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3 marzo 2017

"Dentro soffia il vento" di Francesca Diotallevi



Ciao amici, ho terminato questo libro la sera prima di partire per le vacanze, che dire se non che è un romanzo meraviglioso?!
I personaggi, l'ambientazione e la scrittura sono semplicemente perfetti!
Ringrazio infinitamente la casa editrice Neri Pozza per avermi omaggiato di una copia, ho scoperto un autrice piena di talento e sicuramente andrò alla ricerca dei suoi precedenti romanzi.

TITOLO: Dentro soffia il vento
AUTRICE: Francesca Diotallevi
PAGINE: 180
CASA EDITRICE: Neri Pozza
GENERE: Narrativa, Sentimentale, Drammatico

TRAMA: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.


Questa storia racconta di un paesino arroccato sotto le cime antiche e possenti delle Alpi e delle varie vicissitudini che colpiscono questa piccola comunità nel periodo della Grande Guerra.
San Remy in Valle d'Aosta è un agglomerato di case che sfida la forza della montagna, i suoi abitanti sono persone dure e chiuse come le rocce sopra di loro, hanno una vita semplice divisa tra il pesante lavoro nei campi e la famiglia.
A unire il gruppo non è solo la piccola chiesa al centro del paese ma anche molti segreti, proprio così!
Nonostante si tratti di un piccolo borgo i segreti da nascondere sono più di uno e gli abitanti, pur sapendo tutto di tutti, si guardano bene dal dire una parola in più.
Sarà proprio don Agape, nuovo parroco del paese, a doversi scontrare con questo atteggiamento così ostico.
Arrivato da Roma per sostituire il vecchio prete, don Jaques, avrà il suo bel d'affare per farsi accettare, infatti a fare breccia nel cuore di questa gente è al quanto arduo.
Sono schivi, taciturni e arroccati nelle loro convinzioni, la montagna li ha forgiati nelle difficoltà, nel freddo e nel gelo, li ha resi forti ma anche chiusi.
Don Agape troverà non poche difficoltà: il vecchio parroco che nonostante sia terribilmente vecchio mantiene il suo cipiglio quasi dittatoriale, i fedeli del piccolo borgo che non lo prenderanno sul serio per parecchio tempo e come se questo non bastasse dovrà fare i conti con il mistero della strega.
Nei boschi di San Remy vive una fattucchiera, nessuno ne parla e tutti la temono ma, quelle stesse persone che durante il giorno la offendono, quando cala il buio vanno da lei alla ricerca di cure, rimedi e pozioni per i loro malanni.
Don Agape la vede per la prima volta al limitare della fattoria Rosset, in visita alla famiglia sta chiacchierando con Yann, il primogenito, quando nel crepuscolo si intravede ai confini del bosco una giovane donna con una chioma di capelli rosso fuoco. Sembra quasi una fata, un apparizione ma, nonostante Yann neghi la presenza della donna, il parroco sa che deve far luce sul mistero.  
Convinto di poter riportare la strega sulla retta via della fede decide di recarsi da lei fingendo di avere bisogno di un rimedio per il mal di testa, la sorpresa sarà enorme quando nella casa della donna troverà una realtà che non aveva previsto.
Fiamma non è quello che lui credeva, il giovane parroco pensava di trovare una poveraccia senza cultura, allo sbando, selvaggia e priva di certezze ma la strega è tutto il contrario: bellissima, pulita, colta e intelligente, non sembra aver bisogno di nulla men che meno dei suoi consigli in fatto di fede.
Per di più nella casupola in mezzo al bosco Don Agape trova pure Yann, cosa ci fa li?
Capisce subito che tra loro c'è qualcosa: il modo in cui si parlano e si guardano è eloquente, cosa unisce queste due anime così diverse?
Quale passato li ha uniti così nel profondo? E quale evento li ha divisi così pesantemente?
Da qui in poi le avventure che capiteranno a San Remy saranno molte ma quello che veramente scuote l'animo del lettore è la potenza delle emozioni che l'autrice riesce a creare. Con la sua scrittura asciutta e diretta la Diotallevi è riuscita a farmi provare sentimenti veri e intensi, a mio parere la capacità da parte dello scrittore di farci sentire la forza delle emozioni è veramente un dono.
Molto spesso nei romanzi si legge di dolore, tristezza, gioia, passione e amore ma capita raramente di provarli veramente, li senti superficialmente ma non dentro. La Diotallevi riesce a far impattare le emozioni descritte contro il nostro animo, le sentiamo nel profondo, ci investono con tutta la loro forza e così ci appassioniamo, ci rattristiamo e ci commuoviamo di fronte alla potenza delle immagini create.
Mentre leggevo questo romanzo mi sono davvero emozionata e, in alcuni punti, ho pianto sia per la gioia che per la tristezza.
La storia è intensa e ricca di pathos, capace di risvegliare forti emozioni e di far riflettere sulla vita: sulla sua bellezza ma anche sulla sua precarietà.
La narrazione è divisa in tre punti di vista: Don Agape, Fiamma e Yann.
Sinceramente non so quale dei tre mi sia piaciuto di più perché sono tre personaggi memorabili, tutti subiscono un notevole mutamente nel corso del libro, maturano e comprendono quale sia il loro posto nel mondo.
Don Agape è un giovane prete, costretto dalla famiglia a scegliere questo percorso, per fuggire dalle aspettative del padre decide di accettare la carica di parroco nello sperduto paesino di San Remy.
Il giovane non ha un carattere particolarmente forte, sempre dubbioso, pieno di paure e ripensamenti non sa come gestire la nuova situazione: dovrà fare i conti con il vecchio prete, con le convinzioni della comunità, i segreti della gente e l'incontro con Fiamma.
Un incontro che gli cambierà la vita, le sue poche certezze vacilleranno di fronte a lei e alla sua forza di spirito, inizierà a interrogarsi sulla sua vita e su Dio come non aveva mai fatto ma, Don Agape scoprirà ben presto di essere più combattivo di quello che credeva, più altruista e più tenace, saprà trovare il coraggio per fare quello che è giusto.

La guardai muoversi sicura in quel piccolo ambiente, fra quelle cose dimesse, da cui trasudava una povertà dignitosa, vissuta per scelta.
Era esile, spigolosa, la pelle di un innaturale pallore e i capelli, per contrasto,
di un rosso tanto vivido da supporre che fossero davvero fatti di fuoco.
AGAPE

Poi c'è Yann, rude e burbero contadino che prova sentimenti contrastanti per sé stesso e per Fiamma.
Da quando la montagna l'ha tradito rendendolo zoppo si sente un uomo distrutto, non accetta la sua sorte e la desolazione aumenta nel momento in cui il fratello minore, Raphael, è costretto a partire per le trincee.
Lui in quanto maggiore si sente in dovere di proteggerlo, vorrebbe accompagnarlo ma la sua gamba storpia glielo impedisce.
Il senso di colpa devasta Yann nel profondo e fa crescere il risentimento verso la donna che lo ha salvato dalla morte quando la montagna ha cercato di ucciderlo, è colpa di Fiamma se lui è rimasto vivo ma rovinato e incapace di compiere il suo dovere.
Yann vive sommerso dall'amarezza, incapace di accertarsi e di accettare quello che prova veramente, soffocato dai senti di colpa e dal dolore, il suo cuore diventa duro come la pietra ma l'amore conosce strade sconosciute e il giovane dovrà prendere atto che il destino ha in serbo per lui molto di più.

Come poteva, una creatura tanto esile, incutere un simile terrore a un intero villaggio?
Cosa vedevano in lei che li faceva spaventare, che li portava a segnarsi solo a sentire pronunciare il suo nome?
YANN

E ora arriviamo a Fiamma, non posso non dire che ho amato fortemente questo personaggio.
Fiamma è viva, anticonformista, selvaggia, intelligente, una donna che sa cosa vuole, una donna disposta a combattere per quello in cui crede.
La sua vita non è stata affatto facile, isolata dal paese cresce con un'unico amico: Rapheal.
La sofferenza per la sua partenza verso la guerra è immensa ma Fiamma non si lascia schiacciare e continua a vivere e la sua stessa esistenza è un rimprovero
per chi ha nascosto troppi segreti.
Il mistero di Fiamma percorre tutto il libro, non si tratta solo della sua nascita ma della sua stessa natura, ogni sua sfumatura è fascino, luce e ombra.

...non basta il cuore a sconfiggere l'ignoranza e la superstizione.
FIAMMA

Come potete vedere sono rimasta abbagliata da questi personaggi ma se dovessi dire qual'è il mio preferito non ho dubbi nell'indicare come prescelto il tormentato Yann. La sua storia è dolorosa ma porta alla completa rinascita e il cambiamento che compirà quest'uomo è talmente intenso e profondo da lasciare commossi.
Senza fare spoiler voglio spendere due parole per un personaggio secondario per me molto importante: Raphael.
Il giovane fratello di Yann sarà presente per tutto il romanzo anche se non lo è davvero, infatti Raphael è partito per la guerra e quindi non si trova a vivere in prima persona le vicende di San Remy.
Nonostante questo la sua presenza è immensa: rivive nei ricordi di Fiamma, nei sensi di colpa di Yann e nelle scoperte di Don Agape. Posso quasi dire che forse è proprio Raphael il filo conduttore di tutta la storia, il legame che unisce Fiamma e Yann in modo indissolubile.
Altro personaggio non meno importante è la montagna!
Il paesaggio è un punto chiave della narrazione, se la storia fosse ambientata in un luogo meno impervio e difficile non sarebbe la stessa cosa.
Le vette osservano gli abitanti di San Remy, divinità mute e crudeli che forgiano queste persone mettendole continuamente alla prova e sarà proprio la montagna a dare una svolta alla vicenda!
In conclusione "Dentro soffia il vento" è un romanzo a dir poco magnifico! La scrittura limpida e diretta, il forte impatto delle emozioni sul lettore, la potenza dei personaggi e la bellezza della storia ne fanno una vera opera d'arte!
Sublime e commovente! Assolutamente da non perdere!

Valutazione

«Nessuno dovrà importi chi amare. L'amore non si insegna, è l'unica cosa che non posso spiegarti.
Non posso dirti quali battaglie combattere, dovrai capirlo da sola e non sarà facile.
L'amore non lo è mai, richiede coraggio e tenacia.
Non si sceglie, è sempre lui che sceglie te. »
MADRE DI FIAMMA

AUTRICE: Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali e lavora in uno studio legale. Tra le sue opere Le stanze buie, Amedeo, je t’aime e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento.

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