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8 novembre 2018

"Ink" di Alice Broadway


Buongiorno lettori, eccomi di ritorno dopo una pausa necessaria, avevo bisogno di ricaricare le pile e di recuperare parecchie letture arretrate.
Ma, bando alle ciance, e cominciamo con questa recensione non proprio positiva. In molti mi avete chiesto di questo libro mentre lo stavo leggendo, in un primo momento non mi ero sentita di bocciarlo ma più proseguivo la lettura più mi rendevo conto dei numerosissimi difetti che hanno rovinato un’idea interessante e originale.


Titolo: Ink § Autrice: Alice Broadway § Pagine: 375
Casa editrice: Rizzoli § Genere: Fantasy, distopico

Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondere... Non ci sono segreti a Saintstone: dall'istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all'oblio che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un'intera vita. Quando l'amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l'uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio...

Il mondo creato da Alice Broadway è davvero singolare: lo stato costringe i cittadini a tatuare sulla pelle ogni evento importante della loro vita, non ci sono segreti e tutti sono sotto stretto controllo.
Il tatuaggio oltre a uno scopo sociale ha un valore religioso importantissimo, infatti, con la pelle del defunto viene creato un libro che subisce la “pesatura dell’anima”, un rituale che serve a determinare la bontà dell’individuo nel corso della sua vita.
Se il libro di pelle supererà questo giudizio verrà consegnato alla famiglia che potrà così ricordare per sempre il caro parente defunto, se però fallirà, il volume sarà dato alla fiamme e, l’anima e il ricordo della persona, si perderanno nell’oblio.
Essere dimenticati è la più grande disgrazia che possa mai accadere. 
Leora non ha mai dubitato del padre, un uomo buono e amato da tutti ma, quando il libro di pelle del genitore viene confiscato per un’indagine, i dubbi
iniziano ad assalirla.
Le domande si accavallano nella sua mente e non trovano risposta fino a quando, una mattina, non assiste alla condanna pubblica di un uomo che viene marchiato sulla testa dal simbolo del corvo: il segno dei dimenticati, persone che hanno commesso atti orribili e che, per punizione, non verranno ricordati.
Il loro libro sarà, infatti, bruciato senza possibilità di remora.
Improvvisamente, Leora, ricorda che anche il padre aveva lo stesso tatuaggio ma non sa il perché e soprattutto non sa dove quel simbolo sia finito, visto che sul libro di pelle del defunto non c’è.
Cosa le hanno sempre nascosto i suoi genitori?
Chi era veramente suo padre?
Leora dovrà scoprire il mistero della sua famiglia e accettare una realtà inconcepibile.
Parlare di questo romanzo non è per niente facile ma cercherò di riassumere con ordine e precisione i vari punti che desidero prendere in considerazione.
Iniziamo dalla storia che presenta moltissime falle, errori evidenti e momenti senza senso.
Un esempio lampante è la gestione dei tatuaggi da parte dello stato: partiamo dal presupposto che si tratta di un governo distopico e dittatoriale che controlla la popolazione per mezzo del tatuaggio.
Siamo davanti a un sistema religioso/politico che è riuscito a manipolare la gente, fino a farle credere che l’unico modo per salvare la propria anima è tatuarsi e mettere così a nudo la loro vita.
Ci sono quindi una serie di tatuaggi obbligatori, simboli vari che indicano: età, sesso, data di nascita, famiglia, matrimonio, lavoro e molto altro.
Tutti questi tatuaggi sono registrati dallo stato e quindi, primo errore, se il padre di Leora è stato condannato con il corvo perché lo stato deve fare un’indagine per sapere cosa aveva fatto?
Se i tatuaggi sono registrati basta guardare negli archivi e si hanno tutte le risposte!
Invece no! Lo stato non sa nulla!
Altro dettaglio: le persone, oltre ai tatuaggi obbligatori, devono fare altri simboli per raccontare la loro vita ma questi sono liberi e non vengono registrati, quindi che tipo di controllo ha questa dittatura sui suoi cittadini?
Nessuno sarebbe così stupido da tatuarsi qualcosa che dichiari i suoi crimini e i suoi segreti.
Ma qui, la scrittrice, risolve il problema inventando la professione del lettore, una persona con il dono di leggere i tatuaggi che sotto i suoi occhi prendono vita rivelando tutto quello che c’è da sapere.
Il problema è che non spiega perché il lettore riesca a fare questa cosa e, allo stesso tempo, racconta che il tatuatore può dissimulare la realtà per non permettere al lettore di carpire i segreti nascosti dentro il disegno.
E quindi? Come la mettiamo? Non ha senso!
Trovo poco logico che uno stato che controlla i cittadini con la pratica del tatuaggio non registri tutto e lasci libere le persone di scegliere, dov’è la distopia?
Dopo queste polemiche sulla struttura devo ammettere che l’idea dei libri di pelle umana fa impressione, è sicuramente originale ma è anche schifosissima!
Per non parlare della biblioteca che non è altro che un cimitero di libri di pelle, infatti, il libro di pelle di chi non ha una famiglia viene accolto qui, dove tutti possono andare a leggerlo. Allucinante!
Le scopiazzature sono ovunque, la pesatura dell’anima è un rituale dell’Antico Egitto ma, anche le leggende alla base della religione dei tatuaggi sono copie di favole comunissime, come La bella Addormentata o Biancarosa e Rossella.
Mi concedo due parole sulla protagonista: Leora, una ragazza insulsa e assolutamente passiva, per gran parte del libro scopre cose ovvie e non fa nulla, non reagisce, non indaga e rifiuta di capire cosa sta accadendo.
Leora scappa continuamente e la maggior parte dei capitoli si concludono con lei che corre disperata da qualche parte!
Ovviamente in questo mondo, oltre al governo, c’è un nemico terribile: gli intonsi, le persone che si sono rifiutate di tatuarsi e vivono nel peccato e nella dissoluzione.
Questo popolo di ribelli è stato esiliato e, a quanto pare, vive nella miseria più totale, sono impuri, sporchi e orribili, esseri ripugnanti che possono rovinare la società. Ma, dove sono?
Nel libro non appaiono mai e non minacciano nessuno, insomma, un nemico fantasma!
Spero di essere stata abbastanza chiara nella mia analisi, erano tante le cose che volevo dire e ce ne sarebbero ancora moltissime.
Il libro scorre veloce e la storia incuriosisce ma non so se proseguirò questa trilogia, il primo volume non mi è piaciuto e, anche se sono convinta che l’idea alla base poteva essere davvero interessante, sono altrettanto convinta che sia stata sviluppata male e con poco senso logico.
Mah!

Valutazione


3 commenti:

  1. Accidenti l'ho ordinato e ora è in attesa sul comodino. Adesso che faccio? Non ho voglia di perdere tempo per un libro di questo tipo. Peccato. Un saluto da Lea

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    1. La copertina e la trama originale fregano parecchio ma, magari a te piace, ho sentito molti pareri positivi in giro!

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    2. Magari leggo le prime 50 pagine. Grazie

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