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22 febbraio 2018

Recensioni Manga: "The Empire of Corpses"

The Empire of Corpses
Scritto da Project Itoh e Toh EnJoe
Disegnato da Tomoyuki Hino
Edizioni Star Comics
5,90 €
Bianco nero e colori con sovra copertina
176 pagine a volume
Volumi 3
Shonen
Drammatico, Mistero, Soprannaturale e Storico
Solo in fumetteria 

In un XIX secolo dalle atmosfere steampunk è possibile riportare in vita i morti e impiegarli nelle più svariate attività. John Watson, un brillante studente di medicina, si trova invischiato in una pericolosa missione per conto dell’Impero Britannico. Ciò che cerca sono i ventuno grammi di un’anima…
Nel cuore dell’Afghanistan, Alexei Karamazov svela a Watson una terribile verità sui nuovi modelli di cadavere. Il giovane medico e i suoi compagni ripartono per il Giappone sulle tracce del diario di Victor. La spirale di violenza e tradimenti si fa più soffocante mentre emergono dall’ombra nuovi giocatori di questa pericolosa partita a scacchi…

Eccomi qui con la mia prima recensione Manga, il fumetto di cui vi parlerò è uno shonen che ho appena terminato: “The Empire of Corpses”.
La storia è ambientata in un’epoca Vittoriana davvero particolare, infatti, oltre alla grande rivoluzione industriale anche, un'altra scoperta, ha cambiato radicalmente la vita dell’intera umanità.
In questo mondo il dott. Viktor Frankenstein è realmente esistito e ha veramente creato il famoso mostro.
Purtroppo il preziosissimo diario dello scienziato sparisce insieme a lui e, con esso, la conoscenza per dare vita ai cadaveri. 
Alcuni scritti sopravvivono alla sua morte e, da questi, gli studiosi dell’epoca mettono a punto un complesso sistema digitale che utilizza un software, chiamato Necroware, per impedire la morte del corpo.
Il Necroware può essere impiantato su qualsiasi cadavere e questo riprenderà a vivere, il software agisce sul sistema nervoso del morto riportandolo in vita.
I cadaveri possono così essere programmati per vari scopi: lavori manuali,
industria, combattimento e molto altro.
Unica pecca del sistema è l’incapacità di portare indietro l’anima.
Il dott. Frankenstein c’era riuscito, il suo mostro possedeva dei sentimenti e una volontà propria, mentre i cadaveri controllati dal Necroware non hanno queste caratteristiche.
Watson è il nostro protagonista, un geniale studente di medicina che desidera trovare il modo per riportare in vita non solo il corpo ma anche l’anima.
Purtroppo si troverà invischiato in una missione per l’Impero Britannico e, sarà proprio durante questo viaggio alla ricerca degli scritti del famoso Frankenstein, che ci renderemo conto di quanto la cadaverizzazione sia una pratica assurda e amorale.
Questo manga mi è piaciuto moltissimo, la storia è avventurosa, dinamica e ricca di colpi di scena che stravolgono le ipotesi fatte fino a qualche momento prima.
La trama è ricca d’intrighi e molto complessa, i personaggi sono ben caratterizzati e hanno la peculiarità di possedere i nomi dei più famosi personaggi dei libri ambientati nel XIX secolo ma anche di personalità storiche realmente esistite.
Troviamo, infatti, John Watson, Frankenstein, Van Helsing, Thomas Edison, professor M e moltissimi altri.
Ad alcuni potrebbe sembrare una scelta ridicola ma, vi assicuro, che sono
talmente ben integrati nell’intreccio e temporalmente inseriti con precisione da essere perfetti.
Il disegno è ricco di dettagli, sfumato e dal tratto delicato, veramente suggestivo.
La storia narrata è molto forte, provate a immaginare un mondo dove è concesso riportare in vita le persone e usarle come marionette nelle mansioni più difficili e pesanti. Sarebbe un luogo tremendo a mio parere.
Da un punto di vista morale la “cadaverizzazione” è assolutamente inconcepibile, il defunto ha diritto di riposare in pace ed essere rispettato.
Se guardiamo poi, alla vita dell’uomo troveremo molte problematiche, la storia punta il dito su come i vivi e i morti alla fine si assomiglino: i primi hanno perso il lavoro e vivono nella noia e nell’inezia, i secondi vagano privi di anima.
Alla fine i vivi sono apatici e incolore proprio come i morti, la società descritta è, alla fine, una società malata.
In conclusione vi consiglio vivamente la lettura di questo Manga, soprattutto se amate gli shonen e le storie originali.
Il finale mi ha lasciata un po’ insoddisfatta, diciamo che, se da un lato, ho apprezzato il fatto che si trattasse di una mini serie, dall’altro avrei voluto immergermi un po’ di più in questo mondo, avrei apprezzato degli approfondimenti maggiori su tematiche e personaggi.


Valutazione



2 commenti:

  1. Ma sai che io non ho mai letto un manga, prima o poi mi deciderò a leggerne uno.

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    1. Si si, prova! Io ho ripreso per puro caso e ora non riesco a smettere. Sono veramente belli e, come per i libri, ce ne sono di tutti i tipi. Li considero un ottima pausa tra un libro e l'altro perché mi regalano momenti di puro relax. Non vanno sottovalutati!

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