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29 aprile 2017

"La custode del miele e delle api" di Cristina Caboni

Ciao a tutti, eccomi qui con una nuovissima recensione, una lettura emozionante e piacevole che mi ha tenuto compagnia durante la settimana di Pasqua. Il libro di cui vi voglio parlare è La custode del miele e delle api di Cristina Caboni, nonostante avessi in casa Il sentiero dei profumi questo è il primo libro della Caboni che leggo.
Mia mamma l’ha finito da poco e me l’ha consigliato spassionatamente tanto che lo preso in prestito dalla sua libreria. Il risultato è che l’ho adorato e credo leggerò a breve anche gli altri due romanzi scritti da Cristina Caboni.


Cosa si prova a non avere una vera casa? A vagare alla ricerca di qualcosa che non si riesce a trovare in nessun luogo?
Angelica questo lo sa, da anni ormai vaga per l’Europa sul suo vecchio camper sempre in cerca di qualcosa che la faccia sentire viva, qualcosa che le dia la carica ma la sua anima non trova pace. 
Angelica è nata nella bellissima e selvaggia Sardegna, la madre in ristrettezze economiche a causa della morte del padre è costretta a lasciare la piccola sola in casa per settimane.
La bambina trova rifugio nella casa di Jaja, Margherita Senes, una lontana
parente che ha il dono di parlare con le api.
Da lei, Angelica, impara ogni cosa e scopre pian piano di possedere lo stesso dono.
Ma in piena adolescenza viene strappata alla sua terra, la madre la trascina a Roma per vivere con il suo nuovo marito. La vita nella capitale è completamente diversa e Angelica si sente un pesce fuor d’acqua, il dolore per la perdita di Nicola, suo grande amore, e per aver lasciato Jaja le spezza il cuore.
A dare il colpo di grazia è la morte improvvisa di Jaja seguita dal continuo negarsi di Nicola, il mondo di Angelica va in pezzi.
Con il tempo le ferite si rimarginano ma le cicatrici restano e trasformano Angelica in una donna inquieta e senza una meta, finché la madre la contatta per dirle la verità: Jaja non è morta quindici anni fa ma qualche giorno fa e le ha lasciato in eredità la casa e le terre.
Angelica parte immediatamente per la Sardegna e scopre che il mondo che aveva lasciato era sempre rimasto nel suo cuore, aveva tentato di dimenticare ma come si può lasciar andare i ricordi di un luogo che ti ha reso veramente felice?
Con una scrittura leggiadra e armoniosa Cristina Caboni ci accompagna alla scoperta della sua terra e delle sue fedeli amiche api.

Conosceva le api, il loro ronzio era la sua musica preferita,
un linguaggio che comprendeva intimamente,
fatto di profumi, di suoni, di consapevolezza.
Risolveva i problemi che facevano soffrire gli apiari e poi ripartiva.
Era una custode. L’ultima custode delle api.
Depositaria di un’arte antica che si tramandava da donna a donna.

I paesaggi, descritti con dovizia di dettagli, sono semplicemente meravigliosi.
La casa di Jaja, il giardino e le sue terre ci regalano sensazioni antiche, emozioni sopite, si risvegliano i ricordi di quando ero bambina e scorrazzavo nella casa dei miei nonni: il profumo di fresco delle pareti di pietra, il calore del sole sui panni stesi, i sacchetti di lavanda nelle credenze, il sapore dei dolci appena sfornati, ricordi dolci e intensi di momenti di vita quotidiana così preziosi e importanti in un epoca dove tutto scappa e corre.
Ho amato le descrizioni dei vari tipi di miele, del sentore dei fiori, il sapore del mare e le natura che regna sovrana.
Questi libri sprigionano una gioia pura mentre li leggo, momenti di normalità che si trasformano grazie alla magia di piccole accortezze e perché no, anche grazie all’energia che ci circonda avvolgendoci costantemente.
Leggere “La custode del miele e delle api” mi ha ricordato i romanzi di Sarah Addison Allen, scrittrice che adoro proprio per la sua capacità di rendere magica e indimenticabile la normale vita di tutti i giorni.

Prima di tornare di sopra, aprì un barattolo e dopo averci infilato un dito lo succhiò.
«Diamine!» esclamò sbalordita.
Il miele si sciolse sulla lingua come un racconto.
E vide i prati, le colline fiorite, le scarpate dove le api avevano raccolto il nettare.
E sentì le storie trasportate dal vento che questi luoghi avevano custodito per lei.
Il miele continuò a parlarle fino all’ultima goccia, e anche dopo, mentre chiamava Sofia per raccontarle gli ultimi avvenimenti,
continuò a vibrare in lei, nutrendo la sua anima.


I personaggi sono ben delineati e profondi, unici.
Angelica è una donna combattuta che quando credeva di aver perso tutto si è ritrovata con un eredità da difendere, ha dovuto fare i conti con sé stessa, fare ordine nella sua vita e buttarsi, perché solo lottando si può realizzare i propri desideri. Una donna anticonformista, moderna ma allo stesso tempo intrisa di antichità, sa dare valore alle cose e alle persone, ricca di sentimenti e di voglia di vivere.
Nicola è un personaggio maschile molto intenso, pieno di dubbi e carico di rabbia verso se stesso. Dovrà affrontare i propri demoni e decidere che rotta prendere per dare una svolta alla sua vita.
Jaja è indimenticabile. Il perno del romanzo, non c’è ma in realtà è sempre presente, riempie il cuore di Angelica e il suo ricordo riverbera forte tra le mura della sua dimora.
Non lascia solo la casa in eredità ma anche uno scopo, una missione, una comunità e un impegno, ha tramandato insegnamenti, ha condiviso il suo amore e i suoi consigli. Una donna speciale che nessuno riuscirà a dimenticare.
La descrizione degli alveari, dell’estrazione del miele e della gestione delle api sono state curate nei minimi dettagli, si percepisce che l’autrice è parte di questo mondo o comunque che lo conosce molto bene.
Il piccolo dizionario dei mieli a fine libro è un vero e proprio gioiellino e merita molto. Credo che andrò alla ricerca dei vari tipi e li proverò.
In conclusione consiglio vivamente la lettura di questo romanzo che profuma di natura, boschi, fiori, mare e che emana tutta la bellezza di una terra ricca di magia e leggende come la Sardegna. Una rivelazione!

Valutazione

AUTRICE: Appassionata coltivatrice di rose, si dedica alla conoscenza e allo studio delle essenze e delle fragranze naturali. Vive con il marito e i figli in provincia di Cagliari, dove si occupa dell'azienda apistica della famiglia. Il sentiero dei profumi (Garzanti 2014) è il suo romanzo d'esordio, cui sono seguiti La custode del miele e delle api (Garzanti 2015) e Il giardino dei fiori segreti (Garzanti 2016).

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