifre esatte e le stime degli studiosi differiscono, ma, alcuni ritengono possibile che siano state processate più di 110.000 persone e che di queste almeno 60.000 siano state giustiziate. Anche nei secoli precedenti erano note e diffuse nei villaggi varie “pratiche magiche” risalenti all’epoca preistorica: il legame tra l’uomo e la natura lo portava a credere negli spiriti dei boschi, dell’acqua, del fuoco, del grano, della caccia, divinità di cui poteva invocare l’aiuto. Nel tempo si tramandarono formule e incantesimi i cui scopi erano: ottenere guarigioni, onore, favori, ricchezze, rendere fertili i campi e il bestiame, tipiche credenze contadine all’interno delle quali si poteva distinguere una “magia bianca”, produttiva di effetti benefici e, una “magia nera”, che mirava a produrre effetti malefici. La Chiesa aveva un atteggiamento tollerante a patto che le pratiche non creassero danni: solo allora venivano condannate e i maghi puniti. Gli antichi canoni ecclesiastici, infatti, erano scettici riguardo all’esistenza delle streghe e ai loro poteri magici: sostenevano trattarsi di fantasie, di invenzioni e doveva essere considerato eretico non chi raccontava di possedere tali poteri ma chi credeva che questi fossero realtà! Fu verso la metà del ‘400 che la magia cominciò a essere vista dalla Chiesa come opera del demonio. La chiamata di qualunque spirito o divinità non cristiana cominciò a essere interpretata come abbandono della fede, dovevano dunque essere denunciati alle autorità ecclesiastiche i “maghi”, le “fattucchiere” e anche i loro clienti. 

Le spiegazioni possibili 

Il ‘500 e il ‘600 furono secoli di paura, di tensioni sociali in tutta Europa con guerre, epidemie e miseria. L’unità del mondo cristiano si era dissolta in seguito ai movimenti dissidenti della Riforma Protestante, la fede non bastava a garantire una vita serena al riparo da eventi disastrosi, la Chiesa, infatti, poteva garantire solo la salvezza dell’anima, non certo la sicurezza materiale, la protezione dalle malattie, né tanto meno da malefici e persone crudeli. Gli stessi teologi e le gerarchie ecclesiastiche vivevano un periodo di grande insicurezza, le credenze iniziavano a vacillare e sempre più persone abbandonavano la religione Cristiana Cattolica per unirsi ai Protestanti: un segno della crisi è dato proprio dal ricorso allo sterminio come unica possibilità di eliminare chi metteva in discussione la fede. Quello che gli imputati confessavano, che si trattasse di estorsioni o di pure fantasie, per i giudici diventava reale. Nessuno era immune alla caccia e la paura cresceva! C'è da dire però che timore e sospetto non avrebbero scatenato la persecuzione delle streghe se non fossero esistiti gli strumenti giudiziari per istituire i processi e quei movimenti creati per distruggere sul nascere ogni forma di ribellione.

Giudici e processi 

Prima della “Caccia alle Streghe” i tribunali ecclesiastici si occupavano dei crimini spirituali mentre i tribunali secolari dei reati penali e dei danni materiali, inoltre, è da sottolineare che i tribunali ecclesiastici emanavano le sentenze ma non potevano eseguire le punizioni e le condanne e quindi si rivolgevano ai giudici laici. La stregoneria, a partire dal ‘500, venne inclusa fra i crimini secolari, in teoria sarebbero stati i tribunali laici a occuparsi di questo particolare reato ma, nacque proprio qui l’alleanza e la collaborazione tra gli inquisitori e il clero. La Santa Inquisizione è sempre stata vista come il simbolo dell’epoca dei roghi ma in realtà, nonostante abbia avuto un ruolo fondamentale nella "Caccia alle Streghe", a occuparsi dei processi, delle torture e delle condanne furono i magistrati laici, con l’eccezione della Spagna e dell’Italia. Un altro importante elemento fu un drastico cambiamento a livello giudiziario, infatti, si passò dal Sistema Accusatorio al Sistema Inquisitorio, il primo prevedeva che un cittadino potesse accusare un'altra persona sulla base di prove valide e confermabili, anche perché se l’accusa risultava non vera veniva applicata la “legge del taglione”, cioè veniva punito chi aveva denunciato ingiustamente, i processi erano quindi molto pochi. A partire dal 1200, questo sistema, venne sostituito dal Sistema Inquisitorio in cui tutti potevano accusare tutti, senza l’ombra di una prova e senza correre rischi. Le persone che, in teoria, avevano compiuto il crimine venivano processate ma bastava che ci fossero due testimonianze contro di loro e il gioco era fatto, venivano condannate! Per le persone processate per stregoneria le cose risultarono ancora più dure e pesanti, la Chiesa sosteneva la necessità di intervenire assolutamente sia per salvare la comunità, sia per purificare l’anima del peccatore. Per questo motivo, venne ritenuto importante far confessare la presunta strega con ogni mezzo anche con l’uso delle torture più atroci! 

La strega è femmina

L'80% delle vittime della Caccia alle Streghe furono donne. La prevalenza femminile tra le vittime non fu casuale ma il risultato di una combinazione di pregiudizi religiosi, tensioni sociali e la necessità di trovare capri espiatori in tempi di crisi e oscurità. Trattati come il "Malleus Maleficarum" (Il martello delle Streghe), scritto da due famosi inquisitori tedeschi, aumentavano il timore e il sospetto nei confronti delle donne, sosteneva in modo esplicito che le femmine fossero per natura più inclini alla superstizione, alla lussuria e all'inganno. La teologia del tempo le dipingeva come "esseri deboli" più facilmente seducibili dal diavolo rispetto agli uomini. Le accuse colpivano spesso donne che vivevano ai margini della società: vedove, donne anziane o sole, che non avevano una figura maschile a proteggerle legalmente o socialmente, la loro indipendenza e la loro povertà le rendeva bersagli facili per sospetti e maldicenze. Spesso le accusate erano donne con conoscenze mediche come guaritrici, erboriste o levatrici.

Spero che questo post vi sia piaciuto e vi abbia fornito informazioni utili per approfondire l'argomento della "Caccia alle Streghe", ovviamente le sfumature da prendere in considerazione sono moltissime, una fra tutte il rivalutare l'intero periodo storico attraverso la lente del femminismo ma si tratta di un argomento troppo impegnativo per questo post quindi vi lascio alcuni consigli librosi per saperne di più.