Visualizzazione post con etichetta Autobiografico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Autobiografico. Mostra tutti i post

14 dicembre 2018

"Il tredicesimo dono" di Joanne Huist Smith


Buongiorno cari lettori, durante le feste scelgo sempre qualche libro a tema, ultimamente, però, è molto difficile che io trovi qualcosa nelle mie corde, non amo i romance a sfondo natalizio che invadono le librerie quindi di solito cerco un classico o altro.
Quest’anno sono stata davvero fortunata perché mi sono imbattuta in una lettura stupenda colma d’amore e speranza, una storia semplice ma carica di significato e, soprattutto, una storia vera. Il libro è Il tredicesimo dono di Joanne Huist Smith.
Con questo romanzo partecipo alla lettura del gruppo Questa volta leggo, tema del mese: un libro con neve in copertina o nel titolo (dalla foto qui sotto potrebbe sembrare che la neve non ci sia ma in realtà sta nevicando, per rassicurarvi al termine del post ho inserito entrambe le cover: quella italiana che amo e quella americana davvero bella, in entrambe c’è la neve ;D ).


Titolo: Il tredicesimo dono § Autrice: Joanne Huist Smith § Pagine: 166
Casa editrice: Garzanti § Genere: Narrativa contemporanea, Natalizio

"Mamma, abbiamo perso l'autobus." È la mattina di un freddo e grigio 13 dicembre, e Joanne viene svegliata improvvisamente dai suoi tre figli in tremendo ritardo per la scuola. Ancora non sanno che quel giorno la loro vita sta per cambiare per sempre. Mentre di corsa escono di casa, qualcosa li blocca d'un tratto sulla porta: all'ingresso, con un grande fiocco, una splendida stella di Natale. Chi può averla portata lì? Il bigliettino che l'accompagna è firmato, misteriosamente, "I vostri cari amici". Mancano tredici giorni a Natale, e Joanne distrattamente passa oltre: è ancora recente la morte di Rick, suo marito, e vorrebbe solo che queste feste passassero il prima possibile. Troppi i ricordi, troppo il dolore. Ma giorno dopo giorno altri regali continuano ad arrivare puntualmente, e mai nessun indizio su chi possa essere il benefattore. La diffidenza di Joanne diventa prima curiosità, poi stupore nel vedere i suoi figli riprendere a ridere, a giocare, a divertirsi insieme. Sembra quasi che stiano tornando a essere una vera famiglia. E il mattino di Natale, mentre li guarda finalmente felici scartare i loro regali sotto l'albero addobbato, Joanne scopre il più prezioso e magico dei doni. Quello di cui non vorrà mai più fare a meno, e il cui segreto ha scelto di condividere con i suoi lettori...

Il Natale è ormai alle porte, mancano solo dodici giorni e la famiglia Smith non ha nessuna voglia di festeggiare.
Da poco è scomparso il padre, Rick, una malattia cardiaca se l’è portato via, la perdita è troppo recente e i ricordi dei Natali passati invadono la casa riempiendola di tristezza e malinconia.
Rick adorava il Natale, iniziava a novembre a decorare il giardino e tutte le stanze della casa, comprare l’albero perfetto era un vero e proprio rituale di famiglia, la lista per i regali doveva essere precisa e minuziosa per poter rendere felici tutti ma, quest’anno, Rick non c’è e Joanne non sa come fare a superare le feste. 

14 novembre 2018

"La bambina ovunque" di Stefano Sgambati


Il libro di cui voglio parlarvi oggi è unico nel suo genere, si tratta di un memoir che racconta l’esperienza di un padre prima, durante e dopo la gravidanza.
Molti dicono che quando una donna scopre di essere in attesa diventa immediatamente mamma ma, un papà quando nasce?
Un uomo si scopre papà al momento della lieta notizia o quando gli capita tra capo e collo un neonato urlante?
Proprio di questo ci parla Stefano Sgambati, lo fa con tenerezza ma anche con grande personalità, nel suo libro La bambina ovunque.


Titolo: La bambina ovunque § Autore: Stefano Sgambati § Pagine: 137
Casa editrice: Mondadori § Genere: Memoir, Autobiografico

Stefano ha trentacinque anni e tra qualche mese la sua vita cambierà per sempre. La gravidanza della moglie è il risultato di un percorso a ostacoli innescato da un fortissimo desiderio di maternità e passato per un'estenuante trafila medica: dopo la grande salita, tutto sembra procedere bene, ma allora perché Stefano non è felice? Il suo stato, nient'affatto interessante, appena degno di nota, non lo soddisfa: si sente invisibile, inutile - e per giunta braccato dal panico, un animale goffo e ingombrante che non lo lascia mai in pace -, un personaggio secondario che "rimpicciolisce sempre di più mentre la madre si diffonde nello spazio, aumenta di volume e sostanza". Con una prima persona originalissima, ironica e divertita, ma anche così sincera da risultare spudorata, Sgambati racconta il titubante viaggio di un uomo verso la paternità, in tutte le sue tappe: la prima sussurrata idea e le mille discussioni che porta con sé, il primo tentativo razionale di mettere al mondo un figlio, la frustrazione di fronte a quell'embrione che non si decide a formarsi, gli esitanti "Che vuoi che sia", i terribili "Arriverà", l'enormità di una madre che non riesce a essere madre ("Di quanto amore si deve essere capaci per soffrire a tal punto la non esistenza di un altro essere umano?"), le prime, inevitabili, indagini sul corpo di lui e poi di lei, gli avanti e indietro dal reparto Sterilità dell'ospedale, il girotondo di paura, rabbia e speranza della fecondazione in vitro. E infine l'attesa: il lentissimo avvicinamento all'idea di diventare genitore.

Diventare padri non è un processo semplice, molte donne credono che il papà non abbia nessun problema ma non è così.
In questo breve romanzo biografico troviamo le risposte a moltissime domande: cosa pensa un uomo della maternità? Come la vive?
La storia di questi due genitori è simile a quella di molti altri: nasce il desiderio di avere un figlio, questo amore si trasforma nei tentativi effettivi per averlo e poi, la brutta notizia che sarà difficile concepire il bambino.
E allora parte la lunga trafila di visite, controlli e consigli medici, fino alla fecondazione assistita. La frustrazione e la sofferenza per quel dono che tarda ad arrivare, la sensazione di sentirsi inadatti, inefficaci, quasi difettosi.
Il dolore che accompagna quei giorni di indagini nel Reparto Sterilità e poi, finalmente, ci siamo, è in arrivo e qui, dopo una girandola di eventi destabilizzanti arriva il pensiero più forte di tutti, un pensiero che fa tremare la terra sotto i piedi: sarò genitore.
E come vive questo ruolo un papà? Ovviamente, aspettando di nuovo, inconsapevole della vita che cresce nel corpo della moglie, fuori dai giochi ma allo stesso tempo dentro, una parte non completamente definita, la sensazione di essere messi in un angolo e di essere impotenti.

10 luglio 2018

"Isola" di Siri Ranva Hjelm Jacobsen


Buongiorno lettori, con la recensione di oggi ci inoltriamo nuovamente nella letteratura nordica, Isola è il romanzo d’esordio di un’autrice originaria delle Isole Faroe, un arcipelago le cui isolette rocciose sono sparpagliate in un lembo di oceano tra la Scozia, l’Islanda e la Norvegia.
Un luogo selvaggio, impervio e carico di fascino, in cui la realtà si mescola a miti, leggende e magia popolare.
Mi aspettavo molto da questo libro, forse sono rimasta così abbagliata dalla splendida copertina da non vedere oltre o forse, ho proprio preso una cantonata, sta di fatto che il romanzo non mi è piaciuto e, arrivare alla fine, è stata un impresa assai ardua.


Titolo: Isola § Autrice: Siri Ranva Hjelm Jacobsen § Pagine: 256
Casa editrice: Iperborea § Genere: Narrativa

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suðuroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità.
Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla.

La nostra protagonista (di cui non è dato sapere il nome) è metà danese e metà faroese, dopo la morte dei nonni, abba Fritz e omma Marita, la giovane decide di intraprendere un viaggio verso le isole Faroe per scavare nel passato della famiglia.
Il viaggio diventa un mezzo per scoprire se stessa e cercare una dimensione stabile in cui vivere. 

1 giugno 2018

"Una vita da libraio" di Shaun Bythell


Buona sera carissimi lettori, oggi sono qui per una recensione un po’ infelice, lo sfortunato libro in esame è Una vita da libraiodi Shaun Bytell.
Volevo leggere questo romanzo dal primo momento che l’ho adocchiato in libreria, d'altronde come si può resistere a una copertina così bella e pazzescamente librosa? Non si può!
Per fortuna ho valutato che era troppo costoso per le mie finanze, così ho deciso di prenderlo in prestito presso la biblioteca del mio paese, avrei fatto un acquisto poco gradito.


Titolo: Una vita da libraio § Autore: Shaun Bythell § Pagine: 384
Casa editrice: Einaudi § Genere: Narrativa contemporanea

Si può avere una vita avventurosa anche seduti su uno sgabello.
Un paesino di provincia sulla costa scozzese e una deliziosa libreria dell'usato. Centomila volumi spalmati su oltre un chilometro e mezzo di scaffali, in un susseguirsi di stanze e stanze zeppe di erudizione, sogni e avventure. Un paradiso per gli amanti dei libri? Be', piú o meno
Dal cliente che entra per complimentarsi dell'esposizione in vetrina, senza accorgersi che le pentole servono a raccogliere la perdita d'acqua dal tetto, alla vecchietta che chiama periodicamente chiedendo i titoli piú assurdi, alle mille, tenere vicende di quanti decidono di disfarsi dei libri di una vita. The Book Shop, la libreria che Shaun Bythell contro ogni buonsenso ha deciso di prendere in gestione, è diventata un crocevia di storie e il cuore di Wigtown, villaggio scozzese di poche anime. Con puntuta ironia, Shaun racconta i battibecchi quotidiani con la sua unica impiegata perennemente in tuta da sci, e le battaglie, tutte perse, contro Amazon. La sua è l'esistenza dolce e amara di un libraio che non intende mollare. Con l'anticipo dell'edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.

Shaun è il proprietario di una libreria dell’usato situata nel delizioso paesino scozzese di Wigtown, conosciuto anche come “La città del libro” perché, nonostante il numero esiguo di abitanti, conta moltissime librerie e, ogni anno, viene organizzato a settembre il Festival Letterario.
Leggendo entriamo in un ambiente caratteristico, con un sentore di antico e magico, un edificio storico che contiene stanze stracolme di libri, volumi pregiati ma anche edizioni usate a poco prezzo.
In sostanza, il luogo ideale per tutti gli appassionati di libri! 

26 gennaio 2018

"Quando Hitler rubò il coniglio rosa" di Judith Kerr

«Bè, è una stupidaggine!» esclamò Elsbeth.
«Tutta questa storia di Adolf Hitler, degli ebrei e il resto!».

Con questa frase, che fa sorridere e rattristare allo stesso tempo, si apre il libro di Judith Kerr: Quando Hitler rubò il coniglio rosa.
Lessi questo romanzo alle medie, ricordavo molto vagamente la storia ma, in occasione della Giornata della Memoria, ho deciso di riprenderlo in mano.
Tutti gli anni, in questo periodo, mi impongo la lettura di un libro che parli della Seconda Guerra Mondiale, sono storie che mi angosciano molto e quindi ne leggo veramente poche.
Ma è doveroso non dimenticare quello che è accaduto e imprimere nella nostra memoria quegli anni bui e pieni di orrore!
Ero molto indecisa se inserire questo libro tra le recensioni normali o nella rubrica Il trenino dei libri, infatti, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, può essere letto anche dai giovanissimi.
La lettura è consigliata al di sopra dei 10 anni ed effettivamente questa storia si presta benissimo come approccio, per i giovani lettori, a un argomento tanto delicato.
Alla fine ho deciso di inserirlo in entrambe le rubriche.

Anna è una bambina ebrea di dieci anni che vive a Berlino, la sua vita è piacevole e agiata, infatti il papà di Anna è un famoso giornalista che permette, con la sua paga, di far vivere la sua famiglia in una grande casa con tanto di governante e cuoca.
Ad Anna non è mai mancato nulla, il clima famigliare è libero e tranquillo e ogni cosa sembra procedere con serenità.
Tutto cambia quando si sparge la notizia che il partito nazista è fortemente favorito alle elezioni del febbraio 1933. 

5 gennaio 2018

"Buona vita a tutti" di J.K. Rowling


Buona vita a tutti
J.K. Rowling
Pagine: 80
Edito: Salani Editore

Questa non è una vera recensione perché il libro di cui vi voglio parlare non è un vero libro, ma la trasposizione su carta del magnifico discorso che J.K. Rowling ha tenuto ad Harvard per la cerimonia di laurea nel 2008.
Devo dire che questa donna non finisce mai di stupirmi, la sua capacità di
trasformare in oro tutto quel che tocca è innegabile ma se scaviamo a fondo nel nel suo passato troveremo un periodo buio, un momento di grande delusione, sconforto e depressione. Ora ci sembra impossibile ma la Rowling è stata capace di uscire da questo tunnel di oscurità e ora risplende più che mai.
Il libricino di cui vi voglio parlare è Buona vita a tutti edito Salani Editore, un piccolo gioiellino, un volumetto da collezione che si legge in meno di venti minuti ma contiene perle di saggezza e bellezza inestimabili.
Ora, lo ammetto, io acquisto qualsiasi cosa pubblichi la Rowling!
La amo! Ti amo Joanne!
Ma se avete seguito la carriera e letto le opere di questa scrittrice non potete rinunciare a questo piccolo scrigno di saggezza, umanità e ispirazione!
Tra le pagine colorate e riccamente illustrate, la Rowlings ci parla di molte cose: la forza di seguire i nostri sogni anche se sembrano irraggiungibili, l’importanza di sapersi rialzare, il coraggio di saper fallire perché se non si ha mai un insuccesso vuol dire che non si ha mai osato.

23 gennaio 2017

"Il grande marinaio" di Catherine Poulain

Buon pomeriggio cari amici, il romanzo di cui vi voglio parlare oggi è “Il grande Marinaio” di Catherine Poulain, ringrazio fin da subito Martina della casa editrice Neri Pozza per avermi dato la possibilità di leggere questo libro così particolare e inquietante.
L’ho terminato giusto ieri e non avevo ricordi di provare delle sensazioni così controverse nei confronti di una lettura, sta di fatto che la Poulain ha voluto regalarci un pezzetto della sua vita in Alaska non tralasciando nulla: il mare, l’odore, la solitudine, la voragine del cuore, il freddo, la forza dell’uomo e della natura.


Titolo: Il grande marinaio § Autrice: Catherine Poulain § Pagine: 384
Casa editrice: Neri Pozza § Genere: Avventura

È una notte di febbraio a Manosque-les-Plateaux, nel Sud della Francia, una notte in cui i bar sono ancora pieni di gente e di fumo, quando Lili riempie un piccolo zaino militare e decide che è giunta l’ora di non morire più di infelicità, di noia, di birra. Meglio andarsene in capo al mondo, in Alaska, «verso il cristallo e il pericolo», a pescare nel freddo e nel vento!
Il marasma delle grandi avenue newyorchesi, un pullman Greyhound con sopra un levriero, cento dollari per passare da un oceano all’altro, ed eccola a Kodiak, la grande isola che spunta fra due brandelli di nebbia, con le sue foreste scure, le montagne e la terra bruna e sporca che affiora dalla neve sciolta. Di fronte solo l’oceano glaciale del Pacifico del Nord.
Qui, Lili si imbarca sulla Rebel per la pesca con il palamito in alto mare. Lo spilungone che la accoglie le rivolge uno sguardo stupito, prima di metterla in guardia su quello che l’aspetta. Imbarcarsi è come sposare la barca, una volta messo piede a bordo non hai più una vita, non hai più niente di tuo. Bisogna stare attenti a tutto, alle lenze che calano in acqua con una forza tale da portarti via un arto, e a quelle recuperate che, se si spezzano, possono ammazzarti o sfigurarti. Bisogna abituarsi al ghiaccio sul ponte che devi spaccare con una mazza da baseball, al freddo che gela il fiato tra le labbra, alla mancanza di sonno, al mare grosso, con onde alte venti o trenta metri, alla nebbia che inganna persino i radar, al sale che lambisce gli zigomi, brucia la fronte e secca le labbra, divorando il volto. Ma, soprattutto, bisogna essere all’altezza dei compagni di viaggio, un equipaggio composto da marinai incalliti, abituati alle durezze del mestiere e a lavorare in un ambiente estremo.
Un giorno sulla Rebel si imbarca Jude, «il grande marinaio», un veterano della pesca con il palamito. Il volto nascosto dentro una criniera ramata, le guance invase dalla barba, la voce roca, Jude è un uomo dal fascino magnetico nel cui petto albergano inattese violenze e altrettanto inattese tenerezze.

Lili si accorge di essere spaventata e, al contempo, inspiegabilmente attratta da quel colosso schivo e silenzioso. Ma innamorarsi di lui significherebbe rinunciare alla vita nomade e libera che, da quando si è lasciata alle spalle Manosque-les-Plateaux, si è ripromessa di non tradire mai. Perché Lili è una runaway, un animale nomade, uno spirito indomabile che chiede solo di essere lasciato libero di vagare per il mondo.
 
Lili è una donna in fuga da un passato avvolto nella nebbia, il desiderio di ricominciare è grande e tanto da condurla lontano dalla sua terra nella remota e selvaggia Alaska. Lili è una donna folle, anticonformista e libera, non vuole legami e non li cerca, desidera solo sparire e vagare per il mondo. Il suo cammino la porta ai confini del mondo e alla ricerca di un lavoro sulle barche da pesca che tutti i giorni solcano i mari freddi e terribili del Nord.