Titolo:
In morte di una cicala
§ Autrice:
Maria Silvia Avanzato
§ Pagine:
245
Casa editrice:
Fazi Editore
§ Genere:
Noir, Mistery
Azzurra ha il cuore spezzato e nulla da perdere. Sono gli anni Ottanta, la scuola è finita e l’aria di città è diventata irrespirabile. Desiderosa di tranquillità, la ragazza decide di ritirarsi in un piccolo paese con pochi, schivi abitanti, Cima d’Argile, prendendo in affitto la dépendance della villa di Ilda, una donna anziana e dimenticata da tutti, con un glorioso passato da attrice e un presente di solitudine e deliri. Nel borgo cupo e perennemente battuto dalla pioggia, Azzurra cerca Barbara, amica dei tempi della scuola, fuggita per inseguire il sogno della musica e poi scomparsa senza dare più notizie. Tutti, in paese, sostengono che Barbara sia morta, ma le stranezze e le voci che ha lasciato dietro di sé disegnano una scia che Azzurra non può e non vuole ignorare. La stessa Ilda, fra le nostalgie del grammofono e le finestre sempre socchiuse, ha qualcosa da nascondere.

Sullo sfondo di un paesino umido e cupo si intrecciano le storie dei suoi abitanti e dei segreti che hanno gelosamente nascosto, ce li racconta Azzurra che, spinta dal desiderio di allontanarsi da tutto e tutti, affitta un cottage diroccato la cui proprietaria è Ilda, una vecchia stella del cinema ormai dimenticata.
A Cima d'Argile ogni cosa sa di muffa, le case e le persone sembrano imputridire dietro le finestre, nascondendo oscuri pensieri e un passato ancora più buio.
Azzurra è alla ricerca di Barbara, migliore amica e donna ribelle, cantante, girovaga, drogata e allo sbando, non la sente da anni e spera di rivederla proprio lì, nel suo paese natale: Cima d'Argile.
Barbara però è morta, si è suicidata senza lasciare nessuna traccia, nemmeno una tomba.
Azzurra non crede a questa morte e inizia a indagare, cerca, fa domande ma la gente è chiusa, arcigna, non vuole parlare e rivelare i propri segreti, la ragazza non si rende conto di accendere una fiamma a lungo sopita e non percepisce il pericolo in agguato.


