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26 dicembre 2017

"L'anima della frontiera" di Matteo Righetto

Cosa mi ha attirato di questo libro? Innanzitutto la cover!
Non so voi ma mi ha catturata, una cowgirl in primo piano e un sole rosso dietro le spalle, sullo sfondo le montagne.
Poi prendi in mano il libro e scopri che parla delle tue montagne, quelle Venete, quelle della bellissima Valsugana meta di numerose vacanze a meno di un ora di viaggio da casa.
Come potevo non leggere L'anima della frontiera?



La famiglia De Boer vive a Nevada, sembra un nome americano ma non lo è, perché si tratta di una zona boscosa nell’alta val Brenta.
Proprio qui, a cavallo tra il 1800 e il 1900, era coltivato un tabacco pregiatissimo: il Nostrano del Brenta.
Le foglie essiccate venivano vendute alla corona ma, il compenso per il duro lavoro non era sufficiente al mantenimento delle famiglie che con tanta fatica coltivavano queste piante.
Per questo motivo sempre più uomini decidevano di darsi al contrabbando, nascondevano parte della produzione senza dare nell’occhio e affrontavano il viaggio per superare la frontiera tra Italia e Austria. 
Un cammino pericolo sia per la natura selvaggia che per i controlli reali e delle guardie di confine.
Augusto De Boer, compie questo viaggio ormai da molti anni, è un uomo taciturno e instancabile, ama la sua famiglia e sa ascoltare la voce della natura che lo circonda.
Senza esitazione, tutti gli autunni, Augusto lascia la moglie Agnese e i suoi tre figli: Jole, Antonia e il piccolo Sergio, parte per il confine con l’Austria, il
guadagno che riuscirà a ottenere aiuterà la sua famiglia a sopravvivere al lungo inverno.
La vita non era per niente facile in quegli anni e i contadini più temerari si trasformavano in contrabbandieri e partivano per la frontiera, era un viaggio di circa una settimana, faticoso e pieno di pericoli ma ne valeva la pena.
Gli anni passano e, finalmente Augusto decide che è arrivato il momento di farsi accompagnare dalla figlia Jole, la ragazza è intimorita ma scalpita dal desiderio di uscire dalla valle che la circonda e vedere cose nuove.
I due si mettono in cammino, Augusto insegnerà alla figlia il percorso migliore e le conoscenze necessarie per evitare le guardie e sopravvivere alla natura che li circonda.
Purtroppo l’anno successivo il capofamiglia non farà più ritorno e, dopo qualche anno, Jole decide di affrontare la frontiera da sola.
La sua famiglia sta patendo i morsi della fame, Jole è la primogenita e ha ricevuto in eredità le conoscenze del padre, piena di coraggio parte per il suo primo viaggio da contrabbandiera.
L’anima della Frontiera è un romanzo che nasconde molti elementi, parla di viaggio e di crescita personale, di natura e di rispetto, di progresso che avanza e di tradizioni ma anche di confini e dell’animo umano.
Jole partirà bambina e tornerà donna, scoprirà di essere forte e in grado di cavarsela da sola, imparerà che la natura può essere meravigliosa ma anche crudele e insidiosa, scoprirà la crudeltà dell’uomo, la mancanza di scrupoli, l’avarizia e la violenza.


Matteo Righetto ci ammalia con descrizioni dettagliate delle montagne e dei boschi, il suo stile è asciutto, pulito ma meravigliosamente evocativo, grazie alle parole scelte dall’autore il lettore riesce ad immergersi nella natura che circonda Jole, viaggiamo con lei e
sprofondiamo nel verde del bosco, nella luce del mattino, nei suoni e nei profumi che la circondano.
Ho apprezzato moltissimo le numerose conoscenze che Righetto inserisce in questo romanzo: la lavorazione del tabacco a fine 800, una realtà a me completamente sconosciuta, lo stesso vale per l’arrivo della ferrovia e per la posizione del confine austriaco così vicino a noi.
Sembra un mondo lontano quello che conosciamo grazie a questo libro, abbiamo l’impressione di trovarci in una specie di far west, l’atmosfera è proprio quella dei vecchi film di John Wayne, in realtà stiamo parlando delle nostre montagne, di luoghi conosciuti e assolutamente sicuri per noi ma chissà cosa potrebbero raccontarci i nostri nonni.
Se mi fermo a pensare ai racconti di mio nonno Francesco ho la sensazione di trovarmi tra le pagine del libro di Righetto: la bellissima Lessinia era una terra selvaggia, si viaggiava solo a piedi o a cavallo, c’erano lupi e altri animali pericolosi, poche case e poche strade; vivere a quei tempi non dev’essere stato facile.
Quante riflessioni ha portato con sé questa lettura, quanti insegnamenti.
Un romanzo unico, aspetto con ansia i seguiti!

Valutazione


AUTORE: Matteo Righetto (Padova, 29 giugno 1972) è uno scrittore italiano.
Opinionista culturale de Il Foglio. Studioso di Literary Ecology ed Ecocriticism.
I suoi romanzi sono pubblicati in tutto il mondo e tradotti in diverse lingue.
Nel 2001 si è laureato in lettere moderne (filologia italiana) presso l'Università di Padova. Nel 2006 ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento di lingua e letteratura italiana presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.
Con il suo romanzo d'esordio Savana Padana (maggio 2009), ha ottenuto critiche molto positive. Nel 2011 ha pubblicato il suo secondo romanzo Bacchiglione Blues, edito in Italia da Perdisa Pop. Nel 2012 ha ripubblicato per TEA il romanzo Savana Padana, godendo di un nuovo, ottimo successo di critica.
Ancora nel 2012 Righetto ha pubblicato negli Stati Uniti d'America il racconto
Cloudy Water (Akashic Books, New York), short story segnalata agli Edgar's Awards.
Con l'intenzione di cimentarsi nell'esplorazione di altri generi narrativi, nel 2013 Righetto ha scritto La pelle dell'orso, un "western letterario" che è anche romanzo d'avventura, di montagna e di formazione, pubblicato da Guanda. Dal romanzo è stato tratto l'omonimo film prodotto da Jole Film e Rai Cinema (candidato ai David di Donatello 2017 e vincitore del concorso Annecy Cinéma Italien 2016) per la regia di Marco Segato, interpretato da Marco Paolini. Il libro si è aggiudicato La Coppa dei Lettori 2014, concorso popolare organizzato da Finzioni Magazine e Linkiesta.
Nel 2013 Righetto ha pubblicato, sempre per Guanda, il racconto Ultimo giro di giostra, inserito nell'antologia Il momento del distacco.
Nel 2014 il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna gli ha conferito il titolo di "Accademico".
Nel gennaio 2016 ha pubblicato da TEA il romanzo Apri gli occhi (vincitore Premio Cortina d'Ampezzo 2016 / menzione d'onore della giuria del Premio Campiello 2016 / menzione speciale della giuria al Premio Mario Rigoni Stern 2016)
Nel gennaio 2017 ha pubblicato da TEA il romanzo Dove porta la neve.
In occasione della XX edizione del CinemAmbiente Festival di Torino, gli è stato conferito il premio "Le Ghiande" 2017 per essersi sempre distinto con una scrittura costantemente rivolta a uno sguardo sull’azione del paesaggio e dell'ambiente nella vita dei protagonisti delle sue storie.
Nel giugno 2017 ha pubblicato da Mondadori il romanzo L'anima della frontiera (primo volume di una trilogia) accolto come un vero e proprio caso editoriale internazionale. l diritti di traduzione del libro infatti, prima ancora di uscire in Italia, sono stati ceduti in più di dieci Paesi del mondo, tra cui: Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Germania, Olanda.
(Wikipedia)



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