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3 marzo 2018

"Zanna Bianca" di Jack London


Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi propongo la recensione di un classico della narrativa per ragazzi: Zanna Bianca di Jack London.
La mia copia è vecchissima, pensate che al suo interno c’è la dedica della maestra delle elementari che me la regalò.
Peccato che, nonostante fossi una grande lettrice anche da piccola, il libro rimase abbandonato sullo scaffale per anni. Iniziai a leggerlo ma non superai mai il primo capitolo, non mi piaceva ed ero parecchio timorosa.
Ora, alla mia veneranda età, ho deciso di riprenderlo in mano e leggerlo.


Titolo: Zanna Bianca § Autore: Jack London § Pagine: 274
Casa Editrice: Rizzoli § Genere: Storico, Narrativa per ragazzi
Età di lettura: 10 anni

“Zanna Bianca, il protagonista del romanzo, è l’unico di quattro cuccioli che riesce a sopravvivere in una grotta dello Yukon, sopra un torrente, lontano da ovunque. Dentro la tana inaccessibile, il piccolo lupo viene al mondo generato da colei che viene semplicemente presentata come ‘la lupa’ e la prima parte del libro lascia in questa sospensione il lettore per condurlo sulla pista dei valori ‘primordiali’, senza nomi e cognomi. È come se London volesse sfruttare un archetipo e i suoi simboli; solo in seguito scopriamo che ‘la lupa’ è Kiche, figlia di un lupo e di un cane, una femmina agguerrita e astuta, già di proprietà del capotribù Castoro Grigio. [...] Zanna Bianca nasce nel Wild e nasce lupo con dentro il codice genetico del cane: quest’altro archetipo alla fine prevarrà dopo una lunga storia formativa fatta di durezza e amore, rinuncia e crudeltà. Anche il padre di Zanna Bianca è un archetipo, ma il vecchio lupo grigio Occhio Solo, sopravvissuto a mille battaglie e alla furia della natura selvaggia, diventa il simbolo della vita che sopravvive a se stessa, del Wild che scorre dalle generazioni che lo hanno preceduto a quelle future.” - Dalla Postfazione di Davide Sapienza. 

“La scura foresta d’abeti si addensava accigliata da ambe le parti sul corso d’acqua gelato; gli alberi spogliati di recente dal vento del bianco rivestimento di brina, sembravano appoggiarsi gli uni agli altri, neri e sinistri, nella luce morente.
Un silenzio profondo regnava su tutta la terra.
La terra stessa era una desolazione, inanimata, immobile, così solitaria e così gelida da non suggerire nemmeno l’idea della tristezza.
C’era, in essa, quasi un accenno di riso, ma di un riso assai più terribile di qualunque tristezza: un riso privo di letizia come il sorriso della sfinge, un riso freddo come il gelo e partecipe della vanità della vita, degli sforzi della vita: era il selvaggio deserto del Settentrione, dal cuore di ghiaccio.”
Incipit

Il romanzo inizia con una grande fuga, Bill e Henry stanno conducendo la loro slitta nell’impervia valle dello Yukon, il loro carico è una bara con all’interno  il compagno di avventure, hanno promesso che lo avrebbero restituito alla sua
famiglia nel caso fosse morto e così si sono messi in viaggio per raggiungere il porto.
La strada da fare è moltissima, la natura che li circonda è aspra e selvaggia, l’inverno è il più freddo mai visto e il cibo scarseggia ovunque.
Bill e Henry si trovano presto seguiti da un branco di lupi affamati, ridotti pelle e ossa, sono disposti a tutto per ottenere un pasto.
Pian piano i cani vengono assaliti durante la notte e uccisi, Bill e Henry non capiscono: di solito i cani temono i lupi e non si avvicinerebbero mai a loro ma, il trucco è presto svelato: nel branco c’è una femmina di mezzo lupo e i cani la vedono come una di loro.
È così che London introduce la madre di Zanna Bianca, una mezza lupa che ha lasciato gli umani e si è unita a un branco di lupi.
Seguiremo la lupa nella ricerca di un compagno fino alla nascita di una bella cucciolata, vedremo Zanna Bianca aprire gli occhi e scoprire il mondo intorno a lui: gli animali, la natura e gli uomini. 
La prima parte del libro, ossia i cinque capitoli iniziali sono narrati dal punto di vista di Bill e Henry ma dal momento in cui nasce Zanna Bianca, percorriamo la storia dal suo punto di vista.
Si tratta di una narrazione molto particolare, London cerca di spiegare le emozioni e le percezioni del lupo, come gli appare la natura e tutto ciò che lo circonda.
Zanna Bianca ci racconta come esista una differenza sostanziale tra le cose vive e le cose morte, più nello specifico le cose vive possono essere uccise e quindi morire ma le cose che per loro natura sono già morte, come sassi e bastoni, rimangono morte per sempre.
Quando Zanna Bianca incontra per la prima volta l’uomo capisce immediatamente di avere davanti un essere superiore, lui è un lupo e può
interagire solo con le cose vive ma, l’uomo ha il potere di prendere, utilizzare e interagire anche con le cose morte. Con esse l’essere umano crea oggetti straordinari e domina sul resto della natura, Zanna Bianca li vede come dei.
London è molto bravo nel descriverci i pensieri del lupo, come apprende le varie nozioni che gli vengono insegnate e come acquista consapevolezza di se stesso e della dualità degli uomini, perché la mano può nutrire ma anche fare del male.
La vita del giovane lupo non è affatto facile e il suo carattere si plasmerà soprattutto sulla base di esperienze negative, Zanna Bianca diventerà feroce e temuto.
Sullo sfondo scorgiamo la vita vera degli uomini in quel periodo storico e in quel determinato luogo, stiamo parlando della valle dello Yukon, selvaggia e attraversata da un imponete e pericolo fiume.
A nord di questa immensa vallata c’è il famoso Klondike, territorio che, verso la fine del XIX secolo, ha attirato numerosi avventurieri da tutto il mondo alla ricerca dell’oro.
Questo fenomeno vastissimo verrà chiamato “La febbre dell’Oro”.
Le descrizioni storiche dedicate alla vita dei villaggi indiani, l’utilizzo
della slitta e le attività nelle piccole città sono ricche di particolari e molto interessanti.
Il merito dobbiamo ricercarlo nell’esperienza dell’autore che trascorse molti anni nel Klondike alla ricerca di oro.
Purtroppo, a parte i primi capitoli, il libro è lento e a tratti noioso, London dedica intere pagine per farci capire i sentimenti di Zanna Bianca e il modo in cui la sua mente apprende nuove nozioni, dedica paragrafi interi a un episodio di caccia o a un combattimento tra cani.
Descrizioni su descrizioni che, a lungo andare, risultano pesanti e rallentano terribilmente l’intera narrazione.
La lettura di questo classico d’avventura è stata piacevole ma non mi ha completamente soddisfatta, immaginavo un romanzo molto più scattante e intrepido, inoltre avevo in testa il film Disney del 2001, ho amato quella trasposizione ma, vi assicuro che non ha nulla a che vedere con l’originale.
Mentre nel film Disney c’è un sentore di speranza, voglia di rivalsa e amore per gli animali, il libro è pervaso da un senso di oscurità, le persone sono selvagge come la natura che le circonda, prese dai propri interessi o smarrite nella continua ricerca di qualcosa che non troveranno mai.
La natura così crudele e aspra entra dentro gli uomini e li rode, li logora e li porta a essere altrettanto crudeli.
Pochi riescono a mantenersi puri e nobili di cuore.
Zanna Bianca è un romanzo intenso che parla di sopravvivenza e natura.
Tra le righe emerge una grande riflessione: l’essere umano e la sua influenza sugli animali perché, la mano dell’uomo, può plasmare un animale e renderlo buono o cattivo.

Valutazione 



Conosci l'autore
Jack London (San Francisco, 1876 - Glen Ellen, California, 1916) è stato autore molto prolifico e tra l’altro scrisse: i romanzi avventurosi Il richiamo della foresta (1903), Il lupo di mare (1904), Zanna Bianca (1906); i romanzi autobiografici La strada (1907), Martin Eden (1909), John Barleycorn (1913); oltre a diversi racconti, reportage, saggi, trattati politici, e inchieste come Il popolo dell’abisso (1903). Il Tallone di Ferro (1908) è stato pubblicato da Feltrinelli per la prima volta nel 1972. Nei “Classici”, Feltrinelli ha edito anche, in unico volume, Il richiamo della foresta - Bâtard - Preparare un fuoco (2012), Zanna Bianca (2014), Il vagabondo delle stelle (2015) e Martin Eden (2016).
Avventuriero ed esploratore, si imbarcò più volte su navi per scoprire mari sconosciuti e partecipò alla "Febbre dell'Oro" nella valle dello Yukon in Alaska.


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