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30 aprile 2026

"Sette volte bosco" di Caterina Manfrini

 

Titolo: Sette volte bosco § Autrice: Caterina Manfrini § Pagine: 208
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Storico

Adalina è sola. Sta viaggiando su quel treno vecchio e cigolante da due giorni. Non ha nessuno accanto da stringere, consolare, sfamare. Ha soltanto una valigia stretta tra le gambe, fatta un po’ di legno e un po’ di cartone che si è quasi sciolto sotto il temporale. Sta tornando da Mitterndorf, il campo profughi per gli abitanti del Tirolo meridionale inglobato nel fronte della Grande Guerra, dove ha trascorso l’ultimo, terribile anno e ha perso i genitori, stroncati dalla fatica e dal dispiacere. Al campo, nei giorni durissimi spezzati solo dal lavoro alla fabbrica di scarpe, e nelle lunghe notti schiacciata tra i corpi degli altri disperati, solo due pensieri hanno tenuto in vita Adalina: il suo màs, il maso che la famiglia si tramanda da generazioni, ed Emiliano, il fratello partito soldato per un Impero che si è sbriciolato come un tozzo di pane, il fratello di cui non ha notizie da mesi e che è rimasto l’unico, ormai, a chiamarla con il nome che lei ama, Lina. Tornata a casa, Lina si rende conto che non solo la sua famiglia, i confini, la lingua sono cambiati: le montagne e i boschi non sono più gli stessi, dilaniati dai bombardamenti, depredati e spogli. E il maso è in parte crollato, in parte annerito dai fuochi degli occupanti abusivi. Ma è ancora in piedi. Adalina sa che la vita è fatta di tristi inverni così come di primavere rigogliose, e ora è giunto il tempo di ricominciare, di curare le ferite del corpo e dell’anima. Anche per Emiliano, che tornerà dalla guerra e non deve pensare che Lina si sia mai arresa. Finché un giorno qualcosa cambia nella sua quotidianità così faticosamente riconquistata. Nel màs si è intrufolato un ragazzo: è un soldato, come Emiliano; parla tedesco, quello vero. E, proprio come Emiliano, anche lui ora si trova dalla parte sbagliata del confine.
Ho scelto di leggere questo romanzo appena ho visto la copertina: una donna immersa nel verde selvaggio della natura montana, una donna che poteva essere libera ma anche perduta, tenace ma anche fragile rispetto all'immensità del mondo intorno a lei. 
La Grande Guerra è ormai finita e Adalina sta tornando a casa dopo un anno di dolore nel campo profughi di Mitterndorf, un campo di lavoro austriaco dopo furono sfollati migliaia di abitanti del Tirolo meridionale perchè la loro terra era diventata confine di guerra. 
Lina ha visto morire i suoi genitori a causa del lavoro sfiancante e del dispiacere per aver perso tutto, l'unica cosa che la tiene in piedi è la speranza di ritrovare il fratello Emiliano e il loro maso, un luogo unico sperduto tra i boschi e le montagne. 
Le prime pagine del romanzo ci raccontano la lenta e difficile rinascita di Adalina, il mondo che conosceva non esiste più, il villaggio è vuoto e triste, i boschi sono deturpati dai bombardamenti, la sua casa è diroccata e priva di vita, il suo cuore ammaccato dalla sofferenza e dalla paura. 
Ma Lina è forte, si rimbocca le maniche e cerca in tutti i modi di sopravvivere alla fame, al freddo e alla solitudine. Di pari passo seguiamo il ritorno di Emiliano, ferito nel corpo e nell'anima come le sue amate montagne, non è più il giovane baldanzoso che saltella come un folletto per le alture, è un uomo taciturno che ha perso il suo migliore amico e il suo grande amore.

22 luglio 2023

Tre novità stregate da tenere d'occhio!

Buongiorno lettori, oggi sono qui per proporvi tre libri che potrebbero stuzzicare la vostra attenzione, hanno come tema la "Stregoneria" e, se mi seguite da un po', saprete che amo questo genere di romanzi, sono una vera appassionata! 
Il bello di queste nuove uscite è che viene trattato il tema delle Streghe in tre modi diversi. In "Wayward" troviamo tre piani temporali e una componente di realismo magico, nel "Sussuro del fuoco" abbiamo un romanzo storico a tinte cupe che racconta di una rivolta tutta al femminile mentre, "Strega" è un libro sempre storico ma per giovani lettori infatti, la protagonista è una ragazzina. 
Penso proprio li leggerò tutti e voi siete interessanti a questo genere di storie?

Weyward
Emilia Hart
404 pagine
Fazi Editore

Kate, 2019 Kate fugge da un marito violento lasciandosi alle spalle la sua vita a Londra e cercando rifugio in campagna, al Weyward Cottage, ereditato dalla prozia. Le mura di quella vecchia casa custodiscono un segreto, nascosto lì dai tempi della caccia alle streghe. Violet, 1942 L’adolescente Violet è più interessata a collezionare insetti e ad arrampicarsi sugli alberi che a diventare una vera signorina. Finché una catena di eventi sconvolgenti non cambierà per sempre la sua vita. Altha, 1619 Altha è sotto processo per stregoneria, accusata di aver ucciso un uomo del posto. Conosciuta per la sua misteriosa connessione con la natura e gli animali, è una minaccia che deve essere eliminata. Ma le donne Weyward appartengono alla natura selvaggia. E non possono essere addomesticate. Intrecciando tre storie attraverso cinque secoli, Weyward è un avvincente romanzo sulla resilienza femminile.


Il sussurro del fuoco
Anya Bergman
464 pagine
Editrice Nord

Norvegia, 1662. L’isola di Vardø è poco più di un gelido scoglio nell'estremo Nord del regno, spazzato dal vento e dominato da un’austera fortezza. Dalla nave che la sta portando in esilio, Anna non immagina il futuro che l'aspetta e ciò che rappresenta quel luogo. Cresciuta negli agi di corte e abituata a essere trattata con rispetto, non sa che quella fortezza è un luogo odiato e temuto da coloro che vivono nei villaggi lungo la costa. Perché è lì che vengono rinchiuse le donne accusate di stregoneria. Lo sa bene invece Ingeborg, la cui madre è stata gettata in una cella buia, alla mercé di uomini che ricorrono a ogni mezzo pur di estorcere una confessione. Non importa che la sua unica colpa sia essere una giovane vedova innamorata di un uomo sposato. A Vardø, basta una voce messa in giro da una moglie gelosa per finire sul rogo. Ingeborg però non si arrende ed è pronta a seguire la madre nella fortezza pur di provare la sua innocenza. Ed è allora che la sua strada incrocia quella di Anna, che sta cercando disperatamente di riabilitare il proprio nome, anche a costo di tradire tutti i suoi principi… Sono due facce della stessa medaglia, Anna e Ingeborg. Donne vittime di un mondo governato dagli uomini. Ma loro si ribelleranno. Insieme, lotteranno per ottenere giustizia. E la loro rabbia brucerà come fuoco inarrestabile…


Strega
Finbar Hawkins
352 pagine
Einaudi ragazzi

Evey ha visto morire sua madre per mano dei cacciatori di streghe. Una crudeltà insensata: sua madre era una strega buona, non aveva mai fatto del male a nessuno. Spietati, i cacciatori di streghe vogliono uccidere anche lei e sua sorella. Braccata in un mondo duro e ingiusto, tormentata dall’ossessione per la vendetta e dai sensi di colpa, Evey si dibatterà tra luce e tenebra, aggrappandosi all’unica cosa che la potrà veramente guidare al di là di ogni pericolo, al sicuro da ogni male: l’amore. Un libro di narrativa illustratata per ragazze e ragazzi dai 12 anni. Una storia lirica, spettrale eppure luminosa che parla di riscatto, di solidarietà femminile e tradimento, di autodeterminazione e legami familiari. Un fantasy storico di forte impatto emotivo che illumina con efficacia i chiaroscuri dell’animo umano.

11 settembre 2022

"I Greenwood" di Michael Christie

 

Titolo: I Greenwood § Autrice: Michael Christie § Pagine: 592
Casa editrice: Marsilio § Genere: Romanzo familiare

Jacinda "Jake" Greenwood lavora come guida naturalistica e accompagna ricchi turisti appassionati di ecologia a visitare le rigogliose foreste di un'isola della British Columbia, che curiosamente – una coincidenza? – porta il suo nome. Senza radici e senza una famiglia alle spalle, un giorno Jake entra in possesso del diario della nonna, un aiuto inatteso che le permette di ricostruire il suo passato. Come se percorresse la circonferenza di un albero secolare, un cerchio dopo l'altro, è finalmente in grado di attraversare il tempo che è stato, gli anni che si sono accumulati come fa il legno: strato su strato. Leggendo quelle pagine, Jake si rende conto che anche la sua esistenza poggia su strati invisibili, racchiusi nelle vite di quelli che l'hanno preceduta, nella serie di crimini e miracoli, casualità e scelte che ha portato a lei: ogni strato è la conseguenza di un altro, così come ogni successo e ogni disastro vengono conservati per sempre. Ripercorrendo a ritroso il Novecento, scoprirà che quello che unisce tutti i membri della dinastia dei Greenwood sin dal lontano 1908 – quando la stirpe mise radici in seguito allo scontro frontale tra due treni – è proprio il bosco. Con il loro pulsare silenzioso, gli alberi offrono rifugio, ma custodiscono anche delitti, decisioni estreme, rinunce ed errori. Imponente, trascinante e strutturato come gli anelli concentrici di un tronco, "I Greenwood" mette in scena l'intreccio di menzogne, omissioni e mezze verità che segna le origini di ogni famiglia, un groviglio di segreti e tradimenti che ricade su quattro generazioni unite nel destino delle foreste del Canada.
Ho deciso di leggere "I Greenwood" spinta dal desiderio di sentire la natura e le foreste più vicine, mancava poco alla partenza per la montagna e desideravo già assaporarne i profumi e l'immensità ed è proprio questo che ho trovato: una storia immensa, il respiro di un secolo raccontato con originalità e maestria. 
"I Greenwood" è un romanzo con una struttura molto particolare, il libro inizia nel 2038 ed è suddiviso in cinque parti, rispettivamente 2038, 2008, 1974, 1934 e 1908, l'autore ci guida in strati sempre più profondi della storia come quando, superata la corteccia, avanziamo nella floema, cerchio dopo cerchio, sempre più all'interno fino a raggiungere il cuore del tronco. 
Partiamo dal 2038 e procediamo sempre più all'interno, una volta toccato il fulcro si risale strato dopo strato fino al 2038, la storia si srotola pagina dopo pagina svelando, poco a poco, un'architettura meravigliosa e complessa.

17 luglio 2022

[Classici] "Via col vento" di Margaret Mitchell


Titolo: Via col vento § Autrice: Margaret Mitchell § Pagine: 1194
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Romanzo storico, Narrativa americana

Opera pressoché unica di Margaret Mitchell, nata ad Atlanta nel 1900 e cresciuta ascoltando i racconti dei veterani della guerra di Secessione, «Via col vento» conquista i lettori di tutto il mondo grazie a una trama avvincente caratterizzata da colpi di scena, rovesci di fortuna e da un'appassionata storia d'amore; trama che portò i critici a parlare di Grande Romanzo Americano e a osare il paragone con Tolstoj. Ma a rendere straordinarie queste pagine è soprattutto l'anticonvenzionale protagonista: Scarlett O'Hara, la viziata e volubile ereditiera della grande piantagione di Tara, la quale, contando sulle sue sole forze, dovrà cavarsela mentre l'esercito nordista avanza in Georgia. A oltre ottant'anni dalla sua pubblicazione, «Via col vento» è considerato un intramontabile classico, al punto che anche chi non ha mai avuto il piacere di approcciarsi al romanzo ricorderà, grazie all'omonima versione cinematografica, una manciata di battute ormai divenute celebri: il «non soffrirò mai più la fame» pronunciata da Scarlett stringendo un pugno di terra; il «francamente me ne infischio» sul finale, e la stizza e la speranza di «domani è un altro giorno». Con il presente volume viene riproposta l'edizione integrale in una nuova traduzione che punta non solo a ripristinare la versione originale del romanzo, ma anche a rinnovare la traduzione italiana del 1937, oggi terribilmente "agée" poiché vittima dell'autarchia linguistica imposta dal fascismo. Seguendo il costume dei nostri tempi, la nuova traduzione lascia in originale i nomi di personaggi, di istituzioni e i toponimi, e utilizza termini stranieri ormai ampiamente diffusi in italiano. Soprattutto, introduce un radicale e importante cambiamento nel modo di parlare degli schiavi, che, nelle traduzioni italiane precedenti, sia del romanzo sia del film, sfiorava il grottesco. In questo modo, i lettori di oggi potranno godere appieno di ogni sfumatura di un romanzo leggendario che dalla sua pubblicazione non ha mai smesso di appassionare e conquistare nuove generazioni.
Sono stata molto indecisa se scrivere o no qualcosa su "Via col vento", di fronte a un capolavoro di questa portata mi sentivo presuntuosa nel fare una recensione ma, alla fine, ho deciso di scrivere solo le mie impressioni. 
Parto con il dirvi che "Via col vento" è un libro che resta nel cuore, un romanzo che non si può dimenticare perché entra dentro, ti travolge completamente e ti riempie. 
La storia è così ricca, così piena che al termine della lettura ci si sente traboccanti, pervasi da mille emozioni. I due punti di forza, per me, sono stati: il contesto storico e i personaggi. 

1 giugno 2022

"L'Ottava vita (per Brilka)" di Nino Haratishwili

Titolo: L'Ottava vita (per Brilka) § Autrice: Nino Haratischwili § Pagine: 1129
Casa editrice: Marsilio § Genere: Romanzo storico

La famiglia Jashi deve la sua fortuna (e la sua sfortuna) a una preziosa ricetta per una cioccolata calda molto speciale, destinata a essere tramandata di generazione in generazione con una certa solennità. Gli ingredienti vanno maneggiati con cura, perché quella bevanda deliziosa può regalare l'estasi, ma porta con sé anche un retrogusto amaro... Al tempo degli ultimi zar, Stasia apprende i segreti della preparazione dal padre e li custodisce nel lungo viaggio che, da una cittadina non lontana da Tbilisi, in Georgia, la porta a San Pietroburgo sulle tracce del marito, il tenente bianco-rosso arruolatosi pochi giorni dopo le nozze. È convinta che quella ricetta, come un amuleto, possa curare le ferite, evitare le tragedie e garantire alla sua famiglia la felicità. Ma allo scoppio della Rivoluzione d'ottobre, quando il destino della stirpe degli Jashi cambierà per sempre, capirà che si sbagliava. Tra passioni e violenze, incontri, fughe e ritorni, sei generazioni e sette donne – da Stasia, nata nel 1900, a Brilka, che vedrà la luce nel 1993 – attraversano l'Europa, da est a ovest, fino all'inizio del nuovo millennio, inseguendo i propri sogni e arrendendosi solo alla Storia. Alla ricerca del proprio posto nel mondo, le discendenti del famoso fabbricante di cioccolato percorrono il "secolo rosso", dando vita a una saga familiare avventurosa e tragica, romantica e crudele, in cui per il lettore sarà dolcissimo perdersi, e ritrovarsi.
Maestoso! Questa è la prima parola che mi viene in mente pensando a "L'Ottava vita" di Nini Haratischwili. 
Crudele! La seconda parola perchè mi ha fatto soffrire come pochi libri nella mia vita! 
Non è facile parlare di questo romanzo, è un libro di dimensioni notevoli, ricco di storia, di informazioni e di emozioni spesso contrastanti. 
"L'Ottava vita" è una saga familiare che ripercorre un secolo di storia della Georgia attraverso le vite dei componenti della famiglia Jashi. 
L'accuratezza storica è uno dei punti forti del romanzo, Nino Haratischwili ci prenderà per mano e ci porterà nel cuore palpitante di una nazione attraverso la caduta dello zar, la dittatura, la guerra, le ribellioni e il sangue, tanto sangue, ci mostrerà da vicino il "secolo rosso" in tutta la sua devastazione. 
Una realtà a noi lontana, estranea, una realtà che lascia basiti e increduli e che pone molti punti di riflessioni sul nostro assetto politico mondiale attuale.

21 dicembre 2020

"I demoni di Wakenhyrst" di Michelle Paver


Titolo: I demoni di Wakenhyrst § Autrice: Michelle Paver § Pagine: 320
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Romanzo Gotico, Romanzo storico

A Wakenhyrst, un minuscolo borgo del Suffolk, sorge Wake’s End, un maniero dai tetti dissestati spruzzati di licheni arancioni e dalle finestre che si fanno a stento largo tra l’edera. Un posto fuori dal tempo, reso ancora più tale dalla Palude di Guthlaf, la landa selvaggia e intrisa d’acqua che circonda la tenuta. A Wake’s End, un tempo, vivevano Edmund Stearne, ricco proprietario terriero e stimato storico, e sua figlia Maude. Ma nel 1913 la sedicenne Maud Stearne vide il padre scendere i gradini con un punteruolo da ghiaccio e un martello da geologo e massacrare la prima persona che gli capitò a tiro nel modo più assurdo e raccapricciante. Internato in un manicomio, Edmund Stearne dedicò il resto della sua vita alla realizzazione di tre sbalorditivi dipinti. Opere che paiono uscite da un incubo: grottesche, macabre, malvagie… Opere che celano la chiave dell’omicidio? Nel 1965, per rispondere a questa domanda, la storica dell’arte Robin Hunter decide di contattare e interrogare l’ormai anziana Maude. La ricerca della risposta, tuttavia, trascina con sé altre domande. I fatti del 1913 hanno forse a che fare con il rinvenimento di uno spaventoso dipinto medievale chiamato l’Apocalisse, scoperto da Edmund nel camposanto di Wakenhyrst? E i diavoli raffigurati nella pala… sono loro la causa dell’inspiegabile e improvvisa perdita di senno dell’irreprensibile e stimato storico? O a farlo precipitare nel baratro della follia sono stati invece i demoni del suo passato?
Buongiorno lettori, dopo parecchio tempo riesco a ritagliarmi qualche ora per parlarvi delle letture che ho fatto nell’ultimo periodo. 
Se mi seguite anche su Istagram saprete che ho passato quindici giorni a casa a causa del Covid, nel corso dell’isolamento e della malattia, mi hanno fatto compagnia un po’ di libri e uno di questi è “I demoni di Wakenhyrst”, un romanzo gotico molto oscuro che ho trovato davvero interessante. 
Siamo nel 1965, la studiosa d’arte Robin Hunter sta indagando sull’origine dei meravigliosi e inquietanti quadri di Edmund Stearne, un ricco e rinomato storico che, in seguito a un periodo di follia sfociato poi in un efferato omicidio, venne internato in un manicomio. 
Lì, dedicherà tutta la sua vita alla realizzazione di tre opere ma questi dipinti sembrano usciti dall’inferno, minuscoli demoni sogghignano da ogni angolo, creature grottesche e malvagie fissano lo spettatore che non può far altro che rimanere sconvolto e sbalordito di fronte a un tale incubo. 
Robin è convinta che i quadri nascondano il motivo della follia di Edmund, perché ha ucciso?  

2 ottobre 2020

"Vardø. Dopo la tempesta" di Kiran Millwood Hargrave


Titolo: Vardø. Dopo la tempesta § Autrice: Kiran Millwood Hargrave § Pagine: 336
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Storico, Dramamtico

1617, Norvegia nordorientale. In una funesta vigilia di Natale, il mare a Vardø si è improvvisamente sollevato e una folgore livida ha sferzato il cielo. Quando la tempesta si è acquietata in uno schiocco di dita, così com’era arrivata, le donne si sono raccolte a riva per scrutare l’orizzonte. Degli uomini usciti in barca non vi era, però, nessun segno. Quaranta pescatori, dispersi nelle gelide acque del Mare di Barents. Alla ventenne Maren Magnusdatter, che ha perso il padre e il fratello nella burrasca, e a tutte le donne di Vardø non resta dunque che un solo compito: mettere a tacere il dolore e cercare di sopravvivere. Quando l’inverno allenta la presa e le provviste di cibo sono quasi esaurite nelle dispense, le donne non si perdono d’animo: rimettono le barche in mare, riprendono la pesca, tagliano la legna, coltivano i campi, conciano le pelli. Spinte dalla necessità, scoprono che la loro unità può generare ciò che serve per continuare a vivere. L’equilibrio faticosamente conquistato è destinato, però, a dissolversi il giorno in cui a Vardø mette piede il sovrintendente Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio distintosi, in passato, per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stregoneria. Absalom è accompagnato dalla giovane moglie norvegese, Ursa, inesperta della vita e terrorizzata dai modi sbrigativi e autoritari del marito. A Vardø, però, Ursa scorge qualcosa che non ha mai visto prima: donne indipendenti. Absalom, al contrario, vede solo una terra sventurata, abitata dal Maligno. Un luogo ai margini della civiltà, dove la popolazione barbara dei lapponi si mescola liberamente con i bianchi e dove una comunità di sole donne pretende di vivere secondo regole proprie.
Questo non è un romanzo che si dimentica, questa è una storia che ti scava dentro, ti fa male e ti resta nel cuore per molto molto tempo. 
È la Vigilia di Natale del 1617 quando a Vardø, un’isola nel Mare di Barens nell’estremo nord della Norvegia, esplode una tempesta improvvisa e terribile. 
Le onde e il vento si abbattono sugli uomini fuori in barca per una spedizione di pesca, moriranno tutti, lasciando così le donne sole e indifese in una terra crudele ed estrema. 
Una tragedia inspiegabile che prende subito sfumature mistiche, oscure e funeste, che Dio abbia punito quella gente ai confini del mondo? E ora, come fare per sopravvivere al lungo inverno artico? 
Le donne, schiacciate e distrutte dal dolore, decidono di rimboccarsi le maniche e s’improvvisano pescatrici, allevatrici e agricoltrici, sono donne forti, granitiche, forgiate dalla dura terra di Vardø, incapaci di accettare la morte che incombe su di loro, si organizzano, superano ostacoli e diversità, fanno sforzi sovrumani e alla fine sopravvivono. 

20 giugno 2020

"La campana in fondo al lago" di Lars Mytting

Titolo: La campana in fondo al lago § Autore: Lars Mytting § Pagine: 480
Casa editrice: Dea Planeta § Genere: Realismo magico, Drammatico, Storico

Norvegia, 1879. Nel piccolo villaggio di Butangen sorge una chiesa dalla bellezza austera e sublime. È un’antica stavkirke, interamente costruita in legno e intrisa di memoria, di leggende e di magia. È qui – tra i banchi spolverati di neve e un freddo capace di gelare il midollo – che un tempo si poteva ammirare l’ultimo arazzo tessuto dalle dita instancabili di Halfrid e Gunhild Hekne, gemelle siamesi unite “per la pelle” dalla vita in giù. Ed è sempre qui che le campane realizzate dal padre in loro onore rintoccano da sé, misteriosamente, ogni volta che una minaccia incombe sulla valle… Fino al giorno in cui il nuovo pastore decide di disfarsene nel nome del progresso e delle proprie ambizioni. Ma il reverendo non ha fatto i conti con Astrid Hekne, indomita discendente di Halfrid e Gunhild, disposta a tutto, anche all’inganno, pur di difendere le “sue” campane e sfuggire a un futuro che sembra già scritto. 
Non so proprio da dove cominciare per parlarvi di questo libro, è stata una lettura intensa, travolgente, ho amato tutto: l’ambientazione, i personaggi, lo stile e la storia.
Con questa premessa avrete già capito quanto questo romanzo mi sia rimasto nel cuore!
Siamo a Butangen, un piccolo paesino della Norvegia, è il 1879 e il nuovo parroco ha assolutamente bisogno di una nuova chiesa, in paese, infatti, c’è un’antichissima stavkirke, una chiesa norrena costruita completamente in legno, è vecchia, malandata, fredda ma è intrisa di memorie, di magia e di leggende.
La chiesa è legata alla storia di Halfrid e Gunhild Hekne, due gemelle siamesi nate attaccate dalla vita in giù, insieme tessevano arazzi di una bellezza unica e, alla loro morte, il padre fece realizzare due campane gemelle in argento perché, dall’alto della stavkirke, risuonassero nella valle.

27 febbraio 2020

"La figlia del peccato" di Emily Gunnis


Titolo: La figlia del peccato § Autore: Emily Gunnis § Pagine: 335
Casa editrice: Garzanti § Genere: Drammatico

Sussex, 1956. È calata la notte. Al convento di Saint Margaret tutte le luci sono spente e regna il silenzio. Protetta dal buio, Ivy si aggira furtiva per i corridoi. Spera di trovare una via di fuga dalla prigione che le ha tolto il suo unico figlio senza darle nemmeno il tempo di abbracciarlo. Per lei non c’è più possibilità di salvezza, ma forse può ancora aiutare Elvira, l’unica bambina cresciuta tra quelle mura. La piccola ha appena scoperto di avere una sorella gemella e vuole raggiungerla a tutti i costi. Ma scappare da Saint Margaret sembra impossibile. Il convento si fregia di essere una casa di accoglienza per ragazze madri che qui si rifugiano per dare alla luce bambini destinati all’adozione.
In realtà, è una fortezza che nasconde oscuri segreti. Un luogo in cui centinaia di giovani donne sono private degli affetti e della libertà, vittime di atrocità di cui nessuno ha mai saputo nulla.

Da allora sono passati sessant'anni e tutta la verità su Saint Margaret è ora contenuta in una lettera di Ivy. Poche righe scritte con mano tremante che Samantha, madre single e giornalista in cerca di uno scoop, rinviene per caso in un vecchio armadio della nonna. Non appena le legge, si rende conto di avere per le mani quello che aspetta da tempo: una storia che ha bisogno di essere raccontata. Sa che quel compito spetta a lei. È come se quella lettera l’avesse trovata e le chiedesse di andare fino in fondo perché quell'indagine potrebbe rivelarle particolari sconosciuti del proprio passato. Ma Samantha deve fare in fretta. Il convento sta per essere abbattuto e la verità rischia di restare sepolta sotto le macerie. 
Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi propongo la recensione di un libro meraviglioso che ho letto grazie alla collaborazione con Garzanti che mi ha fornito la copia digitale, il romanzo in questione è La figlia del peccato di Emily Gunnis.
Devo ammettere di avere un debole perle storie proposte da questa casa editrice, amo le cover, la scelta del font, perfino la consistenza della carta e, anche questa volta, non mi ha affatto delusa.
La storia narrata in queste pagine è intensa, tragica, crudele, è una storia che entra nel cuore del lettore toccandolo in profondità e lasciandolo senza fiato, spaesato, pieno di orrore e incredulità. 

10 gennaio 2020

"Resto qui" di Marco Balzano


Titolo: Resto qui § Autore: Marco Balzano § Pagine: 180
Casa editrice: Einaudi § Genere: Storico

L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina.

Buongiorno lettori, oggi desidero parlarvi di Resto qui di Marco Balzano, un romanzo storico molto acclamato che, purtroppo, non mi ha emozionata come mi sarei aspettata.
La storia è divisa in tre parti: il decennio che precede la Seconda Guerra Mondiale, gli anni della guerra e il periodo successivo al conflitto.
Trina è una giovane donna che vive a Curon, un piccolissimo paesino del Sudtirolo, qui, insieme alle due amiche del cuore termina i propri studi e sogna di diventare maestra.
L’arrivo del Fascismo cambia ogni cosa, il tedesco viene messo al bando e i posti di lavoro pubblici vengono assegnati a italiani che migrano lì da altre regioni. Trina ci racconta il dolore e la rabbia per la perdita della propria identità, il suo dover insegnare il tedesco clandestinamente e la messa al bando delle tradizioni. 

25 maggio 2019

"Una volta è abbastanza" di Giulia Ciarapica


Buon pomeriggio lettori, oggi torno sul blog per parlarvi di un romanzo davvero speciale: Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica, un libro unico che va letto con calma, centellinato, assaporato perché, una volta finito, vi mancherà moltissimo.
Con questa recensione partecipo al gruppo di lettura Questa volta leggo, tema del mese: un libro pubblicato nel 2019.


Titolo: Una volta è abbastanza § Autrice: Giulia Ciarapica § Pagine: 368
Casa editrice: Rizzoli § Genere: Narrativa contemporanea

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco.In queste pagine che scorrono veloci come solo nei migliori romanzi, Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare. 
La cosa più sorprendente di questo romanzo è l’intensità della scrittura di Giulia: matura e poetica, capace di catturare un istante e di renderlo unico, infinito, carico di emozione e forza.
In questo libro troverete momenti di puro dolore, così potenti da lasciarvi senza fiato e attimi di gioia così splendenti che dovrete socchiudere gli occhi, Giulia riesce, con le parole, a catturare il profumo del mastice delle scarpe, la sensazione dei sassi sotto le piante dei piedi, il sapore delle lacrime, la carezza di un uomo innamorato, l’amore, la rabbia, l’angoscia e la felicità. 

25 gennaio 2019

"Il bosco ricorda il tuo nome" di Alaitz Leceaga

Buon venerdì cari lettori, questa è la prima recensione con la nuova bellissima grafica che ha creato per me Denise del blog Reading is Believing, è stata super gentile e bravissima! Sono troppo felice!
Con la recensione di oggi partecipo al GDL Questa volta leggo e il tema di oggi è: Un libro di un autore che non ho mai lettoEro indecisa sulla scelta ma alla fine ho pensato di parlarvi di un romanzo che mi ha colpito moltissimo, era da tanto che non leggevo nulla con questa atmosfera, credo dai tempi di Zafon con L’Ombra del Vento.
L’avevo iniziato a dicembre e poi abbandonato dopo poco più di cento pagine, non chiedetemi perché, forse ero ammattita o forse non era il suo momento.
Per fortuna con il nuovo anno ho ripreso in mano la lettura ed è stata una vera scoperta.


Titolo: Il bosco ricorda il tuo nome § Autrice: Alaitz Leceaga § Pagine: 598
Casa editrice: Garzanti § Genere: Narrativa contemporanea

Su un'imponente scogliera si erge Villa Soledad, immersa in un fitto bosco di alberi secolari, capaci di custodire qualsiasi segreto nel silenzio del tempo. Quel bosco è il regno delle sorelle Alma ed Estrella. A prima vista non potrebbero essere più diverse: pacata e discreta, l'una, decisa e ribelle, l'altra. Eppure sono accomunate dalla stessa eccezionale sensibilità. Perché dalla nonna hanno ereditato un dono straordinario: conoscono cose che nessun altro conosce e sanno esattamente quando sboccerà il primo fiore di primavera. La loro affinità è unica. Il loro legame necessario e imprescindibile. Fino al giorno in cui tra le due si insinua l'affascinante Tomás, e niente è più lo stesso. Il giovane ammalia il cuore di Alma ed Estrella, e diventa motivo di contesa tra le sorelle, che si accorgono di come il loro legame si stia affievolendo ogni istante di più. Quando un terribile incidente colpisce Alma, e con lei anche il resto della famiglia, Estrella è costretta a fuggire da Villa Soledad e a lasciarsi alle spalle l'unica vita che abbia mai conosciuto. Ma per lei è impossibile ricominciare altrove. Lontano dalle proprie radici. Lontano dal luogo in cui non ha paura di essere se stessa. Per questo ha bisogno di tornare là, in quel bosco che da sempre chiama casa. Solo quegli alberi, con la loro voce che Estrella sa capire e interpretare alla perfezione, possono guidarla a scoprire una verità che finora le è stata negata.

Alma ed Estrella sono due gemelle esteriormente identiche ma completamente diverse nel profondo dell’anima: la prima è pacata, silenziosa ed educata, la seconda è audace, ribelle e forte.
Entrambe hanno ereditato dalla nonna dei doni unici: Alma vede le anime dei morti, Estrella governa le forze della natura.

«Sì, siamo gemelle, però non siamo identiche. Tu hai un occhio di un colore e uno di un altro: uno verde e l'altro giallo», mi ricordò. «Io ce li ho tutti e due gialli.» «Sono solo dettagli. Siamo identiche in tutto ciò che conta.»

Due bambine speciali che diventeranno due giovani donne tormentate, unite per sempre ma divise dalla vita che le mette davanti alla grande prova della lealtà e, cosa può confondere i sensi e la mente di due belle fanciulle se non un ragazzo? 

11 novembre 2018

"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows


Buona domenica cari lettori, oggi vi tengo compagnia con una nuova recensione: Il club del libro e della buccia di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows.
Come molti di voi, mi sono interessata a questo romanzo dopo aver sentito parlare del film prodotto da Netflix, il trailer mi ha conquistata e così, ho deciso di comprare il libro che però sembrava introvabile!
Ho spulciato tutti i siti di vendita e moltissime librerie della mia città quando, l’ho scovato in una piccola libreria indipendente torinese e l’ho preso senza pensarci due volte. Con questo libro partecipo alla lettura del gruppo Questa volta leggo, tema del mese: romanzo storico.


Titolo: Il club del libro e della buccia di patata di Guernsey
Autrici: Mary Ann Shaffer e Annie Barrows § Pagine: 292
Casa editrice: Astoria § Genere: Storico, Romanzo epistolare

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All'improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams - che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto - e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un'intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l'occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.

Ecco ciò che amo della lettura:
di un libro ti può interessare un piccolo particolare, e quel piccolo particolare ti condurrà a un altro libro, e da lì arriverai a un terzo.
È una progressione geometrica, di cui non si vede la fine e che ha come unico scopo il puro piacere.
Siamo nel 1946, la Seconda Guerra Mondiale è appena finita ma la vita stenta a tornare alla normalità.
La città di Londra, le sue case e le vite di molte persone sono distrutte e un senso di malinconia e malessere aleggia inesorabile.
Juliet è una giovane donna di successo, durante il conflitto ha lavorato come giornalista occupandosi di  una rubrica che cercava di ironizzare sulla vita di quegli anni così bui e tumultuosi.
Ora, i vari articoli sono stati raccolti in un unico volume che sta riscuotendo molto interesse ma, nonostante questa vittoria e l’entusiasmo per il tour promozionale, Juliet si sente triste e malinconica.
Le idee per un nuovo libro stentano ad arrivare, la giovane vorrebbe parlare di argomenti importanti, di qualcosa di valore e non solo fare satira per divertire la gente.

8 ottobre 2018

"I colori dell'incendio" di Pierre Lemaitre


Buon pomeriggio cari lettori, è da un po’ che desidero parlarvi di questo romanzo, l’ho concluso ancora a settembre ma, a causa dei troppi impegni, non ho mai avuto il tempo di sedermi tranquilla davanti al computer per raccontarvi cosa ne penso.
Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi fatto conoscere questo autore dallo stile impareggiabile, il libro di oggi è I colori dell’incendio di Pierre Lemaitre, attesissimo seguito di Ci rivediamo lassù, romanzo con cui si apre questa trilogia ambienta a Parigi dopo la Prima Guerra Mondiale.
I due libri possono essere tranquillamente letti separatamente, alcuni elementi li accomunano ma le due storie sono autoconclusive.


Titolo: I colori dell'incendio § Autore: Pierre Lemaitre § Pagine: 504
Casa editrice: Mondadori § Genere: Storico

Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell'impero finanziario di cui è l'erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina. Posta di fronte alle avversità, alla cattiveria degli uomini, alla cupidigia della sua epoca, alla corruzione e all'ambizione del suo ambiente, Madeleine dovrà fare ricorso alla sua intelligenza e a tutte le sue energie, ma anche a soluzioni machiavelliche, per sopravvivere e ricostruire la sua vita. Compito reso ancora più difficile dalle circostanze, in una Francia che osserva, impotente, i primi colori dell'incendio che devasterà l'Europa.

A ben vedere, non esistono né buoni né cattivi,
nè onesti nè impostori, nè agnelli nè lupi:
esistono soltanto puniti e impuniti.

Jacob Wassermann

Questa frase all’inizio del libro è la sua rappresentazione perfetta, in essa è racchiuso il senso dell’intera storia.
Madeleine Péricourt è da poco rimasta orfana di padre, il ricco e famoso banchiere Marcel Péricourt, la donna si trova improvvisamente a capo di un impero, dovrebbe prenderne le redini ma un tragico evento si abbatte sulla sua vita.
Il piccolo Paul, sconvolto dalla morte del nonno, si getta dalla finestra e rimane paralizzato e obbligato su una sedia a rotelle per sempre.
Madeleine, costretta dalle circostante, abbandona, a poco a poco, la gestione della banca di famiglia affidandosi completamente a Joubert, fedele e stimato dipendente del padre.
Joubert, però, è un uomo ambizioso e molto permaloso, il rifiuto di Madeleine per la sua proposta di matrimonio lo infastidisce nel profondo e, approfittando delle difficoltà della donna, architetterà un piano per truffarla e arricchirsi a sua spese. 

20 luglio 2018

"Le Assaggiatrici" di Rossella Postorino


Buongiorno carissimi, dopo molto tempo vi propongo una recensione.
Purtroppo questa, non è stata una settimana facile, nel weekend ho preso l’influenza e sono rimasta a letto per due giorni incapace di intendere e di volere. Ovviamente i miei piani sono falliti miseramente, avevo previsto di finire il libro della Parenti molto prima e di fare la recensione di questo proprio tra sabato e domenica.
Quindi eccomi qui, in super ritardo!
Il libro di oggi è Le Assaggiatrici di Rossella Postorino, un romanzo che ho letto grazie alla challenge a cui sto partecipando.


Titolo: Le Assaggiatrici § Autrice: Rossella Postorino § Pagine: 288
Casa editrice: Feltrinelli § Genere: Storico

La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.
Ogni anno, a Gennaio leggo un libro per la Giornata Internazionale della Memoria, uno solo, non di più perché i romanzi dedicati a questo periodo storico mi riempiono di tristezza.
Per me è una grande eccezione aver letto un altro libro sull’argomento ma, sono contenta di averlo fatto perché mi ha permesso di conoscere una realtà che non sapevo esistesse.
Le Assaggiatrici parla di Rosa Sauer, personaggio ispirato alla vita di Margot Wölk, una donna che, contro la sua volontà, viene pagata per mangiare il cibo del Führer. 

20 giugno 2018

"Le nemiche" di Carla Maria Russo


Come sempre mi sono ridotta all’ultimo minuto! Mi spiego meglio: ho letto questo libro per la challenge a cui sto partecipando (Tutti a Hogwarts con le tre ciambelle), diciamo che si tratta di un titolo imposto che mi sono procurata e ho letto molto volentieri ma, come sempre, il tempo stringe e oggi è l’ultimo giorno nel quale posso fare la recensione e vincere per la mia squadra qualche punticino.
In questo periodo sono un po’ così: sempre di corsa e sempre sul filo del rasoio, non riesco a organizzare bene i post e quindi poi bisogna darsi una mossa.
Ma torniamo al nostro libro, Le nemiche di Carla Maria Russo, un romanzo storico ambientato nelle corti italiane del 1500.
Amo molto questo periodo e ho una vera e propria passione per Lucrezia Borgia quindi, ho apprezzato moltissimo la lettura che ho trovato dettagliata, piacevole e intensa.


Titolo: Le nemiche § Autrice: Carla Maria Russo § Pagine: 353
Casa editrice: Piemme § Genere: Storico

Mantova, corte dei Gonzaga, giugno 1501. Quando Isabella d'Este scopre che suo padre, il duca di Ferrara Ercole I, ha scelto come moglie per l'erede al trono la donna più discussa della penisola, Lucrezia Borgia, figlia bastarda del papa, già sposa di due mariti, il primo ripudiato, il secondo ucciso in circostanze ambigue, il suo animo ne resta completamente sconvolto. La figlia di una tenutaria di bordello, come amava definirla, non può mischiare il suo sangue con quello purissimo e regale degli Este. Accolta con freddezza e disprezzo da tutti, Lucrezia, donna di fascino e di straordinaria bellezza, amante del lusso e del divertimento, riesce tuttavia a guadagnarsi i favori di almeno una parte della corte ferrarese, in particolare dei giovani e affascinanti fratelli di Isabella, attratti dalle feste memorabili e dalla folta schiera di damigelle di cui si circonda, fra le quali brilla l'astro della irresistibile Angela Borgia. Questo successo genera fra le due donne una ostilità ancora più marcata e nuovi e più accaniti contrasti, che culminano con il tentativo da parte di Lucrezia di umiliare la rivale nella sua femminilità, portandole via un affetto a lei molto caro. Ma la marchesa di Mantova, donna di impareggiabile classe, cultura e acume, abile e scaltra più delle sue stesse spie, non è persona da lasciare impuniti gli oltraggi subiti e la sua vendetta sarà feroce e implacabile. Intorno a queste due donne indimenticabili, gli intrighi, i tradimenti, le congiure che dilaniano due fra le più potenti corti del Rinascimento, ma anche gli amori travolgenti e impossibili, forieri di stragi e tragedie familiari. Il prezzo della sopravvivenza coincideva con la rinuncia definitiva al sogno di amare ed essere riamata. Questa, la vendetta di Isabella d'Este. Questo, l'amaro destino cui Lucrezia Borgia non sarebbe mai sfuggita.

Lucrezia Borgia e Isabella d’Este, due donne, due personalità di spicco del Rinascimento italiano, due persone potenti, ambiziose, vendicative, intelligenti e bellissime ma, due signore completamente diverse.
Da un lato Lucrezia, figlia illegittima di Papa Alessandro VI e di Vannozza Cattanei, “una tenutaria di bordello”.
Lucrezia è una donna stupenda ma profondamente sola, maledetta per sempre dalla fama negativa della sua famiglia che la precede in qualsiasi luogo lei vada.
Dall’altro lato c’è Isabella, definita dai suoi contemporanei “sole della nostra etate”, una donna incredibilmente intelligente, stimata nelle corti di tutta Europa per le sue doti umanistiche, le conoscenze e la sua bellezza. 

15 maggio 2018

"Si spengono le stelle" di Matteo Raimondi

Buon pomeriggio cari lettori, in questi giorni post Salone Internazionale del Libro di Torino, devo recuperare parecchie recensioni.
Ho deciso di partire con il libro di Matteo Raimondi, Si spengono le stelle, un romanzo che mescola thriller e storia magistralmente, tenendoci incollati alle pagine fino alla fine.
Ringrazio moltissimo la casa editrice Mondadori per avermi contattata e per avervi propormi la lettura di questa storia, un libro uscito da pochissimo in tutte le librerie.


Titolo: Si spengono le stelle § Autore: Matteo Raimondi § Pagine: 459
Casa Editrice: Mondadori § Genere: Storico, Thriller

1691. York è un'inquieta città di frontiera da poco annessa alla Colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana. Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d'indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l'avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla. Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i "selvaggi". Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto.
Siamo nella città di York nel 1961, sono anni bui e pieni di paura dove i coloni devono affrontare numerose problematiche come la questione indiana, la sopravvivenza e la pressione della Corona inglese che esige continue tasse per poter fronteggiare le numerose guerre.
Proprio tra il 1961 e il 1962 nella vicina contea di Salem avverà il famoso processo sulle streghe, le persone hanno paura e la paura non controllata si trasforma in delirio e violenza.