26 marzo 2020

[Mondo fantasy] L'evoluzione del vampiro nella letteratura


La figura del vampiro affascina l’uomo da quasi tre secoli, infatti, nonostante continui a cambiare ed evolvere, il vampiro è sempre presente nell’immaginario collettivo.
Ma quanto è cambiato nel corso del tempo?
Le sue caratteristiche sono talmente diverse che il vampiro contemporaneo non si avvicina nemmeno lentamente al suo capostipite ottocentesco!
Con questo post desidero tenervi compagnia e fare una piccola analisi di come, questa figura affascinante e conturbante, si sia evoluta nella letteratura da ieri a oggi.

IL VAMPIRO OTTOCENTESCO-LE ORIGINI
Molti non sanno che il primo vampiro della letteratura non è il famosissimo Dracula di Bran Stoker ma, quello di The Vampyre scritto da Polidori in quel particolare weekend in cui anche Mary Shelley scrisse Frankenstein.
Proprio così, nel giugno del 1816, un gruppo d’intellettuali si riunì per una vacanza sul lago di Ginevra, il maltempo li costrinse al chiuso e così, annoiati, iniziarono a leggere storie dell’orrore fino
a quando Byron (famoso poeta inglese) non propose una sfida: ognuno di loro avrebbe dovuto scrivere una storia dell’orrore inedita.
Tutti conosciamo la storia che porto alla creazione della maestosa opera di Mary Shelley ma pochi sanno che anche Polidoro sfornò qualcosa di molto interessante: la prima figura di vampiro in letteratura.
The Vampyre fu tradotto in tutta Europa ed ebbe un successo incredibile, il vampiro di Polidori apparteneva all’alta società, era ricco, affascinante e intelligente, attirava le donne come il miele fa con le api ed era pervaso da una malvagità senza pari!
Le leggende di quel tempo dipingevano i vampiri come creature animalesche, senza senno che, guidate dall’istinto e dall’odore del sangue, attaccavano la gente sperduta nelle campagne o nelle foreste. Quello che fece Polidoro fu umanizzare il mostro delle storie popolari ammantandolo di mistero e fascino ma impregnandolo di male e cupidigia, un essere potente e tenebroso che osserva gli umani e li deride.
Il salto successivo avvenne nel 1897 con la pubblicazione di Dracula di Bran Stoker, considerato da tutti il capolavoro della letteratura horror vampiresca!
Per la creazione del suo vampiro, Bram Stoker prese ispirazione dalla storia di Vlad III di Valacchia, conosciuto con il nome di Vlad o Dracula per la sua appartenenza alla Casa dei Draculesti, oppure l’Impalatore per la sua predilezione ad impalare i nemici.
La reputazione di Vlad si diffuse in tutta Europa e le leggende non tardarono ad arrivare, da qui il romanzo di Stoker, dove il vampiro è un essere crudele, sanguinario e profondamente malvagio, sterile ma dotato di un fascino incredibile, ammaliante e seducente, nonostante la sua incapacità nel compire l’atto sessuale, il vampiro ha una grande forza erotica perché l’atto stesso di mordere al collo e di succhiare richiama un immaginario erotico e di dominanza molto intenso.
Si tratta di una creatura di tenebra, non può muoversi di giorno perché la luce del sole lo annienterebbe, è così impuro e blasfemo da non sopportare la vista della croce, delle rose bianche e da doversi allontanare in presenza di aglio e acqua santa.
È immortale, forte, potente, ha poteri psichici, ammalia la mente degli umani e la plasma a suo piacimento, può essere ucciso solo con un paletto di frassino piantato nel cuore o con il fuoco.
Questa è la figura di vampiro da cui sono nati tutti i vampiri successivi, un essere che rappresenta la tenebra, il lato oscuro, la sessualità sfrenata, gli istinti, la malvagità e la violenza che si nascondono nell’animo umano; proprio per questi motivi ebbe tanto successo!
Ma cosa è cambiato nel tempo?

IL VAMPIRO MODERDO-DALLA RICE A TWILIGHT
La letteratura moderna ha abbandonato la figura del vampiro per parecchio tempo, infatti, lo scettro di regina indiscussa del genere horror vampiresco, è appartenuto per anni a Anne Rice, un’autrice che amo follemente e di cui ho letto tutto!
I vampiri della Rice mantengono caratteristiche simili a quelle di Dracula, sono creature
immortali che possono essere uccise solo con un paletto nel cuore, con il fuoco ma anche con il dissanguamento e il taglio della testa (come sono macabra! ;D), hanno forza sovra umana, possiedono poteri particolari, ammaliano le loro vittime e si muovono nella notte.
Ma, oltre a nuovi modi per ucciderli, la Rice ha aggiunto altri dettagli, infatti i suoi vampiri sono esseri bellissimi, di una perfezione incredibile, terribilmente affascinanti, non sono attivi sessualmente perché come Dracula sono incapaci di compiere l’atto sessuale vero e proprio ma, sono però attivi per quanto riguarda tutto il mondo delle effusioni amorose, sono quasi sempre bisessuali, non hanno vera e propria predilezione per donne o uomini, vanno alla ricerca del piacere e si nutrono di sangue umano come apice di questo momento di intimità, il morso, alla fin fine, rappresenta l’orgasmo!
La Rice, avvolge i suoi vampiri di mistero e oscurità ma, da loro la possibilità di resistere al sole quando diventano estremamente longevi.
Ma il tratto più distintivo di questo gruppo di creature è che possiedono un’anima e una coscienza, non sono male assoluto, sono dannati, sono egoisti e lussuriosi ma non sono completamente malvagi, anzi, si può dire che si muovano e agiscano sulla base di quello che muove gli essere umani: l’amore.
Ecco la prima grande trasformazione!
Il vero cambiamento però è arrivato con i romanzi di Stephenie Meyer e la sua famosissima saga
Twilight, con la sua storia l’autrice ha rivoluzionato la figura del vampiro rendendolo il prototipo perfetto del ragazzo bello e dannato!
Una sorta di James Dean vampiresco!
I vampiri della Meyer non solo hanno un anima ma sono anche coscienziosi, rispettano gli umani, bevono solo sangue animale, possono muoversi sia di giorno che di notte, hanno forza sovraumana, possono fare l’amore e procreare, vivono ai margini della società pur cercando, a loro modo, di aiutare gli umani.
In pratica, non sono vampiri ma super eroi imbellettati!
Non vi nascondo che questo nuovo tipo di vampiro che spopola nel genere fantasy young/adult (perché qui non si può più parlare di horror) non mi entusiasma, a mio parere ha perso la maggior parte del suo fascino!

IL VAMPIRO DA PRINCIPE DELLE TENEBRE A PRINCIPE AZZURRO!
Il vampiro, dopo Edward Cullen, assume connotazioni romantiche, pochi sono i romanzi che si avvicinano al tanto amato, oscuro e malvagio vampiro ottocentesco, forse l’unico libro che, in questo momento, è riuscito a riproporre quel tipo di vampiro è Dracul di Drake Stoker (la mia recensione QUI).
Per quanto riguarda gli altri libri o serie degli ultimi anni siamo ben lontani ma, andiamo a vedere cosa c’è di diverso.
-Stephen King con Le notti di Salem e George R.R. Martin con Il battello del delirio, ci donano due horror vampireschi di tutto rispetto, qui il vampiro ritorna ad essere una creatura oscura, malvagia e assetata di sangue ma perde la sua connotazione elegante e aristocratica, tipica di Dracula, per
assumere tinte più mostruose, si tratta, infatti, di esseri orribili, animaleschi, feroci e istintivi.
In sostanza, possiamo definirlo come il vampiro splatter che tanto piace nei film horror ma che io ho sempre odiato!
Per quel che mi riguarda il vampiro non si sporca quando si nutre!
-Laurelle Hamilton con la serie di Anita Blake, Charleine Harris con la serie di Sookie Stackhouse (da cui è stata tratta una serie tv) e J.R. Ward con la serie di La confraternita del pugnale nero, ci regalano storie di horror con forte sfumature romance ma, soprattutto, con vampiri sessualmente super attivi!
La Hamilton ha creato un gruppo di creature che non fa altro che fare sesso, vampiri che si muovono e agiscono solo in base a pulsioni sessuali o alla sete di sangue o al desiderio di potere, mantengono le caratteristiche di base del vampiro ottocentesco, infatti, sono creature della notte, sono malvagi, egoisti, capricciosi, non hanno nessuna considerazione per gli esseri umani che vedono come veri e propri giocattoli ma sono contaminati da elementi moderni.
Hanno super poteri di vario genere e tipo, sono bellissimi e sessualmente attivi (anche troppo) e sembra si possano innamorare, vivono in mezzo a noi in una società che ha accettato senza troppi problemi la loro presenza.    
Per la Harris i vampiri sono sempre forti, potenti, vivono di notte e si nutrono di sangue, fanno parte della società che ha preso atto della loro presenza ma che non li ha accettati, mantengono però dei tratti più brutali, sono più splatter, pur rimanendo belli e tenebrosi, sono sessualmente attivi,
lussuriosi e possono innamorarsi.
Per quanto riguarda la Ward diciamo che non si parla più molto di horror ma di romance horror o ancora di più di dark romance, l’elemento horror, ovvero la figura del vampiro è utile alla storia perché rende le vicende amorose della protagonista ancora più conturbanti.
-Infine arriviamo al vampiro adolescente! Il diretto discendente di Edward Cullen!
Lisa Jane Smith ha venduto milioni di copie con la serie Il diario del vampiro, dove due bellissimi vampiri rivali, uno buono e l’altro cattivo, si contendono la bella, brillante ragazza della porta accanto: Elena.
Richelle Mead con la sua serie l’Accademia dei vampiri ci porta addirittura all’interno delle mura di un college frequentato da vampiri adolescenti, perché ovviamente i vampiri si possono riprodurre ed esistono vere e proprie casate di vampiri puri e nobili (avete presente i Purosangue, i Mezzosangue e i Babbani? Ecco, uguale!)
Come per Twilight anche qui il vampiro non è più una figura horror ma una figura fantasy, un elemento fantastico che rende la serie più intrigante e maliziosa.

Alla fin fine il vampiro si trasforma nel prototipo perfetto di principe azzurro, un essere sovrannaturale terribilmente bello e affascinante che sceglie di innamorarsi di una mortale: a volte è una strega, a volte è una negromante, a volte è una donna dotata di straordinario fascino ma molto spesso è la ragazza un po’ sfigata della porta accanto!
Lui le dichiara amore eterno, le dona la sua protezione imperitura, la riempie di attenzioni e la seduce con notti di sesso folle e appassionato (vuoi mettere? Con l’esperienza che ha!), cosa volere di più?
Ecco qui la trasformazione: da essere malvagio, oscuro, affascinante e soprattutto non morto, a principe azzurro, adolescente o adulto che sia ma “finto non morto”, sempre premuroso, amorevole e protettivo con la propria conquista quasi al limite del possesso e dell’ossessione!
Piccolo dettaglio che ci sfugge è, che mentre prima le donne erano ammaliate contro la loro volontà da Dracula, ora le donne si buttano letteralmente ai piedi di Edward, Jean Claude, Bill, Damon e molti altri.


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