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9 febbraio 2018

"Shatter Me" di Tahereh Mafi

Oggi sono qui per recensire il primo capitolo della trilogia/serie di Tahereh Mafi: Shatter me.
Si tratta di una recensione un po’ sofferta, infatti ho molta difficoltà a capire cosa provo nei confronti di questa lettura.
I motivi sono più di uno ma li approfondirò con dovizia di particolari nel corso del post.
Ho provato a cercare l’opinione di altri blogger per vedere se qualcuno, come me, avesse avuto impressioni discordanti sul libro ma, il web, è pieno di recensioni adoranti. L’unica versione negativa che ho trovato è quella di Ilenia Zodiaco, youtuber, che ha inserito Shatter Me nei Libri di Melma, una rubrica nella quale distrugge (nel vero e proprio senso della parola) i romanzi che, a suo parere, sono delle vere schifezze.
A questo punto non mi resta altro che dirvi la mia!

Juliette è rinchiusa in un manicomio da 264 giorni, la sua stanzetta ha quattro mura, un letto, una coperta e una finestrella.
La sua vita è scandita solamente dall’alternarsi del giorno e la notte, non ci sono pasti a orari fissi, non ci sono possibilità di cure igieniche ma, soprattutto, non ci sono visite.
Juliette non parla con qualcuno da 264 giorni, non tocca nessuno da molto più tempo e nel suo isolamento la sua mente prende strade strane: visioni, ricordi, ossessioni e paure si mescolano creando un pensiero distorto e malato.
La salute psicologica di Juliette sta peggiorando, l’isolamento totale e gli anni passati nei vari laboratori medici l’hanno distrutta: è stata studiata, torturata e umiliata perché per chiunque lei non è un essere umano ma un mostro!
Juliette ha una maledizione che le scorre nel corpo, un dono atroce che le impedisce di toccare le persone: le basta sfiorare qualcuno per prosciugarlo della sua energia vitale e ucciderlo. 
Il suo isolamento finisce quando le viene assegnato un compagno di cella.
Paura e sgomento prendono il sopravvento ma, ben presto, la ragazza inizierà ad apprezzare la presenza di un'altro essere umano.
Adam sarà una boccata di aria fresca, un ragazzo gentile che non la guarda con
disprezzo, due occhi blu che riemergono dal passato ridonandole speranza.
Purtroppo però, l’arrivo di Adam non è un caso: Warner, comandante del distretto in cui vivono, la vuole per sé.
Il potere di Juliette è un’arma perfetta per ottenere informazioni sotto tortura, per punire e distruggere chiunque si metterà sulla sua strada.
E così, la nostra protagonista, finirà da una prigione fatta di quattro mura bianche a una gabbia lussuosa e piena di trappole.
Juliette devrà scegliere se diventare l’arma di Warner e vendicarsi di tutti coloro che l’hanno maltrattata o, prendere in mano la sua vita e costruire un futuro che le dia la gioia che tanto desidera.
Questo romanzo mi ha lasciato veramente perplessa, i motivi sono molti ma il più eclatante è la scrittura dell’autrice.
Quando l’ho cominciato ho avuto molta difficoltà a calarmi nella storia, lo stile era talmente particolare da destabilizzarmi e, in alcuni punti, mi sono convinta della presenza di errori di traduzione.
Il pensiero di Juliette è frammentato e confusionario, le pagine sono piene di metafore, similitudini, parole ripetute cinque, dieci, venti volte e pezzi di testo sbarrato.
Quest’ultimo dettaglio: il testo sbarrato, in questo modoè un espediente creativo che permette di capire lo stato di malattia mentale della ragazza, una diciassettenne stremata psicologicamente e fisicamente, una giovane donna che fa pensieri sconnessi e ha desideri che nega a se stessa, verità che non accetta e che quindi, immediatamente dopo averle formulate, le cancella sbarrandole.
Anche le parole ripetute non mi hanno infastidito più di tanto ma, l’ossessione di Juliette (e dell’autrice) per i numeri in alcuni momenti mi ha veramente irritata. Le pagine sono piene di numeri (scritti a numero e non a parola), Juliette conta qualsiasi cosa ma allo stesso tempo fa paragoni numerici ripetitivi e senza senso: “le 10.000 particelle che si trovavano fra di noi vanno in frantumi” o “sul suo viso distinguo 10.000 alternative”, questo 10.000  si ripete costantemente in ogni capitolo. Basta!
Qualcuno ha definito le metafore dell’autrice poetiche, in alcuni casi sono d’accordo, sono molto belle ma, in altri sono un terribile giro di parole per dire una cosa ovvia o semplicissima.
Ecco qui alcuni esempi:

La sua voce abbraccia le lettere che compongono il mio nome dolcemente, tanto che mi sento morire cinque volte in un secondo!

Il suo viso è una foresta di emozioni.

Il cuore mi sanguina fuori dal petto.

I suoi occhi sono due secchi di acqua di fiume a mezzanotte.
Vorrei piangerci dentro.

Credo che gli esempi parlino da soli.
Questo stile così artificioso si quieta un po’ nella seconda parte del romanzo, forse, un’iniziale guarigione di Juliette e la presenza di molte scene di azione, ha attenuato la vena poetica della Mafi.
Oltre alle polemiche sullo stile (sopportatemi!) mi sento di dire che la trama è parecchio prevedibile e piena di rimandi ad altre storie.
Il potere di Juliette è identico a quello di Rogue degli X-Men (ve lo assicuro, io sono una vera esperta Marvel!), una cosa già vista più volte.
Adam, il ragazzo adorabile, coraggioso e innamorato di Juliette è, ovviamente, immune al suo tocco.
Eh già!
Warner, il cattivo dagli occhi di smeraldo e il fascino di un leopardo, è anche lui innamorato di Juliette! Ecco servito su un piatto d’argento il perfetto triangolo amoroso!
Perché si sa, il buono piace ma il cattivone affascina terribilmente!
Insomma, sotto certi punti di vista la storia sembra un collage di pezzi di altre storie! Non odiatemi!
Ora passiamo agli elementi positivi: i personaggi sono caratterizzati benissimo e il background creato dall’autrice è molto interessante.
Juliette non ci da informazioni complete su quello che è successo al suo mondo ma capiamo che l’uomo ha distrutto la natura, gli animali e le piante stanno morendo, le stagioni non esistono più e distese sterminate si sono trasformate in lande desertiche e desolate.
Al potere c’è la Restaurazione, un governo militare dittatoriale che si nutre del terrore della gente promettendo una rinascita che tarda ad arrivare, ci troviamo in un mondo futuristico particolare, tremendo e interessante.
La storia di legge velocemente e, da circa metà libro, coinvolge e intrattiene, lo stile quasi delirante dell’autrice, oltre ad avermi infastidito, ha anche creato situazioni emozionanti e uniche.
Spero nei seguiti perché non mi sento di abbandonare questa serie e quindi, per essere sicura di proseguire, mi sono iscritta a un Gruppo di Lettura nel quale leggeremo l’intera trilogia più le due novelle intermedie.
A questo punto avrete notato la mia grande confusione, vi posso solo consigliare di provare a leggerlo e farvi una vostra opinione!

Valutazione



La serie è così composta:
(Shatter Me #1)  Shatter Me
(Shatter Me #1.5)  Destroy Me
(Shatter Me #2)  Unravel Me
(Shatter Me #2.5) Fracture Me
(Shatter Me #3) Ignite Me
(Shatter Me #4) Restore Me
(Shatter Me #5) Senza titolo
(Shatter Me #6) Senza titolo


AUTRICE: Tahereh Mafi è nata nel Connecticut nel 1988, ultima di cinque fratelli. Vive in California con il marito Ransom Riggs, autore della famosa Casa per bambini speciali di Miss Peregrin. Con Rizzoli ha pubblicato Schegge di me (2012; in originale Shatter me), il primo romanzo della sua trilogia bestseller. Il secondo romanzo, Unravel me, è uscito nel 2016, sempre per Rizzoli, seguito da Ignite Me (2017).

6 commenti:

  1. Ho visto molte recensioni di questo libro, mi sa che lo leggerò presto :)

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  2. Bella recensione e ben argomentata. A me io libro è piaciuto e ho trovato molto adatto il ripetersi di parole e numeri proprio perché mi dava l'idea della precarietà della vita e della mente di Juliette. Concordo con le similitudini con Rougue lo avevo scritto anche nella mia recensione, ma nonostante ciò il romanzo mi è piaciuto molto e non vedo l'ora di continuare la serie.

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    1. Grazie mille! Dopo averlo riletto concordo che il ripetersi di parole e numeri rende molto bene l'idea della situazione psicologica di Juliette ma, a una prima lettura, pesa un po'.

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  3. Bé non mi pare talmente negativa. Bon ti ha convinto, ma nemmeno fatto schifo.

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  4. Uno stile davvero particolare! Spero anch'io nei seguiti ci sia qualcosa che mi faccia veramente scoccare la scintilla!

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