29 luglio 2026

"Nate dalla Tempesta" di Sofia Coppola

 


Titolo: Nate dalla tempesta § Autrice: Alessia Coppola § Pagine: 432
Casa editrice: Fazi editore § Genere: Romanzo famigliare, romanzo storico

Due famiglie legate al mare e alla terra. Tre donne unite da una maledizione. Salento, primi del Novecento. Alla vigilia dell'Immacolata, Cosma Guadalupi perde il marito in una notte di tempesta. Mesi dopo nasce Minerva, la loro ultima figlia, che tutti chiamano Mina. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Ribelle e oscura per natura, Mina è esclusa dalle altre bambine e allontanata da Cosma. Gli anni trascorrono nel casolare dei Guadalupi, che assiste a guerre e tumulti. Mina intanto diventa una giovane donna, e incontra Vincenzo Malerba, con cui avrà dei figli e il cui destino sarà legato al mare. La loro ultimogenita, Rosa, deciderà di non rassegnarsi alla sofferenza che ha segnato tutte le donne Guadalupi, a partire dall'antenata Almuneda. Prenderà in mano la propria vita e lascerà il paese per sottrarsi alla madre e alla miseria.
Non è facile parlare di questo romanzo, "Nate dalla tempesta" di Sofia Coppola mi ha travolta e colpita profondamente. Non sono un'appassionata di romanzi familiari ma ogni volta che ne leggo uno ne rimango incantata e mi chiedo perché ne legga così pochi. 
"Nate dalla tempesta" è un romanzo corale nel quale si intrecciano le vite di molte donne, ripercorrendo tutto il 900 fino ai giorni nostri, scopriamo i legami, i segreti e le ripercussioni che le scelte di ogni generazione ha su quella successiva. 
Fulcro della narrazione è il legame che queste donne hanno con la magia, sono streghe, "masciare", creature libere e indomite, selvagge e tempestose che conservano il dono della magia e della chiaroveggenza. Questo ha radici antiche e profondo, risale alla loro antenata Almuneda che, giunta in Salento, porta con sé il potere conturbante dell'Andalusia. 
Ma essere una "masciara" può essere un dono e una maledizione, in un paese estremamente superstizioso e con un ricco substrato magico e folkloristico, le "masciare" sono creature amate e odiate, possono vedere, sentire e ascoltare il mondo oltre il velo, possono benedire o maledire e possono decidere se incamminarsi verso una vita di amore e aiuto o verso una strada di guadagno e indifferenza. 
La magia le allontana dal mondo che le circonda, le catapulta in uno spazio oltre i confini e le rende insensibili alle piccole cose di tutti giorni, sono selvagge, libere, crudeli e potenti! 
Questa è la grande maledizione della famiglia, un'eredità che passa da una generazione all'altra portando con sé dolore e sofferenza.

28 luglio 2026

"The Book of Accidents" di Chuck Wendig

 

Titolo: The Book of Accidents § Autrice: Chuck Wendig § Pagine: 512
Casa editrice: Fanucci Editore § Genere: Horror

Tempo prima, Nate viveva in campagna con il padre violento. Con la sua famiglia non ha mai fatto parola di ciò che successe in quella casa. Tempo prima, Maddie era una bambina che costruiva bambole nella sua cameretta, quando vide qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Tempo prima, qualcosa di sinistro, di famelico, si aggirava per i boschi e le rocce della zona. Ora Nate e Maddie Graves sono sposati, e insieme al figlio Oliver sono tornati dove tutto ebbe inizio. E ciò che avvenne tanto tempo prima sta accadendo di nuovo… e sta accadendo a Oliver, il quale diventa il migliore amico di uno strano ragazzo custode di oscuri segreti e con un debole per la magia nera. Oliver però deve stare attento, perché la loro amicizia li trascinerà al centro di una battaglia tra il bene e il male. Solo che Nate e Maddie hanno un’arma segreta che nessuno potrà mai sottrargli: l’amore che li lega e li rende più forti. La famiglia di Nate torna nella sua casa d’infanzia – e all’oscuro passato che ancora la funesta – in questo capolavoro horror dell’autore di I vagabondi.
Buongiorno lettori, con questa recensione vorrei inaugurare un periodo di recuperi, in questi ultimi mesi ho letto parecchi libri ma non sono riuscita a parlarvene in modo approfondito qui sul blog. Tengo molto a questo angolino tutto mio, quindi cercherò di caricare le recensioni arretrate e mettermi in pari. 
Partirò con il botto parlandovi di "The book of Accidents", romanzo horror letto a maggio con grande piacere, è un libro che non lascia tregua, non riuscivo a staccarmi dalle pagine, i capitoli sono brevi così continuavo a ripetermi: "ancora uno", inoltre i continui colpi di scena mi lasciavano con il fiato sospeso e il desiderio di proseguire! 
"The book of Accidents" parte come un horror classico: Nathan e Maddie decidono di trasferirsi nella vecchia casa d'infanzia di Nathan insieme al figlio quindicenne Oliver, cercando una vita più serena lontano dal caos cittadino.

4 maggio 2026

"The Honey Witch" di Sydney J. Shields

 

Titolo: The Honey Witch § Autrice: Sydney J. Shields § Pagine: 398
Casa editrice: Castoro Off § Genere: Cozy Romantasy, Cottagecore

Marigold Claude ha ventun anni e da sempre preferisce la compagnia degli spiriti del prato a quella dei pretendenti che cercano di corteggiarla. Così, quando la nonna la porta nel cottage di famiglia sulla piccola isola di Innisfree e le offre di diventare la prossima strega del miele, lei accetta immediatamente. Ma la magia e l’indipendenza hanno un prezzo: nessuno può innamorarsi della strega del miele. Un giorno Lottie Burke, una giovane notoriamente scettica e scontrosa che non crede alla magia, si presenta alla porta di Marigold. La strega non riesce a resistere alla sfida di dimostrarle che la magia esiste ed è reale. Ma ben presto Marigold e Lottie iniziano a provare l’una per l’altra qualcosa che non si sarebbero mai aspettate. E quando una magia oscura si risveglia e minaccia di distruggere il cottage, la nuova strega del miele capisce di dover lottare per molto di più della sua nuova casa, anche a rischio di perdere la sua magia… e il suo cuore.
Devo ammettere che questo è stato un periodo di letture deludenti, avevo alte aspettative per questo romanzo che si sono miserabilmente infrante dopo poche pagine, è sempre brutto iniziare un libro pensando di trovare la storia giusta per poi capire che manca tutto: la trama, i personaggi e il giusto intrattenimento. 
"The Honey Witch" racconta la storia di Marigold una giovane donna che, come tutte le ragazze dell'alta società, è costretta ad optare per il matrimonio. A salvarla da un futuro già scritto, arriva la nonna materna, annunciando che la ragazza è una strega e che deve svolgere il suo compito di protettrice dell'isola di Innsfree. 
Questo romanzo ha più di un problema! 
Innanzitutto non è per nulla chiaro il background e il contesto storico, all'inizio del primo capitolo troviamo l'anno 1831 e, dalle varie descrizioni, sembra che le vicende siano ambientate tra la nobiltà della campagna inglese, viene fatto qualche accenno alla famiglia reale quindi siamo in una sorta di periodo regency. 
Inoltre, in questa società, è comune che le persone abbiano un talento per qualche forma artistica, sono tutti poeti, scrittori, pittori, scultori, musicisti e molto altro. Marigold appartiene alla prestigiosa e ricca famiglia Cloude, il padre è un famoso pittore, il fratello un violoncellista e la sorella una cantante, solo la nostra protagonista sembra non possedere nessun dono ed essere perennemente fuori posto.
Trovandoci in un contesto di questo tipo le regole societarie sono abbastanza rigide, infatti le ragazze sono costrette al matrimonio e hanno come unico obiettivo sposarsi e mettere su famiglia, è necessario mantenere un certo comportamento in pubblico, partecipare a feste e impegni mondani, siamo quindi in una società di tipo patriarcale e classista. 
In realtà Marigold fa tutto quello che vuole: rifiuta pretendenti, si sporca mentre mangia dolci, scappa dal ballo in piena notte per correre sotto la luna! Se questo non fosse abbastanza, la contraddizione più evidente è quando ci viene fatto capire che, in questa società così rigida, l'omosessualità è ben accetta, il matrimonio è possibile e sembra essere una cosa normalissima. Trovo che sia un enorme contraddizione e che l'autrice abbia adattato tutto alle sue esigenze narrative nonostante sia forzato.

30 aprile 2026

"Sette volte bosco" di Caterina Manfrini

 

Titolo: Sette volte bosco § Autrice: Caterina Manfrini § Pagine: 208
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Storico

Adalina è sola. Sta viaggiando su quel treno vecchio e cigolante da due giorni. Non ha nessuno accanto da stringere, consolare, sfamare. Ha soltanto una valigia stretta tra le gambe, fatta un po’ di legno e un po’ di cartone che si è quasi sciolto sotto il temporale. Sta tornando da Mitterndorf, il campo profughi per gli abitanti del Tirolo meridionale inglobato nel fronte della Grande Guerra, dove ha trascorso l’ultimo, terribile anno e ha perso i genitori, stroncati dalla fatica e dal dispiacere. Al campo, nei giorni durissimi spezzati solo dal lavoro alla fabbrica di scarpe, e nelle lunghe notti schiacciata tra i corpi degli altri disperati, solo due pensieri hanno tenuto in vita Adalina: il suo màs, il maso che la famiglia si tramanda da generazioni, ed Emiliano, il fratello partito soldato per un Impero che si è sbriciolato come un tozzo di pane, il fratello di cui non ha notizie da mesi e che è rimasto l’unico, ormai, a chiamarla con il nome che lei ama, Lina. Tornata a casa, Lina si rende conto che non solo la sua famiglia, i confini, la lingua sono cambiati: le montagne e i boschi non sono più gli stessi, dilaniati dai bombardamenti, depredati e spogli. E il maso è in parte crollato, in parte annerito dai fuochi degli occupanti abusivi. Ma è ancora in piedi. Adalina sa che la vita è fatta di tristi inverni così come di primavere rigogliose, e ora è giunto il tempo di ricominciare, di curare le ferite del corpo e dell’anima. Anche per Emiliano, che tornerà dalla guerra e non deve pensare che Lina si sia mai arresa. Finché un giorno qualcosa cambia nella sua quotidianità così faticosamente riconquistata. Nel màs si è intrufolato un ragazzo: è un soldato, come Emiliano; parla tedesco, quello vero. E, proprio come Emiliano, anche lui ora si trova dalla parte sbagliata del confine.
Ho scelto di leggere questo romanzo appena ho visto la copertina: una donna immersa nel verde selvaggio della natura montana, una donna che poteva essere libera ma anche perduta, tenace ma anche fragile rispetto all'immensità del mondo intorno a lei. 
La Grande Guerra è ormai finita e Adalina sta tornando a casa dopo un anno di dolore nel campo profughi di Mitterndorf, un campo di lavoro austriaco dopo furono sfollati migliaia di abitanti del Tirolo meridionale perchè la loro terra era diventata confine di guerra. 
Lina ha visto morire i suoi genitori a causa del lavoro sfiancante e del dispiacere per aver perso tutto, l'unica cosa che la tiene in piedi è la speranza di ritrovare il fratello Emiliano e il loro maso, un luogo unico sperduto tra i boschi e le montagne. 
Le prime pagine del romanzo ci raccontano la lenta e difficile rinascita di Adalina, il mondo che conosceva non esiste più, il villaggio è vuoto e triste, i boschi sono deturpati dai bombardamenti, la sua casa è diroccata e priva di vita, il suo cuore ammaccato dalla sofferenza e dalla paura. 
Ma Lina è forte, si rimbocca le maniche e cerca in tutti i modi di sopravvivere alla fame, al freddo e alla solitudine. Di pari passo seguiamo il ritorno di Emiliano, ferito nel corpo e nell'anima come le sue amate montagne, non è più il giovane baldanzoso che saltella come un folletto per le alture, è un uomo taciturno che ha perso il suo migliore amico e il suo grande amore.

24 aprile 2026

"Icebreaker" di Hannah Grace

 

Titolo: Icebreaker § Autrice: Hannah Grace § Pagine: 492
Casa editrice: Mondadori § Genere: Sporty Romance

Anastasia Allen si prepara da una vita per entrare nella nazionale americana di pattinaggio. E tutto sembra andare per il meglio: è riuscita a ottenere una borsa di studio per l’Università della California e un posto nella loro squadra di pattinaggio artistico. Si sente inarrestabile. Niente potrà fermarla: neanche il capitano della squadra di hockey, Nate Hawkins. Lei non lo può soffrire, e la cosa è reciproca, ma saranno costretti a condividere il palazzetto del ghiaccio in cui allenarsi… e molto di più.
Buongiorno lettori, oggi nuova recensione! Da poco mi sono avvicinata al mondo del romance, di solito leggevo uno o due romance all'anno e senza particolare entusiasmo, nell'ultimo annetto ho aumentato le letture di questo genere e ora ne leggo almeno uno al mese.  
Addentrandomi sempre di più in questo mondo fatto di sotto generi e tropes ho scoperto che gli "sporty romance" e i "country romance" sono tra i miei preferiti ma, soprattutto negli Sporty, prediligo il bascket e l'hockey. Quindi eccoci alla recensione di oggi: "Icebreaker" di Hannah Grace, storia romantica e particolarmente audace ambientata nel mondo del pattinaggio artistico e dell'hockey. Ho sentito molto parlare di questo libro, tanti dicono che è quasi pornografico e cringe, altri dicono che è una lettura elettrizzante, devo ammettere che non mi trovo d'accordo con nessuna delle due definizioni ma posso affermare che non mi ha entusiasmata e che ne sono rimasta parecchio delusa. 
La storia ha un doppio POV: da un lato Anastasia, pattinatrice di coppia che sogna di entrare nella squadra olimpica, è una ragazza super controllata che gestisce la sua vita con agenda e tabella alimentare alla mano, non accetta distrazioni e non cerca l'amore; dall'altro abbiamo Nate, capitano della squadra di hockey, il classico bravo ragazzo, dolce, divertente e disposto a tutto per difendere gli amici. I due si conoscono e scatta subito la scintilla ma tra pattinatori artistici e giocatori di hockey c'è un astio secolare e molti pregiudizi, la nostra Anastasia non vuole assolutamente cedere alla dolcezza e alla prestanza del nostro ragazzone! Purtroppo, il destino la pensa diversamente e i due si troveranno a dover condividere la pista di pattinaggio per molte settimane.