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27 maggio 2018

Una giornata a Torino: 11 Maggio 2018


Buona domenica cari amici, questa settimana sono letteralmente scomparsa, avevo in mente di raccontarvi parecchie cosine ma mi sono persa tra i numerosi impegni.
Oggi recuperiamo e, infatti, vi parlo della mia toccata e fuga a Torino, in questo post non ci sarà il Salone perché voglio dedicare un articolo solo a quella giornata.
Io e Vania (una delle mie migliori amiche, perché come le bimbe piccole le chiamo ancora “amiche del cuore” ;D) siamo arrivate a Torino-Stazione di Porta Nuova alle 09:30, dopo una dolcissima colazione, ci siamo addentrate nel centro storico per cercare l’ubicazione del nostro appartamento: La Bagigia.
Il nostro rifugio si trova in via Accademia Albertina a pochissimi minuti da Piazza Castello.
L’appartamento è all’ultimo piano di un antico palazzo torinese, un monolocale mansardato veramente grazioso e luminoso che ci ha catapultato sui tetti di questa splendida città.

La Bagigia

Depositati i bagagli, siamo partite senza esitazioni alla volta del magnifico Museo Egizio, ormai è la terza volta che percorro le sue sale ma non mi stanco mai di perdermi nella bellezza delle statue, delle opere d’arte e dei reperti storici.
L’ultima volta ero andata, sempre con Vania, circa dieci anni fa, da allora il Museo è stato ristrutturato e reso ancora più bello e accessibile.
La visita parte nel sotterraneo per poi proseguire all’ultimo piano, dal quale si scende con calma percorrendo le varie sale.
All’ultimo piano di accede attraverso una serie infinita di scale mobili, affiancate da un affresco meraviglioso del fiume Nilo, dalla sorgente fino alla foce.

3 marzo 2018

"Zanna Bianca" di Jack London


Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi propongo la recensione di un classico della narrativa per ragazzi: Zanna Bianca di Jack London.
La mia copia è vecchissima, pensate che al suo interno c’è la dedica della maestra delle elementari che me la regalò.
Peccato che, nonostante fossi una grande lettrice anche da piccola, il libro rimase abbandonato sullo scaffale per anni. Iniziai a leggerlo ma non superai mai il primo capitolo, non mi piaceva ed ero parecchio timorosa.
Ora, alla mia veneranda età, ho deciso di riprenderlo in mano e leggerlo.


Titolo: Zanna Bianca § Autore: Jack London § Pagine: 274
Casa Editrice: Rizzoli § Genere: Storico, Narrativa per ragazzi
Età di lettura: 10 anni

“Zanna Bianca, il protagonista del romanzo, è l’unico di quattro cuccioli che riesce a sopravvivere in una grotta dello Yukon, sopra un torrente, lontano da ovunque. Dentro la tana inaccessibile, il piccolo lupo viene al mondo generato da colei che viene semplicemente presentata come ‘la lupa’ e la prima parte del libro lascia in questa sospensione il lettore per condurlo sulla pista dei valori ‘primordiali’, senza nomi e cognomi. È come se London volesse sfruttare un archetipo e i suoi simboli; solo in seguito scopriamo che ‘la lupa’ è Kiche, figlia di un lupo e di un cane, una femmina agguerrita e astuta, già di proprietà del capotribù Castoro Grigio. [...] Zanna Bianca nasce nel Wild e nasce lupo con dentro il codice genetico del cane: quest’altro archetipo alla fine prevarrà dopo una lunga storia formativa fatta di durezza e amore, rinuncia e crudeltà. Anche il padre di Zanna Bianca è un archetipo, ma il vecchio lupo grigio Occhio Solo, sopravvissuto a mille battaglie e alla furia della natura selvaggia, diventa il simbolo della vita che sopravvive a se stessa, del Wild che scorre dalle generazioni che lo hanno preceduto a quelle future.” - Dalla Postfazione di Davide Sapienza. 

“La scura foresta d’abeti si addensava accigliata da ambe le parti sul corso d’acqua gelato; gli alberi spogliati di recente dal vento del bianco rivestimento di brina, sembravano appoggiarsi gli uni agli altri, neri e sinistri, nella luce morente.
Un silenzio profondo regnava su tutta la terra.
La terra stessa era una desolazione, inanimata, immobile, così solitaria e così gelida da non suggerire nemmeno l’idea della tristezza.
C’era, in essa, quasi un accenno di riso, ma di un riso assai più terribile di qualunque tristezza: un riso privo di letizia come il sorriso della sfinge, un riso freddo come il gelo e partecipe della vanità della vita, degli sforzi della vita: era il selvaggio deserto del Settentrione, dal cuore di ghiaccio.”
Incipit

Il romanzo inizia con una grande fuga, Bill e Henry stanno conducendo la loro slitta nell’impervia valle dello Yukon, il loro carico è una bara con all’interno  il compagno di avventure, hanno promesso che lo avrebbero restituito alla sua
famiglia nel caso fosse morto e così si sono messi in viaggio per raggiungere il porto.
La strada da fare è moltissima, la natura che li circonda è aspra e selvaggia, l’inverno è il più freddo mai visto e il cibo scarseggia ovunque.
Bill e Henry si trovano presto seguiti da un branco di lupi affamati, ridotti pelle e ossa, sono disposti a tutto per ottenere un pasto.
Pian piano i cani vengono assaliti durante la notte e uccisi, Bill e Henry non capiscono: di solito i cani temono i lupi e non si avvicinerebbero mai a loro ma, il trucco è presto svelato: nel branco c’è una femmina di mezzo lupo e i cani la vedono come una di loro.
È così che London introduce la madre di Zanna Bianca, una mezza lupa che ha lasciato gli umani e si è unita a un branco di lupi.
Seguiremo la lupa nella ricerca di un compagno fino alla nascita di una bella cucciolata, vedremo Zanna Bianca aprire gli occhi e scoprire il mondo intorno a lui: gli animali, la natura e gli uomini. 

26 dicembre 2017

"L'anima della frontiera" di Matteo Righetto

Cosa mi ha attirato di questo libro? Innanzitutto la cover!
Non so voi ma mi ha catturata, una cowgirl in primo piano e un sole rosso dietro le spalle, sullo sfondo le montagne.
Poi prendi in mano il libro e scopri che parla delle tue montagne, quelle Venete, quelle della bellissima Valsugana meta di numerose vacanze a meno di un ora di viaggio da casa.
Come potevo non leggere L'anima della frontiera?



La famiglia De Boer vive a Nevada, sembra un nome americano ma non lo è, perché si tratta di una zona boscosa nell’alta val Brenta.
Proprio qui, a cavallo tra il 1800 e il 1900, era coltivato un tabacco pregiatissimo: il Nostrano del Brenta.
Le foglie essiccate venivano vendute alla corona ma, il compenso per il duro lavoro non era sufficiente al mantenimento delle famiglie che con tanta fatica coltivavano queste piante.
Per questo motivo sempre più uomini decidevano di darsi al contrabbando, nascondevano parte della produzione senza dare nell’occhio e affrontavano il viaggio per superare la frontiera tra Italia e Austria. 

26 novembre 2017

"Rovine" di Peter Kuper

Buongiorno cari lettori, la recensione di oggi riguarda una graphic novel di altissimo livello: Rovine di Peter Kuper.
Ammetto di essere un po’ intimorita nell’esprimere una mia opinione su un opera di così grande respiro e dalla bellezza inequivocabile ma, sono qui per questo quindi, anche se non sono molto esperta di graphic novel, ci tengo a farvi sapere il mio parere.


Una farfalla monarca esce dalla sua crisalide e inizia il lungo viaggio che la porterà dalla statale 87 fino al lontanissimo Messico.
Contemporaneamente una coppia parte proprio per il Messico: Samantha e George hanno preso un anno sabbatico per riscoprire le loro passioni e dare un po’ di brio a una relazione che sta crollando sotto il peso della quotidianità.
Le tematiche sono molte e si intrecciano perfettamente le une con le altre: il desiderio di maternità di Samantha che stride con un George non ancora pronto per diventare padre, la politica messicana, il tema scottante dell’immigrazione tra Messico e USA, la natura e l’inquinamento. 

12 giugno 2017

Quattro chiacchiere in compagnia: il mio viaggio a Rodi!

Quattro chiacchiere in compagnia non fanno mai male e allora ho deciso di raccontarvi com’è andato il mio viaggio a Rodi con famiglia al seguito.
Parto con il dirvi che erano ben sette anni che non prendevo un aereo, prima dell’arrivo dei bambini, io e mio marito eravamo dei viaggiatori assidui e temerari, ci piaceva visitare sempre nuovi posti e di voli ne abbiamo presi parecchi.
Poi sono arrivati i nostri mostricciatoli e non siamo più andati, abbiamo viaggiato ma sempre in auto.
Forse a bloccarci era, non solo la mancanza di soldi, ma anche un po’ di fifa, ci sembrava una fatica titanica organizzare un viaggio con passeggini, pannolini e mega valigie di cambi per neonati pasticcioni e quindi abbiamo aspettato.
Quest’anno ci siamo lanciati all’avventura e ci siamo divertiti un mondo.


Leonardo ed Elia hanno vissuto il viaggio in aereo come un lungo giro in giostra, emozionati ed eccitati guardavano ogni cosa con occhi sgranati.
L’arrivo e il pernottamento sono stati fantastici per non parlare poi delle sante ragazze che lavorano tutta l’estate per aiutare i genitori a rilassarsi un po’, le figliole del Mini Club sono state uniche e magiche.
Ma non voglio dilungarmi troppo nella descrizione della struttura preferisco parlarvi di cultura, storia e tradizioni.
Rodi è un isola dalle mille risorse che racchiude reperti storici e archeologici di notevole valore, architettura particolare, passato burrascoso e cibo interessante.
Tutta da scoprire si gira senza problemi in poche ore e lascia con il fiato sospeso per la bellezza del mare e la luminosità delle giornate.