-->

21 gennaio 2017

"Spada di Vetro" di Victoria Aveyard

Buonasera carissimi e buon sabato! Vi ripropongo la recensione di Spada di vetro, l'ho scritta qualche mese fa per il vecchio blog ma, come vi dicevo, pian piano porterò su questo nuovo spazio tutti i contenuti.
Sono davvero molti, circa novanta recensioni che vi riproporrò nel corso di questo anno.
Per oggi concentriamoci su "Spada di Vetro" seguito di "Regina Rossa" (per la recensione LEGGERE QUI!) e secondo capitolo di una probabile quadrilogia, quindi capirete la mia sofferenza quando ho capito che, nonostante l'uscita del terzo "La Gabbia del Re" sia prevista per Aprile/Maggio, dovrò aspettare ancora parecchio per concludere questa serie mozzafiato.
Mi consola il fatto che rimarrò in compagnia di Mare e Cal ancora per un po'.
SCONSIGLIO LA LETTURA DI QUESTA RECENSIONE A TUTTI COLORO CHE NON HANNO LETTO "REGINA ROSSA".

TITOLO: Spada di vetro
AUTRICE: Victoria Aveyard
PAGINE: 423
CASA EDITRICE: Mondadori
GENERE: Fantasy, Dispotico, Young/Adults

TRAMA: Il suo sangue è rosso - come quello della gente comune - ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe - e prima ancora l'amico - che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri.
Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere.
Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre?
Il libro si ricollega subito agli eventi conclusivi del primo volume, Mare e Cal sono stati prelevati dalla Guardia Scarlatta e stanno scappando dalle grinfie del perfido Maven e della madre.
Dopo una fuga irta di pericoli vengono accolti in una delle sedi dei ribelli situata su un isola sperduta e lontana da occhi indiscreti, qui Mare si ricongiungerà alla sua famiglia e cercherà di riprendersi dalle molte ferite subite in così breve tempo.
La situazione però precipita in fretta e la giovane ribelle si troverà nuovamente inseguita e imprigionata ma questa volta dalla stessa Guardia Scarlatta, il comandante teme i Novisangue e non sapendo come gestire la Sparafulmini preferisce catturarla e renderla offensiva.
Grazie all'aiuto di amici fidati, Mare e Cal riusciranno a scappare e potranno così iniziare la missione che Julian, zio di Cal, le ha affidato: cercare tutti i Novisangue, proteggerli e addestrarli.
Purtroppo la lista che Mare possiede è anche nelle mani di Maven che non tarderà a catturare e uccidere tutti quelli che riuscirà a raggiungere.
Nella frenetica ricerca dei suoi simili Mare perderà se stessa e la scia di sangue che troverà e lascerà sul suo cammino la sconvolgerà profondamente.
In questo secondo capitolo Mare è un personaggio tremendamente tormentato, l'esperienza vissuta a Corte l'ha cambiata e la giovane ragazzina di Palafitte è ormai un ricordo.


Ma sono morta anch'io.
Mare di Palafitte è morta il giorno in cui è caduta nello scudo di fulmini.
Mareena, la principessa argentea scomparsa e poi ritrovata, è morta nel Circo delle Ossa.
E non so quale nuova persona abbia riaperto gli occhi sul treno sotterraneo.
So solo chi era e cos'ha perso, e il peso di tutto questo è a dir poco devastante.

Se sono davvero una spada, sono fatta di vetro
e sento che comincio a frantumarmi.

Il timore di essere tradita è un ombra che la perseguita, non si fida di nessuno e questo la riempie di angoscia, la priva del sonno e la fa soffrire.
Il tradimento di Maven l'ha colpita al cuore con una forza tale da stordirla, la ferita sanguina e ogni volta che è sul punto di guarire il giovane principe appare per turbarla e pugnalarla ancora.
Maven è sempre un passo avanti a lei, si nasconde dietro ogni angolo e lascia dietro di sè una traccia intrisa di orrore e violenza, il suo ricordo non svanisce mai e si trasforma in un incubo che le impedisce di far tacere il rimorso e la rabbia.
Mare non riesce a dimenticare il principe che aveva detto di amarla e che le era sembrato triste e sconfitto dal fratello maggiore, l'immagine del traditore non combacia con quella del ragazzo dolce che l'aveva conquistata.

«Una volta ti ho detto che chiunque può tradire chiunque. So che te lo ricordi.»
Eccome se me lo ricordo.
«E ora te lo ripeto. Chiunque, qualunque cosa, può tradire chiunque.
Anche il tuo stesso cuore.»

Mare diventa solitaria, chiusa e irascibile, teme continuamente di essere tradita e per questo si allontana da tutti compreso l'amico d'infanzia Kilorn, tutto ciò la fa soffrire e la sua stessa posizione di leader della rivolta non la aiuta. Le persone la temono e le stanno alla larga impedendole di integrarsi nel gruppo ma a volte è la stessa Mare che si isola, le sue scelte e il modo di comportarsi la portano a non socializzare e a sembrare più altezzosa di quello che è.
In realtà lei non è altro che una ragazza spezzata, le numerose prove che ha dovuto affrontare l'hanno lacerata nel profondo, un vuoto enorme le invade l'animo e ogni decisione che prende la allontana sempre di più dalla normalità.
In tutta questa follia Cal sembra l'unico rifugio che le è rimasto.

«Ho temuto che ti avremmo persa.»
Le sue parole sono scelte con cura, di proposito.
Mi chino in avanti e gli poso una mano sul pugno chiuso.
Non ha bisogno di un altro incoraggiamento per continuare.
«Ho temuto che ti avrei persa. Non sai quante volte.»
«E invece eccomi qui» rispondo.
Mi prende il collo tra le mani, come se non mi credesse. [...]
E' così tanto tempo che scappo, da prima che iniziasse tutto questo.
Perfino a Palafitte ero una fuggitiva.
Correvo per sottrarmi alla mia famiglia, al destino e a qualsiasi emozione non volessi provare.
E continuo a correre tuttora.
Scappo da chi mi vuole uccidere... e da chi mi vuole bene.
Quanto vorrei che tutto questo finisse.
Vorrei restare ferma senza dover morire né far morire qualcun'altro.
Ma non è possibile.

Il principe è un personaggio meraviglioso, anch'esso profondamente combattuto cerca di riprendersi dall'orrore che ha sconvolto la sua vita: tradito dal fratello e costretto a uccidere il padre, perde tutto in pochissimo tempo.
Ora Cal non sa più chi è, il suo posto nel mondo è stato spazzato via e con esso le sue certezze.
In perenne conflitto con se stesso non sa cosa fare: è un argenteo ma non può più vivere con loro, è un comandante ma deve combattere per una guerra non sua, non è un ribelle ma è costretto ad allearsi alla Guardia Scarlatta, la sua vita è completamente cambiata.
Nonostante tutto si fa coraggio e cerca di dare il meglio in qualsiasi situazione diventando un valido alleato e facendosi accettare poco alla volta.

Non è un ribelle e nemmeno un principe,
e non è più sicuro di nulla,
a parte il fuoco che gli brucia nelle ossa.

Tra Mare e Cal scorre un sentimento profondo, entrambi cercano di negarlo ma la sua forza è più intensa delle difficoltà e sboccia anche in mezzo alle numerose difficoltà e sofferenze.
Ovviamente io tifo per Cal, le mio speranze nel confronto di Maven erano già morte nel primo libro e comunque ho sempre avuto un debole per il futuro sovrano, solo l'aspetto fisico a mio parere è un punto a suo favore: alto, massiccio, muscoloso, moro con profondi occhi color bronzo, come si fa a resistere!
Ma Cal non è solo questo è molto di più!
Un personaggio corretto, giusto e temerario, sempre pronto ad aiutare, sensibile e attento, fa ricredere Mare sugli argentei e le permette di capire che nonostante il colore del sangue siamo tutti esseri umani che proviamo sentimenti, soffriamo e possiamo essere feriti profondamente.

Una volta pensavo che il sangue fosse in assoluto la cosa più importante al mondo,
la linea di demarcazione tra buio e luce,
un spartiacque indiscutibile, invalicabile.
Rendeva gli argentei esseri potenti, freddi e brutali;
inumani, in confronto ai miei fratelli rossi.
Credevo che quelle creature non avessero nulla a che vedere con noi,
incapaci com'erano di provare dolore, rimorso o affetto.
Ma gente come Cal, Julian e persino Lucas mi hanno dimostrato come mi sbagliassi.
Sono umani proprio come noi, pieni di paure e speranze come noi.
Certo, non sono privi di colpe, ma questo neanche noi.
Neanch'io.

Se prima ho tessuto le lodi di Cal ora sbraiterò contro Maven!
Un cattivo davvero cattivo! Un personaggio orribile, capace di atrocità e orrori inauditi.
Nel primo libro si può pensare che dietro tanta malignità ci sia la madre, la terribile regina Elara, ma in questo secondo volume non ci sono dubbi Maven è proprio perfido.
Non ha pietà per nessuno, è subdolo e arrivista, vanitoso e egoista, crudele nel vero e proprio senso della parola!
Alcune scene mi hanno lasciato veramente interdetta, di fronte alle atrocità commesse sono rimasta di sasso.
L'autrice è riuscita a creare un vero cattivo, di quelli che si odiano e non si vede l'ora di veder soccombere tra atroci sofferenze.

Sono un'arma in carne e ossa, una spada vivente.
Sono nata per uccidere un re, per porre fine a un regno del terrore prima ancora che inizi.
Il fuoco e il fulmine hanno aizzato Maven
e il fuoco e il fulmine lo abbatteranno.

Anche in questo secondo libro sono rimasta colpita dalla descrizione dettagliata dei vari casati: i loro colori, i poteri e le famiglie.
Mi piace da morire leggere di Magnetron, Crescifoglia, Forgiafiamma e molti altri, i loro nomi si sommano a quelli dei Novisangue che hanno altrettanti poteri sempre nuovi e originali.
La storia è un crescendo di tensione che raggiunge con precisione l'apice in continui colpi di scena, come un onda che arriva verso la spiaggia si infrange e poi riparte, lo stesso sono i capitoli di "Spada di Vetro": l'azione si mette in moto, la situazione precipita e si arriva alla scena shock poi per qualche pagina torna una certa quiete che porta solo a una nuova azione. Tutto è palpitante e avvincente.
Per quanto riguarda i personaggi direi che sono aumentati molto la descrizione e l'approfondimento, l'autrice ha lavorato moltissimo su Mare ma anche su Cal, Farley, Kilorn e Shade, li ha resi più reali e tangibili facendoci scoprire il loro passato, le passioni e i sentimenti.
Unica pecca del romanzo è la mancanza di una cartina! Non avete idea della fatica che ho fatto a orientarmi nei vari spostamenti di Mare per tutta Norda!
Mi sentivo spaesata, prima sud, poi nord, poi sud-ovest e via in un porto, una città, una foresta ma è impossibile capire veramente dove sono ubicate le vicende.
Si tratta di un mondo di fantasia sconosciuto di cui non abbiamo nemmeno una cartina, mi è mancata molto anche perché sono una fan sfegatata delle mappe dei mondi fantasy, mi piacciono e rendono più vero quello che leggo.
Consiglio vivamente questa saga e, dopo un finale così sconvolgente, non vedo l'ora di leggere il seguito.


Valutazione

"La regina rossa, la sparafulmini, è viva.
Sorgete, rossi come l'alba.
Sorgete. Sorgete. Sorgete."








AUTRICE: Victoria Aveyard è nata e cresciuta a East Longmeadow, una cittadina del Massachusetts famosa solo per ospitare la peggiore rotatoria di tutti gli Stati Uniti. Si è trasferita a Los Angeles dove si è diplomata in sceneggiatura. Ora fa la scrittrice e la sceneggiatrice, entrambi i mestieri sono una scusa perfetta per vedere troppi film e leggere troppi libri.





Nessun commento:

Posta un commento