Visualizzazione post con etichetta Introspettivo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Introspettivo. Mostra tutti i post

29 giugno 2020

"La lettrice testarda" di Amy Witting


Titolo: La lettrice testarda § Autrice: Amy Witting § Pagine: 176
Casa editrice: Garzanti § Genere: Narrativa contemporanea

Isobel ha nove anni e il suo compleanno si avvicina. Ma, come ogni volta, non ci saranno regali per lei. C'è solo una cosa che fa volare Isobel lontano dalle rigide regole che la famiglia le impone: leggere. Ma deve farlo di nascosto perché sua madre crede che non sia un'attività adatta a una bambina, che dovrebbe limitarsi a riordinare la casa e a preparare la cena. Isobel cresce alimentando la sua passione segreta di notte, alla luce di una flebile candela. Finché, a sedici anni, la sua vita non cambia radicalmente, quando è costretta a lasciare tutto, cercarsi un lavoro e una nuova sistemazione. È la prima volta che Isobel si scontra con il mondo. Con un mondo che non è solo la sua famiglia e il suo quartiere. È convinta di non avere gli strumenti per relazionarsi con gli altri. Le sembra di dire la cosa sbagliata, si sente fuori luogo. In fondo sua madre l'ha fatta sempre sentire così. Tanto che, quando incontra un gruppo di ragazzi che amano i libri come lei e passano le serate a discuterne, Isobel all'inizio rimane in silenzio. Ora che finalmente è in un contesto in cui può essere sé stessa, in cui può parlare liberamente di letteratura, ha paura. Ma piano piano le parole di Byron, Auden e Dostoevskij fanno breccia nelle sue insicurezze e le insegnano il coraggio di dire quello che pensa. Di far valere la propria opinione senza nascondere la cultura che si è costruita negli anni con le sue letture. Di aprire il cassetto in cui riposa il suo sogno. Il sogno di prendere una penna in mano e liberare quel flusso di parole che ha trattenuto per troppo tempo. Perché anche per una donna tutto è possibile.
Il primo pensiero che ho avuto riguardo a questo romanzo è che non era quello che mi aspettavo, forse ho interpretato male la trama, forse avevo in mente il romanzo della connazionale della Witting, Madeline St. John “Le signore in nero”, e pensavo di avere per le mani una storia di donne con la stessa freschezza.
Purtroppo i due libri non si assomigliano per niente e, nonostante la lettura di “La lettrice testarda” sia stata scorrevole, non sono riuscita ad apprezzarla a pieno.
La prima parte racconta di un’Isobel bambina che vive nell’incubo costante di una madre che la maltratta, una donna insopportabile che adora la figlia maggiore a cui viene concesso tutto e non sopporta la minore, Isobel.
Tutti si accorgono di quanto la bambina sia sminuita, demolita psicologicamente dalla madre ma nessuno fa nulla, ne il padre assolutamente inesistente, ne la sorella che ne approfitta in modo spudorato e cinico.
Isobel allora trova rifugio nei libri, le storie contenute nelle pagine di un romanzo le permettono di uscire dalla vita orribile che conduce in famiglia. 

2 febbraio 2019

"Rosa Candida" di Audur Ava Ólafsdóttir


Buongiorno lettori, chi mi segue da un po’ sa che nel 2018 ho scoperto un’autrice che, nonostante mi lasci sempre un po’ perplessa, m’incanta ogni volta con le sue storie uniche e particolari, sto parlando di una scrittrice Islandese dal nome impronunciabile: Audur Ava Ólafsdóttir.
Dei suoi romanzi ho letto “Hotel Silence” e “Il rosso vivo del Rabarbaro”, entrambi molto belli e ricchi di quel sentire che appartiene a una terra lontana ed estremamente diversa dalla nostra.
Nelle opere di Audur Ava Ólafsdóttir si percepisce chiaramente che i libri nordici hanno una voce propria, una visione della vita diversa, pregna di quiete interiore,  con un ritmo più lento, più in sintonia con la natura, un sentire unico e un modo di riflettere a cui non siamo abituati.
Per questo motivi i romanzi dell’estremo Nord danno sensazioni strane, lasciano perplessi, sembrano assurdi o ammaliano e riempiono l’animo di leggerezza e serenità.
Personalmente li trovo bellissimi e anche questa volta ne sono rimasta incantata.


Titolo: Rosa Candida § Autrice: Audur Ava Ólafsdóttir § Pagine: 206
Casa editrice: Einaudi § Genere: Narrativa contemporanea, Narrativa nordica

Lobbi ha ventidue anni quando accetta di prendersi cura di un leggendario roseto in un monastero del Nord Europa. È stata la madre, morta da poco in un incidente d'auto, a trasmettergli l'amore per la natura, i fiori e l'arte di accudirli, il giardinaggio. Cosi Lobbi decide di lasciare l'Islanda, un anziano padre perso dietro al quaderno di ricette della moglie, e un fratello gemello autistico. Lascia anche qualcun altro: Flòra Sòl, la figlia di sette mesi avuta dopo una sola notte d'amore (anzi, precisa lui, "un quinto di notte") con Anna. Con sé Lobbi porta alcune piantine di una rara varietà di rose a otto petali, molto cara alla madre, la Rosa candida. Questi fiori saranno i silenziosi compagni di un viaggio avventuroso come solo i viaggi che ti cambiano la vita sanno essere. Ad accoglierlo al monastero c'è padre Thomas, un monaco cinefilo che con la sua saggezza e una sua personale "cine-terapia" saprà diradare le ombre dal cuore di Lobbi. Ma sarà soprattutto l'arrivo di Anna e Flòra Sòl in quell'angolo fatato di mondo a provocare i cambiamenti più profondi e imprevisti nell'animo del ragazzo. Perché, per la prima volta, Lobbi scopre in sé un desiderio nuovo, che non è solo amore per la figlia e attrazione per Anna: è il desiderio di una famiglia.

Lobbi è un ragazzo di ventidue anni in fuga dalla vita: la madre è morta da poco e la sofferenza per la sua perdita alleggia ancora tra le mura di casa, il padre vecchio e ansioso lo assilla nel tentativo di costringerlo a iscriversi all’università, il fratello autistico vive nel suo mondo e cerca in qualche modo di ritrovare un equilibrio e poi c’è Flòra Sòl, una bimba di sette mesi, nata da una sola notte d’amore con Anna, una figlia non programmata, una responsabilità che Lobbi non sa come affrontare.
Meglio scappare, lasciarsi tutto alle spalle e sperare che la vita metta in ordine i pezzi del puzzle che, come per un colpo di vento, si sono rovesciati e sparsi qua e là.
Lobbi parte per un viaggio in Nord Europa, ha preso accordi con l’abate di un monastero in cui è custodito un roseto antichissimo, lì vi sono coltivate il più alto numero di specie di rose del mondo, compito del ragazzo far ritornare il pregiato giardino al suo splendore iniziale.
Il viaggio intrapreso da Lobbi diventerà un vero e proprio cammino di crescita, di ricoperta e di rinascita. 

12 settembre 2018

"Il rosso vivo del rabarbaro" di Auður Ava Ólafsdóttir


Mi sono fatta catturare e ora, finchè non avrò letto tutto quello che questa autrice ha pubblicato, non sarò felice!
Sto parlando di Auður Ava Ólafsdóttir, scrittrice islandese dalla scrittura leggiadra, evocativa e unica.
Qualche mese fa avevo letto Hotel Silence (la recensione QUI), il suo ultimo lavoro, la storia mi era piaciuta ma non mi aveva catturato in modo totale, nonostante ciò lo stile di Auður Ava Ólafsdóttir mi era rimasto dentro, volevo assolutamente leggere qualcos’altro di suo.
E così eccomi qui a parlarvi di Il rosso vivo del rabarbaro, un libro bellissimo che mi ha conquistata e adesso, come ben capirete, devo leggere assolutamente tutto!
Con questa recensione partecipo al GdL di Questa volta leggo (ideato da Laura La libridinosa, Chiara La lettrice sulle nuvole e Dolci di Le mie ossessioni librose) l’ argomento del mese è: Libro non ambientato in Italia.


Titolo: Il rosso vivo del rabarbaro § Autrice: Auður Ava Ólafsdóttir § Pagine: 128
Casa editrice: Einaudi § Genere: Narrativa contemporanea, Introspettivo

C'è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Ágústína è stata concepita. Ágústína è un'adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella sua testa i numeri sono a tre dimensioni, come pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Ágústína non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna - dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo - c'è ancora un'altra montagna da scalare.
Ágústína è una ragazza speciale, tutto in lei è fuori dal comune: la sua mente, il suo corpo, la sua famiglia, perfino la sua nascita!
Ágústína vive in Islanda in un piccolo villaggio sul mare, sovrastato da una scura montagna dove solo le pecore si spingono a salire.
Alle sue pendici sorge il minuscolo cimitero frustato dal vento gelido del Nord e d’estate fiorisce alto il rabarbaro, proprio lì, nascosti tra gli alti fusti rossi i genitori di Ágústína la concepirono. 

10 luglio 2018

"Isola" di Siri Ranva Hjelm Jacobsen


Buongiorno lettori, con la recensione di oggi ci inoltriamo nuovamente nella letteratura nordica, Isola è il romanzo d’esordio di un’autrice originaria delle Isole Faroe, un arcipelago le cui isolette rocciose sono sparpagliate in un lembo di oceano tra la Scozia, l’Islanda e la Norvegia.
Un luogo selvaggio, impervio e carico di fascino, in cui la realtà si mescola a miti, leggende e magia popolare.
Mi aspettavo molto da questo libro, forse sono rimasta così abbagliata dalla splendida copertina da non vedere oltre o forse, ho proprio preso una cantonata, sta di fatto che il romanzo non mi è piaciuto e, arrivare alla fine, è stata un impresa assai ardua.


Titolo: Isola § Autrice: Siri Ranva Hjelm Jacobsen § Pagine: 256
Casa editrice: Iperborea § Genere: Narrativa

Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suðuroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità.
Un viaggio nella storia di una famiglia e di questo piccolo arcipelago sperduto nell’Atlantico, che è stato coinvolto nel secondo conflitto mondiale e nella guerra fredda e che ha lottato fieramente per una sua autonomia dalla Danimarca. Un viaggio nella memoria e nel mito che perdura in queste terre sospese nel tempo, tra le asprezze di una natura primigenia, dove ogni racconto di vita si colora di leggenda, dall’amore segreto tra Marita e Ragnar il Rosso, falegname filosofo e ribelle che chiama i gabbiani «i proletari del mare», alla roccia incantata nel giardino di zia Beate, che attira sciagure su chi prova a rimuoverla.

La nostra protagonista (di cui non è dato sapere il nome) è metà danese e metà faroese, dopo la morte dei nonni, abba Fritz e omma Marita, la giovane decide di intraprendere un viaggio verso le isole Faroe per scavare nel passato della famiglia.
Il viaggio diventa un mezzo per scoprire se stessa e cercare una dimensione stabile in cui vivere. 

18 aprile 2018

"Dodici ricordi e un Segreto" di Enrica Tesio


Ecco cosa succede quando un libro ti ruba il cuore, ci vuole del tempo per fare una recensione, per capire cosa ci ha fatto provare e riuscire a metterlo per iscritto.
Dodici ricordi e un segreto parte piano ma poi colpisce, arriva il botto e l’emozione si espande facendoci sentire strani e spaesati.
Ho amato moltissimo questa lettura e sono felice di aver conosciuto la penna di Enrica Tesio, un’autrice di cui leggerò sicuramente il suo primo romanzo.


Titolo: Dodici ricordi e un segreto § Autrice: Enrica Tesio § Pagine: 272
Casa Editrice: Bompiani § Genere: Narrativa contemporanea

"Vuoi essere l'addetta al ricordo, bambina mia?" Attilio, il nonno che è stato per lei un padre, fa ad Aura questa richiesta sconcertante: non assistere alla malattia che divorerà la mia mente, ricordami nel pieno della vita. Aura è una ragazza speciale, ha il nistagmo - disturbo che fa muovere le pupille incessantemente e che le è valso il soprannome di Signorina Occhipazzi - e davvero il suo sguardo è sempre rivolto a qualcosa di diverso da quello che vedono gli altri, come alla ricerca di un dettaglio che eternamente le sfugge. Ma proprio per questo Aura è coraggiosa, sa stare sola, sa che gli uomini spesso guardano solo la superficie delle cose: così accetta la sfida e parte per un paese lontano. Quando però, al suo ritorno, scopre che Attilio è stato di parola e si è recluso in una casa di riposo, Aura capisce di non voler rispettare il patto e comincia a cercare il nonno ovunque: nei messaggi che lui ha seminato dietro di sé come sassolini bianchi nel bosco, nella memoria di chi gli ha voluto bene, nei propri ricordi e in quelli di sua madre Isabella, inadeguata all'amore eppure caparbiamente ostinata a cercarlo, sempre troppo "leggera" ma forse per questo capace di rialzarsi quando cade. È così che Aura raccoglie frammenti dell'esistenza del nonno ma anche di quelle dei molti personaggi che popolano il romanzo: "cocci" di vite autentiche, spesso dolenti, irrisolte ma capaci di incastrarsi le une con le altre in maniera sorprendente.
Se non sai dove andare a pescarlo, un segreto può restare lì per sempre.
E poi, come l’ago nel pagliaio, dopo tanto cercare un giorno lo trovi per caso,
pungendoti il dito.

Cosa ci rende unici e speciali? Cosa da significato alla nostra vecchiaia se non i ricordi?
E che si fa quando una beffarda e crudele malattia s’insinua pian piano nella nostra mente rubandoceli tutti?

25 febbraio 2018

"Uomini che restano" di Sara Rattaro

Ecco una storia che sa toccare le corde del nostro cuore.
In punta di piedi, piano piano si avvicina e ci cattura, emoziona profondamente e coinvolge con la sua tenerezza ma, soprattutto, con la sua normalità.
Proprio così, Sara Rattaro è capace di raccontare storie comuni, di vita quotidiana, storie che potrebbero accadere a chiunque ma lo fa con eleganza, saggezza e dolcezza.
Avrete capito che Uomini che restano mi è piaciuto immensamente, un romanzo speciale che mi ha emozionato come non accadeva da tanto.

Un eroe è fatto di coraggio, audacia e bontà,
ma per salvare qualcuno a volte serve solo un po’ di altruismo.

Questo libro parla di vita!
Quella vita in cui siamo immersi continuamente: speciale e unica ma anche imperfetta e fragile.
Parla di donne e di uomini, di amore e dolore, di rimpianti e di dubbi ma soprattutto parla di decisioni: sì, perché una scelta può cambiare non solo la nostra vita ma anche quella di chi ci sta intorno. 

15 gennaio 2018

"L'imprevedibile viaggio di Harold Fry" di Rachel Joyce

Ho una vera passione per i libri che trattano la tematica del viaggio ma ho una predilezione soprattutto per quei viaggi che non sono solo spostamento, ma anche crescita ed evoluzione dei personaggi, ancora meglio se si tratta di itinerari immersi nella natura percorsi completamente a piedi.
Ecco quindi che quando ho dovuto scegliere un libro per il terzo obiettivo del primo mese di Reading Challenge: un libro con un protagonista anziano, non ho potuto fare a meno di fiondarmi su questo romanzo che avevo adocchiato anni fa ma che non avevo mai letto.
L'imprevedibile viaggio di Harold Fry parla di un viaggio speciale: ricordi, amicizia, amore, dolore e paesaggi meravigliosi si mescolano regalandoci emozioni intense e indimenticabili.


Non era l’uomo uscito di casa per andare a imbucare una lettera.
Lui stava andando a piedi da Queenie Hennessy.
Lui stava ricominciando da capo.

Harold Fry ha sessantacinque anni, è in pensione e vive una vita noiosa nella sua villetta a Kingsbridge, nel sud dell’Inghilterra.
Le sue giornate si dividono tra il divano, la moglie arcigna e la cura del giardino.
La monotonia di questa routine a dir poco angosciante è spezzata dall’arrivo di una lettera molto speciale: l’ultimo saluto di Queenie Hennessy, carissima amica di Harold che dopo vent’anni si fa risentire per dirgli che sta morendo di cancro in una casa di riposo nel nord dell’Inghilterra.
Harold è sconvolto! Come ha potuto lasciar passare tanto tempo dall’ultima volta che l’ha sentita?
Che cosa può fare ora per lei? 

26 novembre 2017

"Rovine" di Peter Kuper

Buongiorno cari lettori, la recensione di oggi riguarda una graphic novel di altissimo livello: Rovine di Peter Kuper.
Ammetto di essere un po’ intimorita nell’esprimere una mia opinione su un opera di così grande respiro e dalla bellezza inequivocabile ma, sono qui per questo quindi, anche se non sono molto esperta di graphic novel, ci tengo a farvi sapere il mio parere.


Una farfalla monarca esce dalla sua crisalide e inizia il lungo viaggio che la porterà dalla statale 87 fino al lontanissimo Messico.
Contemporaneamente una coppia parte proprio per il Messico: Samantha e George hanno preso un anno sabbatico per riscoprire le loro passioni e dare un po’ di brio a una relazione che sta crollando sotto il peso della quotidianità.
Le tematiche sono molte e si intrecciano perfettamente le une con le altre: il desiderio di maternità di Samantha che stride con un George non ancora pronto per diventare padre, la politica messicana, il tema scottante dell’immigrazione tra Messico e USA, la natura e l’inquinamento. 

20 novembre 2017

"L'amore addosso" di Sara Rattaro

Nonostante il trasloco sono riuscita a leggere un bel po’ e ne vado molto fiera!
Ovviamente la media di libri si è abbassata a causa della massa di lavoro che coinvolge una famiglia in procinto di cambiare casa ma, in mezzo a questo caos pazzesco, ho trovato minuscoli momenti per me che mi hanno permesso di leggere libri bellissimi e, L'amore addosso di Sara Rattaro, è uno di questi.


L'amore è energia, frastuono e forza. Assomiglia alla migliore delle cure, lenisce ogni ferita e ci rende migliori. Sì, l'amore è il più potente degli dei, il più abile dei prestigiatori e il più convincente tra gli illusionisti.

Questa è la storia di Giulia, una donna all’apparenza perfetta e soddisfatta che nasconde, con molte difficoltà, un vissuto doloroso e straziante, un passato che la sta corrodendo pian piano e che le impedisce di essere veramente felice.

14 novembre 2017

"Il rifugio delle Ginestre" di Elisabetta Bricca

Ciaoooooo! Eccomi qui con una recensione nuova nuova, questo libro l’ho letto durante il durissimo periodo di chiusura del blog, direi all’inizio del trasloco, poco prima che prendessi la decisione di fare una pausa. Si tratta di un romanzo davvero carino che mi ha tenuto compagnia per qualche giorno: Il rifugio delle ginestre di Elisabetta Bricca.


La storia parla di Sveva, una giovane donna tormentata che non riesce a trovare il suo posto nel mondo. Sveva viene da una famiglia molto particolare, infatti la madre Ljuba non le ha mai rivelato l’identità del padre e ora che, proprio lei, se ne sta andando distrutta da un tumore, Sveva sente di non poter più aspettare. Ha bisogno di risposte, ha bisogno di trovare le proprie radici e con esse un po’ di stabilità.
Dopo la morte di Ljuba prende una decisione estrema: si licenzia e torna in Umbria, sulle rive del lago Trasimeno, nel vecchio rustico dove ha passato tutta la sua infanzia. 

12 settembre 2017

"La casa tra i salici" di Katharina Hagena

In questi giorni verrete bombardati di Recensioni, il motivo è semplicissimo: ho letto troppo e ho recensito troppo poco.
Questa sera voglio parlarvi di un libro che aspettava sulla mia libreria da secoli: La casa tra i salici di Katharina Hagena.
Quando è uscito ero felicissima, dieci anni prima l’autrice aveva scritto uno dei romanzi più belli della mia breve vita di lettrice, ovvero Il sapore dei semi di mela (la mia recensione QUI), ho amato alla follia quel libro, le sue atmosfere magiche e rarefatte, la capacità evocativa della scrittrice, una grande casa, una famiglia avvolta di segreti e magia, insomma una lettura indimenticabile.
Presa dal desiderio di rivivere le emozioni che la Hagena mi aveva donato con il suo primo libro, sono corsa ad acquistare il secondo ma, cretina come sono, l’ho lasciato sullo scaffale per una marea di tempo!
Forse avevo il timore di rimanere delusa e, ahimè, così è stato.
Questo secondo romanzo non ha la forza e la bellezza del primo e non mi ha convinta molto.

“We are such as dreams are made on;
and our little life is rounded with a sleep.”

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni
e la nostra breve vita è racchiusa in un sonno.”
William Shakespeare, La tempesta

La storia che la Hagena ha deciso di raccontarci è davvero particolare e strana.
Ellen è un medico specializzato nelle malattie del sonno (fatalità lavoro in un reparto di Neurologia che ha un centro del sonno, quindi conosco abbastanza bene le patologie) che ovviamente soffre di insonnia e sarà proprio in una di queste notti senza riposo che il flusso dei suoi pensieri si dipanerà davanti a noi e ci porterà nel suo passato.
Un passato pieno di misteri, quesiti senza risposta ed episodi intricati e particolari. 

4 settembre 2017

"Milk and Honey" di Rupi Kaur



Possono le parole essere così potenti? Può una frase scatenare emozioni tanto forti? Può un libro travolgerci come un onda e portarci nelle profondità nel nostro animo?
Sì! Può!
La raccolta di poesie Milk and honey di Rupi Kaur è un libriccino che racchiude al suo interno tutta la potenza delle parole e delle emozioni che esse riescono a far scaturire dentro ognuno di noi!

Come posso descrivervi le emozioni che mi hanno attraversata durante la lettura di Milk and Honey? Non so se ci riuscirò ma ci proverò.
Rupi Kaur ha diviso la raccolta in quattro tematiche: il ferire, l’amare, lo spezzare, il guarire.
Tutte e quattro mi hanno donato tutti emozioni fortissime, mi sono immersa nelle parole e mi sono lasciata lacerare, commuovere, innamorare, distruggere e ricostruire nel corso della lettura.

19 agosto 2017

"L'isola di Alice" di Daniel Sànchez Arévalo



Hola cari amici lettori, oggi vi propongo una Recensione un po’ cattivella infatti L'isola di Alice è un libro che non mi è proprio piaciuto.
I motivi sono più di uno, in primis che l’ho preso pensando fosse un grande thriller e invece mi sono trovata davanti un giallo dalle sbiadite sfumature rosa ma andiamo con calma così vi racconto per bene la storia di questa protagonista deprimente e assurda!


Alice è felicemente sposata con Chris, ha una bambina ed in attesa della seconda, vive in una bella casa e ha una vita serena e appagante ma, proprio quando tutto sembra perfetto, a 00:03 di un giorno qualsiasi arriva una terribile telefonata che devasterà per sempre la sua esistenza: Chris tornando da un viaggio di lavoro ha fatto un incidente ed è morto!
L’intero universo di Alice si inclina e si spezza ma oltre al dolore della perdita, Alice, deve fare i conti con il sospetto: quando Chris si è schiantato con la sua auto non era dove doveva essere ma a kilometri di distanza dal luogo dove le aveva detto che sarebbe andato.
Cosa ci faceva dall’altra parte dello stato?
Perché le aveva mentito?

Quant’è facile riassumere una vita dalla apparenze, mi dissi.

29 luglio 2017

"Prima di domani" di Lauren Oliver

Finalmente mi sono decisa! Eh già! Finalmente mi sono convinta a recensire questo libro: Prima di domani di Lauren Oliver anche se, devo dire, preferisco il titolo che la Piemme scelse per la prima stampa, ossia E finalmente ti dirò addio.
Ci ho messo un eternità per trovare il coraggio di mettermi alla scrivania e buttar giù questo articolo, non so… ero bloccata, quando l’ho concluso è stato un shock!
Non facevo altro che pensare e pensare, riflettevo sulla trama, sugli eventi ma anche sulla vita in generale e continuavo a rimuginare, tanto che per qualche giorno non sono stata capace di leggere nient’altro.
Ora però sono qui e non vedo l’ora di condividere con voi il mio pensiero su un romanzo straordinario, struggente e terribilmente emozionante.

La nostra storia inizia in un giorno come tanti altri, Samantha e il suo gruppo di amiche stanno per affrontare la loro giornata scolastica preferita: il 12 Febbraio, il Giorno dei Cupidi.
In questa occasione centinaia di rose con annessa dedica verranno consegnate per la scuola ai vari fortunati e, ovviamente, più ne ricevi e più sei amata e desiderata.
Ma Samantha non è una protagonista come tutte le altre, infatti, lei e il suo gruppo di amiche sono normalmente le antagoniste di questi romanzi: belle, spregiudicate e terribilmente stronze!

25 luglio 2017

"La Gemella Sbagliata" di Ann Morgan



Avevo in programma di leggere un po’ di thriller quest’estate così, non essendo amante di questo genere ma apprezzando qualche libro ogni tanto, mi sono fiondata in biblioteca e ho selezionato alcuni titoli che mi intrigavano parecchio.
Tra questi c’era anche La gemella sbagliata, un romanzo introspettivo, inquietante ed estremamente psicologico ma che non ha nulla a che fare con il thriller.
Ma andiamo con ordine e pian piano vi spiegherò perché questa storia non mi ha entusiasmato e mi ha lasciata svuotata e triste.

La nostra storia comincia con due gemelline di otto anni esteticamente identiche: Helen e Ellie. La prima è intelligente, scaltra, forte e dominante; la seconda è goffa, timida, debole e sottomessa.
La noia pervade ogni cosa e in una calda mattina d’estate Helen propone l’ennesimo gioco: scambiarsi i ruoli. Ellie partecipa sempre anche se molto spesso sono giochi crudeli nei suoi confronti ma questa volta la situazione si ribalta e la gemella timida riuscirà finalmente a dominare.
La mattinata scorre veloce con Ellie che si finge Helen e spadroneggia e Helen che fa le parti di Ellie e ride nel vedere le persone che le confondono ma, il gioco si trasforma ben presto in una trappola nella quale  Helen rimarrà completamente invischiata.

4 luglio 2017

"Il Serpente dell'Essex" di Sarah Perry

Che sensazione particolare quando finiamo un romanzo e siamo confusi, frastornati, non capiamo se essere soddisfatti per aver concluso una lettura o se essere profondamente tristi proprio perché è finita.
Questo è quello che ho provato quando ho terminato Il serpente dell'Essex, un romanzo così travolgente da lasciarmi senza fiato, un libro in cui i personaggi prendono il sopravvento e la storia sfuma in secondo piano, un mero scenario sul quale si infrangono i pensieri e le emozioni dei protagonisti.
La casa editrice Neri Pozza riesce sempre a sbalordirmi per le pregiate scelte letterarie e anche in questo caso ha scovato un libro degno di nota.


Il serpente dell'Essex si apre con il racconto del funerale di Mr Seaborne, un uomo che per molti anni ha schiacciato la famiglia rendendola schiava delle sue angherie e delle sue stranezze.
Cora, la giovane vedova, deve nascondere la sua gioia nel sentirsi finalmente libera dopo anni di soprusi e violenze ma, superato il primo periodo di lutto, scappa dalla sua vita precedente rifugiandosi nell’Essex, una regione a est di Londra famosa per i ritrovamenti di fossili e animali preistorici.
Cora è appassionata di paleologia e parte alla volta del paludoso Essex in compagnia del figlio e della colf Martha.
Da quel momento ogni cosa subirà uno scossone perché insieme a se stessa Cora porta un vento di cambiamento e una mentalità nuova.

27 giugno 2017

"Verrà il vento e ti parlerà di me" di Francesca Barra

Buon pomeriggio amici lettori, eccomi qui con una nuova Recensione e sul più bello che mi sono riuscita a mettere in pari questa mattina ho terminato l’ennesimo libro e quindi sono di nuovo in arretrato!
Ma non preoccupatevi (io sono un po’ sul disperato! ;D) perché riuscirò a recensire anche quello entro fine settimana.
Tornando a noi, oggi vi voglio parlare di Verrà il vento e ti parlerà di me di Francesca Barra, ho finito questo romanzo qualche giorno fa e devo dire che nonostante sia stata una lettura piacevole non è scattato l’amore.

Teresa e Caterina sono nonna e nipote, divise dall’età ma molto più simili di quello che sembra.
Questo romanzo nasce dall’intreccio della storia di Teresa, che ci fa sprofondare nelle maglie del tempo per raccontarci il suo passato, e di quella odierna di Caterina, la nipote più vicina ma anche la più desiderosa di volare via.

16 maggio 2017

"Quattro tazze di tempesta" di Federica Brunini

Non so davvero da dove cominciare … vi starete chiedendo perché ma il motivo è semplice: il libro di cui vi parlo oggi non mi è piaciuto.
Uff! Non sopporto quando un romanzo su cui avevo puntato tanto mi delude, infatti avevo grandissime aspettative che sono colate a picco.
Quattro tazze di tempesta ha solo il titolo di azzeccato ma il resto lascia molto a desiderare.


Siamo in Francia, in un bellissimo paesino immerso nei campi di lavanda, un paesaggio magico che ospiterà per cinque giorni un gruppo di amiche quarantenni alla ricerca di sé stesse.