31 marzo 2020

Arrivederci Blog...



Buongiorno cari amici, alla fine mi sono trovata costretta a scrivere questo post!
Non volevo!
Lo ammetto, speravo con tutto il mio cuore che la situazione a livello sanitario non precipitasse in questo modo ma, purtroppo, le cose non sono andare come io desideravo e quindi, essendo infermiera mi ritrovo a passare la maggior parte delle mie giornate in ospedale.
Al rientro non ho ne la forza ne la voglia per sedermi davanti a un computer e scrivere recensioni, non ho ne la forza ne la voglia di gestire anche gli appuntamenti legati alla lettura perché, oltretutto, leggere è diventato difficile e quindi preferisco leggere solo per svago senza pressioni e senza pensieri.
Allora, vi saluto, penso che questo angolino libroso riprenderà la sua attività passata la tempesta ma non so, vedrò…
Nel frattempo mi trovate sul mio profilo Instagram.
Un super abbraccio!

Cristina

26 marzo 2020

[Mondo fantasy] L'evoluzione del vampiro nella letteratura


La figura del vampiro affascina l’uomo da quasi tre secoli, infatti, nonostante continui a cambiare ed evolvere, il vampiro è sempre presente nell’immaginario collettivo.
Ma quanto è cambiato nel corso del tempo?
Le sue caratteristiche sono talmente diverse che il vampiro contemporaneo non si avvicina nemmeno lentamente al suo capostipite ottocentesco!
Con questo post desidero tenervi compagnia e fare una piccola analisi di come, questa figura affascinante e conturbante, si sia evoluta nella letteratura da ieri a oggi.

19 marzo 2020

"Millennio di fuoco-Sejia" di Cecilia Randall


Titolo: Millennio di fuoco-Sejia § Autrice: Cecilia Randall § Pagine: 390
Casa editrice: Mondadori § Genere: Fantasy

Baviera 1999 d.C. Mille anni sono trascorsi da quando il demoniaco popolo vaivar è apparso in Europa, muovendo dalle lande desolate oltre il Volga per reclamare il possesso delle terre abitate dagli umani e cambiare la Storia per sempre. Da allora una guerra infinita strazia il continente ormai condannato a un eterno medioevo, in cui i regni nati dalle ceneri dell'antico Sacro Impero sopravvivono a fatica tra alleanze precarie, rovesciamenti di fronte ed epidemie.
I vaivar avanzano con armate di creature innaturali e spaventose, i manvar: la loro marcia procede inesorabile e sono giunti ormai nel cuore della Baviera.
Ed è qui che troviamo Seija, giovane coraggiosa e tenace, l'erede di un'antica stirpe di guerrieri pagani, cacciati dalle terre di Kaleva proprio in seguito all'invasione dei vaivar. Adesso il suo popolo, decimato e nomade, sopravvive offrendo ai cristiani la propria abilità militare in cambio di cibo e di un luogo sicuro in cui piantare le tende. Seija è pronta alla lotta contro l'esercito vaivar comandato dal più grande nemico degli umani: Raivo, il Traditore dalla Mano Insanguinata, stratega temibile, condottiero spietato e unico uomo a essersi venduto anima e corpo ad Ananta, l'immortale regina dei vaivar, per farsi trasformare in un demone plurisecolare e sterminare quella che una volta era la sua specie.
Ma quando Seija è costretta ad affrontare il Traditore nel pieno della battaglia, il fantasma di un antico segreto cambia per sempre il suo destino. Perché il condottiero nemico prima esita e poi scatena contro di lei una caccia senza quartiere? Perché ne è così ossessionato da trascurare persino gli obiettivi militari, pur di catturarla? Cosa è accaduto davvero tre secoli fa alla Torre della Strage, il maniero del Traditore, nel giorno in cui Raivo ha rinunciato alla sua umanità?
Se state cercando un fantasy pensato per gli adulti non potete non leggere la dualogia di Millennio di fuoco di Cecilia Randall, molto spesso il mondo della letteratura fantasy è stra pieno di saghe create per un pubblico giovane, tanto giovane, basta pensare a tutti gli urban fantasy e tutti i fantasy young/adult che ci sono in circolazione.
Molto più difficile è trovare un fantasy crudo, duro e forte, pensato per noi lettori di una certa età.
Credo che se dovessi collocare questa duolagia in un filone preciso sceglierei quello del fantasy barbarico, infatti, la storia è un continuo susseguirsi di battaglie, duelli, inseguimenti, rapimenti e assedi.
Direi quasi che, se non fosse per i due protagonisti principali, questo primo libro sarebbe alquanto semplice: due fazioni che si odiano e si combattono da quasi mille anni, la resa dei conti è vicina, entrambe le parti lo sentono, lo percepiscono nelle ossa ma chi vincerà? 

17 marzo 2020

[GdL: The dark elements] Presentazione gruppo di lettura “Lieve come un respiro”



Buongiorno carissimi, oggi si parte con la lettura dell’ultimo capitolo della trilogia di Jennifer L. Armentrout, Lieve come un respiro.
Ho grandi aspettative per questo finale che spero vivamente non mi deluda, il secondo volume è stato molto carino ma ha assunto sfumature sempre più romance e young, accadono molte cose ma la storia rimane incentrata sui dilemmi amorosi di Layla e, a lungo andare, la sua confusione e i suoi continui ripensamenti, mi hanno un po’ infastidita!
Ora conto in un ritorno di Roth e in una Layla agguerrita ma soprattutto sveglia!
Sul blog trovate le recensioni degli altri due libri della serie: Caldo come il fuoco e Freddo come la pietra.

16 marzo 2020

[Questa volta leggo...] "Quel che affidiamo al vento" di Laura Imai Messina


Titolo: Quel che affidiamo al vento § Autrice: Laura Imai Messina § Pagine: 256
Casa editrice: Piemme § Genere: Narrativa, Drammatico

Sul fianco scosceso di Kujira-yama, la Montagna della Balena, si spalanca un immenso giardino chiamato Bell Gardia. In mezzo è installata una cabina, al cui interno riposa un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi è nell'aldilà. Quando su quella zona si abbatte un uragano di immane violenza, da lontano accorre una donna, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. Si chiama Yui, ha trent'anni e una data separa quella che era da quella che è: 11 marzo 2011. Quel giorno lo tsunami spazzò via il paese in cui abitava, inghiottì la madre e la figlia, le sottrasse la gioia di essere al mondo. Venuta per caso a conoscenza di quel luogo surreale, Yui va a visitarlo e a Bell Gardia incontra Takeshi, un medico che vive a Tokyo e ha una bimba di quattro anni, muta dal giorno in cui è morta la madre. Per rimarginare la vita serve coraggio, fortuna e un luogo comune in cui dipanare il racconto prudente di sé. E ora che quel luogo prezioso rischia di esserle portato via dall'uragano, Yui decide di affrontare il vento, quello che scuote la terra così come quello che solleva le voci di chi non c'è più. E poi? E poi Yui lo avrebbe presto scoperto. Che è un vero miracolo l'amore. Anche il secondo, anche quello che arriva per sbaglio. Perché quando nessuno si attende il miracolo, il miracolo avviene. Laura Imai Messina ci conduce in un luogo realmente esistente nel nord-est del Giappone, toccando con delicatezza la tragedia dello tsunami del 2011, e consegnandoci un mondo fragile ma denso di speranza, una storia di resilienza la cui più grande magia risiede nella realtà.

Buon lunedì cari lettori, oggi vi tengo compagnia con la recensione di Quel che affidiamo al vento, romanzo edito Piemme che ho letto per il Gruppo di Lettura Questa volta leggo, tema del mese: un libro con i fiori in copertina.

Yui è una giovane donna con il cuore spezzato, una perdita enorme ha distrutto la vita, l’11 marzo 2011, il più grande tsunami mai registrato in Giappone le ha portato via la figlia e la madre, da allora si sente rotta, come un orologio fermo al momento in cui tutto ha perso significato!
I capelli di Yui sono l’emblema di una pausa infinita: le punte bionde e la base nera, lo stacco tra i due colori è la rottura, il prima e il dopo, la vita e la morte!
Un giorno Yui scopre l’esistenza del Telefono del Vento, una cabina telefonica installata nell’immenso giardino di Bell Gardia, sul fianco ripido della Montagna della Balena.
Lì, migliaia di persone si recano per parlare, attraverso questo telefono scollegato, ai propri cari persi per sempre, alzano la cornetta e affidano le loro parole al vento perché le porti fino nell’aldilà.