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12 settembre 2017

"La casa tra i salici" di Katharina Hagena

In questi giorni verrete bombardati di Recensioni, il motivo è semplicissimo: ho letto troppo e ho recensito troppo poco.
Questa sera voglio parlarvi di un libro che aspettava sulla mia libreria da secoli: La casa tra i salici di Katharina Hagena.
Quando è uscito ero felicissima, dieci anni prima l’autrice aveva scritto uno dei romanzi più belli della mia breve vita di lettrice, ovvero Il sapore dei semi di mela (la mia recensione QUI), ho amato alla follia quel libro, le sue atmosfere magiche e rarefatte, la capacità evocativa della scrittrice, una grande casa, una famiglia avvolta di segreti e magia, insomma una lettura indimenticabile.
Presa dal desiderio di rivivere le emozioni che la Hagena mi aveva donato con il suo primo libro, sono corsa ad acquistare il secondo ma, cretina come sono, l’ho lasciato sullo scaffale per una marea di tempo!
Forse avevo il timore di rimanere delusa e, ahimè, così è stato.
Questo secondo romanzo non ha la forza e la bellezza del primo e non mi ha convinta molto.

“We are such as dreams are made on;
and our little life is rounded with a sleep.”

“Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni
e la nostra breve vita è racchiusa in un sonno.”
William Shakespeare, La tempesta

La storia che la Hagena ha deciso di raccontarci è davvero particolare e strana.
Ellen è un medico specializzato nelle malattie del sonno (fatalità lavoro in un reparto di Neurologia che ha un centro del sonno, quindi conosco abbastanza bene le patologie) che ovviamente soffre di insonnia e sarà proprio in una di queste notti senza riposo che il flusso dei suoi pensieri si dipanerà davanti a noi e ci porterà nel suo passato.
Un passato pieno di misteri, quesiti senza risposta ed episodi intricati e particolari. 
Scopriremo la sua infanzia a Grund, un paesino nel nord della Germania che si specchia su un lago artificiale su cui volano splendidi aironi cinerini e, le montagne e la Foresta Nera avvolgono il paesaggio e creano un atmosfera cupa
e fredda.
E così sono anche i pensieri di Ellen che, con estremo distacco, ci racconta di sua madre e della malattia che la colpisce, un sonno profondo e senza risveglio che pian piano la consuma.
Conosciamo il padre, uomo eccentrico ed estremamente particolare.
Gli amici, l’adolescenza e la scoperta dell’amore, infine la gravidanza non desiderata e la scomparsa del padre: Luz, un ragazzo bello e dannato che sparisce nel nulla in un pomeriggio di fine estate.
Da qui la fuga a Dublino e la nascita di Orla fino al ritorno a Grund molti anni dopo per assistere la madre in fin di vita.
La storia però non segue un filo logico e, le prime cinquanta pagine, sono di una confusione impressionante.
Il libro è frammentato, i ricordi di Ellen sono pensieri sconnessi e senza un preciso ordine temporale, sono proprio i pensieri di una persona insonne che vaga per la casa esausta e frustrata con la mente alla deriva.

Gli insonni vivono nell’attesa.
Prima del sonno, poi del giorno. E per l’intera giornata
aspettano che questa passi, così da poter tornare ad aspettare il sonno.

Una traccia sicura sono le introduzioni dei singoli capitoli: piccoli pezzi del diario di Martha, la madre di Luz, che ci racconta del ritorno di Ellen a Grund dopo più di sedici anni di lontananza.
Attraverso gli occhi di Martha vediamo Ellen e scopriamo dettagli nuovi, sono immagini nitide anche se la donna a volte vaneggia, straparla e impregna tutto dell’oscuro dolore per la perdita del figlio.
Il lettore è contretto a procedere lentamente per non inciampare, i tasselli vanno messi insieme con calma senza tralasciare nulla e alla fine il mistero è quasi scontato, troppo semplice e prevedibile.
Si tratta sicuramente di una lettura interessante ma tremendamente confusionaria, si ha la sensazione di essere sospesi in un mondo indefinito, una notte dove le spire del tempo di srotolano e lasciano intravedere piccoli momenti, scaglie di luce, frammenti di verità.

Il sonno è custode dei sogni o sono i sogni i custodi del sonno?
Se il sonno è più vicino alla vita che alla morte, lo stato di veglia,
il raggiungimento della piena consapevolezza, è più vicino alla morte che alla vita. Veglia, stanchezza, sonnolenza: i confini sembrano confondersi. I pensieri liquidati diventano sogni che, a loro volta, si trasformano in piante acquatiche. L’acqua sveglia chi dorme.
Io sono già sveglia.
Ancora sveglia.
Ancora e sempre sveglia. Posso dimenticarmi di domani.
Vorrei che fosse già passato.

L’autrice ha creato un libro onirico e rarefatto, tutto sembra fluttuare e le uniche figure veramente solide sono la protagonista e la figlia che
dorme beata nella stanza accanto.
Gli altri personaggi dai più importanti ai più marginali risultano effimeri, sfumati, frutto di una mente stanca che non riesce a cogliere la verità, sono ben caratterizzati e hanno tutti una storia precisa alle spalle ma sembrano emergere da una fitta nebbia che li rende spettrali.
Ovviamente il paesaggio, con il lago cupo e la foresta oscura alle sue spalle, non aiutano a rendere più solare un atmosfera già di per sé abbastanza inquietante.
La casa tra i salici è un romanzo complesso e articolato, la trama è intrecciata a regola d’arte, le storie dei vari personaggi si avvicinano, si toccano e si allontanano con precisione e sarà compito del lettore mettere insieme i pezzi del puzzle per poter scoprire la verità.
Nonostante questi pregi il libro non mi ha convinta, forse lo paragono troppo al primo romanzo di Katharina Hagena ma, cercando di essere il più possibile imparziale, non posso non pensare al senso di smarrimento delle pagine iniziali, l’estrema confusione tanto da dover tornare indietro a rileggere piccoli pezzi di cui mi era sfuggito il significato, un finale poco incisivo e prevedibile.
La casa tra i salici è una lettura diversa dal solito che non mi ha affascinata e colpita come mi sarei aspettata. Da provare.

Valutazione



AUTRICE: Katharina Hagena, nata nel 1967, ha insegnato letteratura inglese all’università di Amburgo, dove ora vive con la sua famiglia, e fa la scrittrice freelance. È autrice del bestseller europeo Il sapore dei semi di mela, pubblicato in Italia da Garzanti.

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