13 gennaio 2019

"La leggenda della rosa di Natale" di Selma Lagerlöf

Buongiorno cari lettori, sono un po’ in ritardo con le recensioni in particolare con questa perché, per molti, si tratta di un libro natalizio, in realtà non è così e solo il primo racconto può essere considerato tale. 
Il titolo, in questo caso, è decisamente fuorviante e, a mio parere, pensato sulla base del marketing, sarebbe stato molto più opportuno parlare di Fiabe nordiche, Leggende e tradizioni del Nord Europa o Della Svezia, la scelta di chiamare l’intera raccolta La leggenda della rosa di Natale fa pensare a un romanzo o a una serie di racconti a tema natalizio.
Un filo conduttore c’è ma non è questo.


Titolo: La leggenda della rosa di Natale § Autrice: Selma Lagerlöf § Pagine: 128
Casa editrice: Iperborea § Genere: Racconti, Fiabe nordiche

Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d'argento, schiere di anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine: è la Svezia delle antiche fiabe che rivive in questi racconti di Selma Lagerlöf, quella dei miti e delle leggende, delle storie tramandate al lume di candela nelle lunghe notti nordiche. Ma come nei suoi grandi romanzi, lo sfondo fantastico serve a raccontare i desideri, le passioni, le grandi domande morali. La fede nella bellezza di un vecchio abate che fa nascere un fiore nel buio inverno del Nord, la giovane che perde il suo amore in mare e trova nei sogni come riportarlo in vita, il violinista presuntuoso che impara l'umiltà dalla musica di un ruscello. Dietro un'apparente semplicità emerge una sottile indagine dell'animo umano: non c'è mai un "vissero felici e contenti" nelle sue storie, ma il lieto fine è segnato da una redenzione, l'accettazione di un limite, il superamento di una paura, una ritrovata fiducia nella fantasia. E quasi sempre il "miracolo" avviene attraverso un racconto nel racconto, quell'inesauribile potere dell'immaginazione di far vedere la realtà con altri occhi o di ricrearla, di trasformare uno scrigno nascosto nel tesoro dell'imperatrice Maria Teresa, e di insegnare a re Gustavo come il valore degli uomini superi ogni ricchezza. 
La raccolta di racconti scritta da Selma Lagerlöf è composta da sette fiabe il cui denominatore comune è la presenza divina nella vita di tutti i giorni.
In alcune storie questo senso di spiritualità è molto forte e marcato, in altre è appena accennato ma, in tutte, ha un ruolo fondamentale per lo svolgimento degli eventi.
Non mi sento di parlare di racconti bensì di fiabe e leggende perché l’atmosfera che si respira in
queste storie è magica e piena di meraviglia, l’autrice ci condurrà in boschi incantati che prendono vita la notte di Natale, in foreste oscure dove è meglio non offendere lo spirito del ruscello, in montagne ammantate dal gelo delle anime dei defunti in cammino verso la redenzione, in case illuminate dal fuoco del camino e in terre desolate dove brillano alte le stelle.
Nonostante non si tratti di racconti natalizi, il periodo del Natale è un buon momento per leggere queste storie e fermarsi a riflettere, infatti, dietro l’apparente semplicità della fiaba c’è una grande comprensione dell’animo umano e delle sue molteplici sfaccettature.
Ogni storia ha come protagonista un personaggio carico di limiti e paure, ci imbatteremo nel monaco privo di fede e speranza, nel violoncellista superbo, nella vecchia Agneta che sente di non avere uno
scopo e nel gruppo di amici avaro.
Tutti questi personaggi faranno un percorso verso la redenzione o il superamento dei loro limiti, infatti, ogni racconto ha una morale che guida il lettore verso una riflessione personale.
Ho amato molto alcune fiabe come La leggenda della rosa di Natale e Il tesoro dell’Imperatrice, altre mi sono piaciute meno, le ho trovate un po’ pesanti e troppo vicine a una morale fortemente religiosa.
Nel complesso la raccolta è carina e adatta anche ai più piccoli, la fiaba della Rosa di Natale è veramente magica e commovente, quella del violoncellista fa riflettere sulla superbia e insegna il perdono, alcune sono troppo forti per i piccoli lettori come il racconto della Vecchia Agneta o La miniera d’argento. Consiglio a tutti la lettura di questo libretto che si legge in poco tempo ma che lascia il cuore carico di pace, con una scrittura semplice ma raffinata l’autrice riesce a condurci nel magico mondo delle fiabe nordiche donandoci un pizzico di saggezza e facendoci sperare in un anno migliore.







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