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13 maggio 2017

"Tredici" di Jay Asher

Mamma mia che fatica trovare il tempo per scrivere questa recensione! Giornate sempre più piene e serate dove sono sempre più esausta hanno reso quasi impossibile trovare un paio d’ore per buttare giù queste righe.
Ma eccomi qui e oggi sono decisa più che mai a portare a termine la Recensione.
Il libro in questione è Tredici di Jay Asher, un romanzo super gettonato in questo periodo e presente nella maggior parte dei blog che si occupano di libri.
Il motivo è semplice: “Tredici” uscito in sordina qualche anno fa ora, è stato rilanciato dall'acclamata serie televisiva di Netflix.
Tredici puntate che hanno colpito il pubblico in modo impressionante catapultandolo in mezzo a tematiche scottanti come il bullismo, il suicidio e la sessualità in età adolescenziale.
Per scelta ho deciso di leggere prima il libro e poi vedere la serie, un po’ perché non volevo rovinarmi la lettura e un po’ perché ho notato che moltissime blogger hanno apprezzato molto di più la serie del romanzo.
A me è piaciuto ma non come avrei pensato.


Clay è un ragazzo all'ultimo anno di liceo che in una mattina come tante altre riceve un pacco contenente sette cassette, ingenuamente inserisce la prima nel mangianastri e inizia ad ascoltare.
Quello che sentirà lo lascerà sconvolto e cambierà per sempre il suo modo di vedere la realtà! 
Hannah sta parlando attraverso quelle cassette, raccontando la sua vita e le esperienze degli ultimi mesi, peccato che Hannah sia morta.
La ragazza si è suicidata due settimane prima senza spiegazioni e ora su quei maledetti nastri è incisa la storia del perché sia arrivata a prendere quella decisione terribile: togliersi la vita.
Una lista di tredici persone che hanno causato la sua depressione e quindi la sua
morte, ogni cassetta è dedicata a una di loro.
Per Clay sarà un’agonia, segretamente amava Hannah da sempre e non può credere di essere uno dei motivi della sua scomparsa ma la verità si può trovare solo ascoltando e lui lo farà fino in fondo.

Vorrei non aver mai posato gli occhi su quel pacco e sulle sette cassette che contiene.
Premere PLAY la prima volta è stato facile. Un gioco da ragazzi.
Non avevo idea di cosa ci fosse registrato.
Ma adesso, è una delle sensanzioni più terrificanti che abbia mai provato.
Abbasso il volume e schiaccio PLAY.

Devo dire che l’idea alla base di questo romanzo è geniale anche se terribilmente tragica e drammatica.
L’autore fa luce sulla realtà delle scuole americane dove il bullismo è all'ordine del giorno e dove l’indifferenza è una cosa totalmente spontanea.
Infatti quello che più colpisce non è ciò che succede ad Hannah ma quello che non succede, ovvero la completa incapacità da parte di chi la circonda di accorgersi del suo malessere o peggio la mancanza di interesse nel momento in cui si capisce che sta realmente succedendo qualcosa di grave.

Il mio non è stato un gesto avventato.
Non datemi per scontata… una seconda volta.
No. Non può pensarlo sul serio.
Vi tengo d’occhio.

Il bullismo come la depressione sono realtà sempre più frequenti ma l’unico modo per sconfiggerle è agire, aiutare e difendere chi ne viene colpito.
Invece molto spesso si vede il compagno bullizzato ma non si fa nulla per paura o per mancanza di interesse.
Hannah viene lasciata a se stessa e questo è quello che fa più male.
Gli stessi adulti che la circondano o non notano nulla o non sanno cosa fare, lo stesso sistema scolastico è mediocre e inadeguato.
Hannah ribadisce più volte che è fondamentale l’impatto che le persone hanno su di noi, a volte agiamo senza renderci conto che le nostre parole e i nostri gesti possono ferire, che le azioni hanno delle conseguenze e che un atto può innescare un meccanismo a valanga che travolge chi ci sta intorno portandolo a fondo con sé.
Tendiamo a pensare solo a noi stessi senza capire che una scelta può ripercuotersi sugli altri, ovviamente non voglio dire che per prendere una decisione dobbiamo pensare a tutti ma che, se la decisione è importante o se si tratta di una bravata, dobbiamo valutare molto bene le conseguenze.

Non si può mai sapere con certezza che tipo d’impatto ognuno di noi può avere sugli altri.
Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Eppure, questo impatto esiste eccome.

Purtroppo non mi sono sentita pienamente coinvolta, la storia è indubbiamente travolgente e quello che succede ad Hannah lascia abbastanza scioccati ma i vari colpevoli che si susseguono nelle
cassette sono poco approfonditi e scorrono veloci senza lasciare molte tracce.
L’alternarsi della voce di Hannah e dei pensieri di Clay è uno stratagemma ben riuscito e rende il libro dinamico e accattivante ma in questo modo i personaggi restano piatti, sembrano una carrellata di nomi associata ad azioni ma non vere e proprie persone.
Più di una volta mi è capitato di ritrovare la stessa persona in altre cassette ma di non ricordare cosa aveva fatto di preciso. Un vero peccato.
Un'altra pecca che ho riscontrato è che le motivazioni che conducono Hannah al suicidio sono un po’ inverosimili, non dico che non possano succedere certe cose ma che accadano, in così breve tempo, tutte contemporaneamente alla stessa persona è un po’ esagerato. Soprattutto verso la fine ho percepito la sensazione che fosse spinto tutto all'ennesima potenza.
Nonostante questo Tredici è interessante e si legge d’un fiato perché non puoi fare a meno di sapere, devi scoprire cosa è scattato nella testa di questa giovane donna, vuoi delle spiegazioni e quindi leggi.
Guarderò sicuramente la serie televisiva anche se sapere che faranno la seconda stagione mi ha un po’ spiazzato.
Valutazione

Se una canzone ti fa piangere e tu non hai più voglia di piangere,
puoi smettere di ascoltarla.
Ma non puoi sfuggire da te stesso.
Non puoi decidere di smettere di vederti. O di spegnere il rumore che hai in testa.



AUTORE: Jay Asher vive in California, è stato bibliotecario e libraio in ogni tipo di libreria, da quelle indipendenti a quelle di catena. Tredici dopo essere stato pubblicato nel 2007 e aver avuto un grandissimo successo, nel 2017 è diventato anche una serie originale Netflix in tredici puntate.

4 commenti:

  1. Ciao Cristina! Io lo avevo letto una decina di anni fa, quando era appena uscito, ma sinceramente non mi aveva detto molto. Le tematiche sono delicate, ma trovo che l'autore le abbia trattate in maniera superficiale, non so. La serie purtroppo non l'ho vista perché non ho Netflix, ma prima o poi mi piacerebbe recuperarla :)

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    1. Ciao, concordo a pieno. Anch'io ho avuto la sensazione che tutto fosse buttato un po' lì e poco approfondito: i personaggi, le tematiche e la storia. Ovviamente è un libro di impatto e sicuramente originale ma doveva essere approfondito meglio.

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  2. Ciao! Anche a me questo romanzo non ha convinto del tutto. L'idea è molto interessante e il bullismo è sicuramente un problema importante da affrontare, ma in generale mi è sembrato troppo superficiale e poco incisivo. Non sono riuscita per niente ad empatizzare con Hannah, anzi a tratti l'ho trovata veramente fastidiosa. Confermo che la serie di Netflix è strutturata meglio ed è decisamente più di impatto :)

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    1. Ciao Viola, sono d'accordo con te e credo che la serie proverò a vederla, me ne avete tutte parlato molto bene.

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