Titolo:
The Honey Witch
§ Autrice:
Sydney J. Shields
§ Pagine:
398
Casa editrice:
Castoro Off
§ Genere:
Cozy Romantasy, Cottagecore
Marigold Claude ha ventun anni e da sempre preferisce la compagnia degli spiriti del prato a quella dei pretendenti che cercano di corteggiarla. Così, quando la nonna la porta nel cottage di famiglia sulla piccola isola di
Innisfree e le offre di diventare la prossima strega del miele, lei accetta immediatamente. Ma la magia e l’indipendenza hanno un prezzo: nessuno può innamorarsi della strega del miele.
Un giorno Lottie Burke, una giovane notoriamente scettica e scontrosa che non crede alla magia, si presenta alla porta di Marigold. La strega non riesce a resistere alla sfida di dimostrarle che la magia esiste ed è reale. Ma ben presto Marigold e Lottie iniziano a provare l’una per l’altra qualcosa che non si sarebbero mai aspettate.
E quando una magia oscura si risveglia e minaccia di distruggere il cottage, la nuova strega del miele capisce di dover lottare per molto di più della sua nuova casa, anche a rischio di perdere la sua magia… e il suo cuore.

Devo ammettere che questo è stato un periodo di letture deludenti, avevo alte aspettative per questo romanzo che si sono miserabilmente infrante dopo poche pagine, è sempre brutto iniziare un libro pensando di trovare la storia giusta per poi capire che manca tutto: la trama, i personaggi e il giusto intrattenimento.
"The Honey Witch" racconta la storia di Marigold una giovane donna che, come tutte le ragazze dell'alta società, è costretta ad optare per il matrimonio. A salvarla da un futuro già scritto, arriva la nonna materna, annunciando che la ragazza è una strega e che deve svolgere il suo compito di protettrice dell'isola di Innsfree.
Questo romanzo ha più di un problema!
Innanzitutto non è per nulla chiaro il background e il contesto storico, all'inizio del primo capitolo troviamo l'anno 1831 e, dalle varie descrizioni, sembra che le vicende siano ambientate tra la nobiltà della campagna inglese, viene fatto qualche accenno alla famiglia reale quindi siamo in una sorta di periodo regency.
Inoltre, in questa società, è comune che le persone abbiano un talento per qualche forma artistica, sono tutti poeti, scrittori, pittori, scultori, musicisti e molto altro. Marigold appartiene alla prestigiosa e ricca famiglia Cloude, il padre è un famoso pittore, il fratello un violoncellista e la sorella una cantante, solo la nostra protagonista sembra non possedere nessun dono ed essere perennemente fuori posto.
Trovandoci in un contesto di questo tipo le regole societarie sono abbastanza rigide, infatti le ragazze sono costrette al matrimonio e hanno come unico obiettivo sposarsi e mettere su famiglia, è necessario mantenere un certo comportamento in pubblico, partecipare a feste e impegni mondani, siamo quindi in una società di tipo patriarcale e classista.
In realtà Marigold fa tutto quello che vuole: rifiuta pretendenti, si sporca mentre mangia dolci, scappa dal ballo in piena notte per correre sotto la luna!
Se questo non fosse abbastanza, la contraddizione più evidente è quando ci viene fatto capire che, in questa società così rigida, l'omosessualità è ben accetta, il matrimonio è possibile e sembra essere una cosa normalissima. Trovo che sia un enorme contraddizione e che l'autrice abbia adattato tutto alle sue esigenze narrative nonostante sia forzato.
Anche l'elemento magico non ha alcun senza senso, tutto si basa sull'esistenza di due tipi di streghe: quelle del miele e quelle della cenere.
Le prime utilizzano il miele come tramite per la loro magia, creano pozioni per qualsiasi esigenza, si prendono cura delle api e della natura che le circonda. Le streghe della cenere utilizzano la cenere ma non ci viene data nessuna informazione, quali siano le doti magiche della cenere e che cosa facciano queste streghe non è dato sapere!.
Sappiamo solo che si tratta di forze contrapposte che mantengono l'equilibrio del mondo.
La nostra Marigold è una strega del miele, la nonna Althea portandola a Innisfree le rivela che la loro famiglia è stata maledetta da una strega della cenere perché non le era stato permesso sfruttare l'energia dell'isola per ottenere l'immortalità.
A causa di questo maleficio, le donne della famiglia non possono innamorarsi perché condannerebbero il povero malcapitato alla morte! Tenendo conto che sfuggire alla maledizione è facilissimo (non vi dirò nulla per non fare spoiler ma è assurdamente banale!), a Marigold non importa, per più della metà del libro non fa altro che affermare quanto l'amore sia inutile, quanto la vita di coppia non faccia per lei e quanto sia molto più importante ottenere la magia!
Peccato che cambierà idea alla velocità della luce e allora inizierà una sequela infinita di lamentele e rimpianti!
Marigold è petulante, arrogante, così ingenua da sembrare tonta, ha tutti gli indizi per scoprire chi sia il nemico e non coglie nulla, prende scelte sciocche e senza senso, fa errori ancora più sciocchi e si piange addosso continuamente!
La trama è così banale che a pagina cinque è già tutto chiaro, i colpi di scena sono scontati, non c'è suspance ne coinvolgimento, la storia amorosa si sviluppa in modo repentino e perde forza immediatamente, non ci sono valide motivazioni perché questi due personaggi si amino alla follia.
I dialoghi sembrano creati per allungare il romanzo con conversazioni senza scopo, sono infarciti di carinerie, innaturali e cringe.
Il finale è frettoloso e, ovviamente, senza senso!
L'unico elemento che mi sento di salvare è l'ambientazione cottage core, l'isola con la sua natura bucolica e lussureggiante è stupenda, la casetta di nonna Althea piena di libri, erbe aromatiche e barattoli di miele è un sogno, ci sono creature magiche protettrici della fauna e della flora e l'atmosfera cozy è veramente bella.
Purtroppo, tutto ciò, non può salvare un romanzo banale, pieno di contraddizioni e buchi di trama. Delusione totale!


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